Tre anni fa, il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino ha deciso di cambiare marcia. Non si tratta più soltanto di esporre vecchie glorie su quattro ruote, ma di trasformare lo spazio in un laboratorio culturale a tutto tondo. Lorenza Bravetta, che resterà al timone fino al 2028, ha guidato questa rivoluzione con mano ferma. Accanto ai motori, ora convivono fotografie, arte contemporanea e spazi aperti a tutti: dalle officine didattiche alle collaborazioni con grandi realtà culturali. Il Museo non è più solo un luogo da visitare, ma uno spazio dove passato e presente si intrecciano, offrendo esperienze nuove a ogni visitatore.
Fotografia e auto: uno sguardo che cambia il paesaggio e il tempo
La mostra “Serie Limitata. Paesaggi mobili in fotografia” non è solo una raccolta di immagini, ma un racconto su come vediamo e attraversiamo il mondo intorno a noi. Lorenza Bravetta ricorda che fotografia e automobile sono nate in un’epoca di grandi innovazioni tecnologiche e hanno cambiato insieme il modo di osservare lo spazio e di muoversi. Le fotocamere e le auto hanno aperto prospettive nuove, spingendoci a riflettere sui cambiamenti sociali, economici e culturali.
Nelle sale si svelano paesaggi che sembrano correre accanto alle automobili, catturati da artisti capaci di trasformare la realtà in storie visive intense. Ma non è solo un legame tra fotografia e auto: le immagini sono diventate parte integrante della strategia del museo. Gli archivi fotografici raccontano l’evoluzione tecnica, i costumi e la trasformazione delle città e delle industrie, offrendo uno sguardo fondamentale per andare oltre la semplice esposizione. Grazie alla fotografia, il MAUTO si presenta come un luogo dove memoria e contemporaneità si intrecciano attraverso linguaggi visivi.
Arte contemporanea: il museo si apre e si rinnova
Negli ultimi anni il MAUTO ha fatto un salto verso l’arte contemporanea, stringendo alleanze con realtà importanti come la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e il MAXXI di Roma. Il messaggio della direttrice Bravetta è chiaro e ambizioso: l’automobile non è solo un oggetto da collezione o un pezzo di design, ma una chiave per leggere la storia moderna nelle sue trasformazioni sociali, politiche ed economiche.
Attraverso il dialogo con diverse arti visive, il museo si trasforma in un luogo vivo, dove il visitatore non è spettatore passivo ma parte attiva di un’esperienza che va oltre la conservazione. Le auto esposte diventano spunti per riflettere sul ruolo dell’automobile nella società di oggi. Il museo apre così le porte a forme d’arte diverse, dal teatro alla musica, dalla letteratura alla moda, e si proietta come un centro culturale in continuo fermento.
Il progetto “Convergenze” riassume questa linea in un format annuale con tre obiettivi precisi: collaborare con altri musei attraverso mostre temporanee, commissionare opere permanenti ispirate alla collezione e sostenere giovani artisti che lavorano sui temi della mobilità. Il dialogo con le nuove generazioni di artisti nasce da candidature spontanee e scouting mirato, confermando il MAUTO come un polo attrattivo e incubatore di idee.
Il museo che verrà: archivi aperti e officine a portata di mano
Con la riconferma di Lorenza Bravetta fino al 2028, il Museo dell’Automobile punta a consolidare e ampliare il suo cambiamento. Al centro del programma c’è il completamento del riallestimento degli spazi espositivi e un intervento importante sugli archivi.
Il Centro Archivi diventerà uno spazio aperto e gratuito per studiosi e appassionati, grazie a una riorganizzazione pensata per facilitare la consultazione e valorizzare i documenti storici. Ma non è tutto: al piano terra il museo aprirà un’officina meccanica interna. Finora molte attività di restauro erano affidate a laboratori esterni; ora torneranno a casa.
L’officina sarà anche un laboratorio didattico aperto al pubblico. Attraverso workshop e corsi, i visitatori potranno scoprire da vicino la meccanica e i segreti della carrozzeria, imparando come si conserva il patrimonio automobilistico. L’idea si ispira a modelli vincenti, come il Centro Restauro della Venaria Reale, dove il restauro è anche un momento educativo e di partecipazione diretta.
Così il MAUTO non si limita a conservare il passato, ma apre nuovi spazi di conoscenza e coinvolgimento. Il museo si trasforma in un cantiere aperto e vivace, pronto a raccontare l’automobile, la sua storia e il suo ruolo nella cultura contemporanea in modo dinamico e coinvolgente.
