
Quattro milioni di euro per far nascere nuove librerie indipendenti in Italia. Il Ministero della Cultura, da ottobre scorso, non ha mai rallentato la sua spinta verso i giovani under 35 che vogliono mettersi in gioco come imprenditori culturali. Questa volta, il bando è operativo e punta soprattutto a chi vive nelle aree interne e svantaggiate, quei territori spesso dimenticati dove manca un punto di riferimento culturale, come una libreria o una biblioteca. L’idea è semplice ma ambiziosa: creare spazi di lettura fuori dai grandi circuiti commerciali, per avvicinare la cultura a chi, finora, ha avuto poche opportunità .
Quattro milioni per rilanciare le librerie indipendenti
Con un decreto firmato dal Ministro Alessandro Giuli, è stato stanziato un fondo da 4 milioni di euro per finanziare l’apertura di librerie indipendenti gestite da under 35. L’iniziativa rientra nel Piano Olivetti per la Cultura, un progetto pensato per dare nuova vita al tessuto culturale italiano. Puntare sulle librerie indipendenti non è casuale: spesso sono l’unico punto di accesso ai libri in territori poco serviti dalle grandi catene, animando così la vita culturale locale.
Il decreto mette al centro le aree meno servite, comprese quelle interne o svantaggiate dal punto di vista sociale e culturale. Si vuole portare la cultura più vicina alle persone, soprattutto in quei luoghi dove biblioteche e librerie sono rare o assenti. Così, il fondo non finanzia solo nuove librerie, ma fa anche un passo verso una maggiore equità culturale sul territorio.
Il bando per under 35: fino a 24mila euro a fondo perduto
La Direzione generale Biblioteche e istituti culturali ha pubblicato il bando che mette in pratica queste risorse. I finanziamenti sono a fondo perduto, con contributi fino a 24mila euro. In più, è previsto un bonus di 1.000 euro per spese documentate legate a corsi di formazione e tutoraggio, pensati per preparare all’apertura e alla gestione della libreria.
Le domande si inviano solo via posta elettronica certificata, entro il 13 settembre 2026. Tutta la modulistica è disponibile sul sito ufficiale del Ministero. È fondamentale che i candidati rispettino i requisiti di età e che la libreria si trovi in una zona idonea.
Questa misura dà una concreta opportunità ai giovani pronti a investire nella cultura, offrendo strumenti indispensabili per coprire i costi iniziali che spesso bloccano progetti indipendenti.
Chi può partecipare e cosa finanzia il fondo
Possono concorrere sia persone singole sia associazioni o gruppi informali che intendano aprire o abbiano già aperto una libreria indipendente. Non sono ammesse librerie appartenenti a catene o gruppi editoriali nazionali. La libreria deve essere stata avviata dopo il 30 giugno 2024, salvo eccezioni per i comuni senza altri punti vendita di libri, dove si può andare anche oltre il 30 dicembre 2023.
I partecipanti devono essere under 35 al 28 dicembre 2024. Le attività devono rientrare nei codici Ateco legati al commercio al dettaglio di libri, con la possibilità di affiancare attività accessorie, purché non vi siano altri esercizi simili nel territorio. La libreria deve essere l’unico punto vendita di libri nel comune, per evitare sovrapposizioni e favorire l’apertura in zone davvero scoperte.
Le spese ammissibili coprono lavori di ristrutturazione e adeguamento dei locali, l’acquisto di scaffali e impianti di sicurezza, investimenti in tecnologie per digitalizzare l’attività e oneri amministrativi come licenze e permessi.
In questo modo, il contributo supporta i candidati in tutte le fasi, dall’allestimento dello spazio alla formazione, accompagnandoli verso una partenza solida.
Cultura più vicina a chi vive nelle aree più isolate
Concentrare i fondi sulle librerie indipendenti in zone interne e svantaggiate nasce dalla consapevolezza che la cultura non può restare appannaggio dei grandi centri urbani. In molte regioni d’Italia, infatti, i punti vendita di libri e le biblioteche pubbliche scarseggiano. La loro mancanza limita la diffusione della lettura e riduce le occasioni di incontro e scambio culturale.
Il fondo vuole colmare questi vuoti, spingendo l’apertura di nuovi spazi culturali soprattutto nei piccoli comuni e nelle periferie. Un invito diretto ai giovani: investite nella cultura, perché è un motore di crescita locale e coesione sociale.
Non è solo questione di soldi: insieme al sostegno economico arriva anche una formazione dedicata e un tutoraggio continuo, per guidare i giovani imprenditori culturali nel loro percorso e garantire che le librerie nascano e crescano con solide basi.
Questa strategia, parte di un più ampio piano ministeriale, punta a valorizzare territori spesso dimenticati, usando la lettura come chiave per conoscenza e inclusione sociale.
