“Ogni corpo racconta una storia”, dice Luigi Murenu, mentre sfoglia le immagini esposte a Roma. Sono oltre duecento fotografie, in bianco e nero e a colori, dove i corpi sembrano vivi, in continua trasformazione. Luigi & Iango, il duo italo-svizzero formato da Murenu e Iango Henzi, non cercano la perfezione. Anzi, evitano ogni artificio. Il loro obiettivo è scavare nell’umano, cogliere l’essenza dietro la pelle, tra segreti e ferite. L’esposizione “Corpi speciali” alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma si muove proprio su questo confine: vita, dolore, bellezza, raccontati senza filtri ma con una profonda empatia.
Corpi speciali: un viaggio dentro il corpo che cambia
“Corpi speciali” si basa su un’idea complessa del corpo umano. Luigi & Iango hanno raccolto immagini dal loro archivio per mostrare tante metamorfosi, mescolando elementi surreali, poetici e simbolici. È come un pezzo musicale, dove ogni corpo suona la sua melodia fatta di bellezza, segni e cicatrici. Non c’è un solo modello di corpo qui, ma una moltitudine di vite che si mostrano con tutta la loro unicità. La mostra si sviluppa in sezioni tematiche, tra cui quella più toccante dedicata ai “corpi spezzati”. Qui emergono vene, pieghe, tracce che raccontano passione, vulnerabilità e forza vitale. Il messaggio è chiaro: rovesciare gli stereotipi sulla bellezza, accogliere senza filtri ogni forma.
L’itinerario si apre con il volto di una donna anziana dagli occhi chiusi, una madre che ha perso un figlio. Uno scatto semplice ma potente, che racconta un dolore vissuto con rispetto, senza spettacolarizzazioni. Si chiude invece con un’immagine che sembra una maschera, uno scheletro teatrale che parla di nascita e morte, fragilità e continuità.
Musica e fotografia: un dialogo che avvolge il visitatore
La colonna sonora è parte integrante della mostra. La musica accompagna chi entra, aggiungendo una dimensione in più per immergersi nell’umanità di questi corpi speciali. Il programma va da Max Richter ad altri compositori contemporanei, scelti per creare un’atmosfera meditativa e aperta. Il pubblico è invitato a chiudere gli occhi e guardare con uno sguardo diverso, che diventa strumento di comprensione.
La musica aiuta a colmare la distanza tra chi osserva e chi è ritratto. C’è il pugile stanco, l’uomo con le cicatrici da ustione che le mostra con orgoglio. La colonna sonora sostiene queste storie, restituendole come esperienze umane condivise, dove ogni respiro vibra di emozione.
Un lavoro di coppia tra differenze e sintonia
Luigi & Iango lavorano fianco a fianco, ma con metodi diversi che si completano a vicenda. Ognuno porta un bagaglio culturale e un modo di vedere il mondo diverso, ma insieme trovano un equilibrio creativo. Passano ore nello studio di Chelsea, a New York, dove la frenesia della città si mescola al loro lavoro, costruendo un’alchimia solida.
La selezione delle foto avviene spesso separatamente, in stanze diverse, ma quasi sempre scelgono gli stessi scatti. Un segno di una sintonia profonda che unisce spontaneità e riflessione, mantenendo alto il livello critico.
Il loro studio è un luogo vivo, dove il lavoro si intreccia con la vita quotidiana, tra il rumore di New York e le visite di amici e collaboratori. Ogni scatto nasce da uno sforzo collettivo, capace di trasmettere allo spettatore la gentilezza e la poesia che li contraddistingue.
Ritratti che vanno oltre la fama
Luigi & Iango sono noti per i ritratti di volti famosi come Richard Gere, Tilda Swinton, Paolo Sorrentino e JR. Ma il loro interesse va ben oltre la notorietà: curano ogni progetto con attenzione e rispetto. Prima di incontrare i soggetti, li studiano a fondo, costruendo un rapporto basato su fiducia e ascolto.
Dietro ogni scatto c’è una sceneggiatura di massima, ma anche spazio per l’improvvisazione. Questo mix permette di catturare immagini piene di umanità e profondità. Distacco e freddezza chiudono le porte, mentre l’interesse autentico apre nuovi orizzonti.
Un esempio di questa delicatezza è l’incontro con Yoshito Ohno, danzatore butoh e figlio del leggendario Kazuo Ohno. Luigi & Iango lo hanno fotografato nel suo studio a Yokohama per Vogue Japan nel 2018. Non parlando la stessa lingua, hanno comunicato con sguardi e movimenti, mentre Ohno danzava sulle note di una sua canzone. Quel momento ha catturato un’energia che ha superato ogni barriera.
Radici e influenze: un dialogo aperto con la storia
Il lavoro di Luigi & Iango si nutre di riferimenti alla storia della fotografia e alle culture visive, senza mai esserne prigioniero. Si riconoscono echi di Nobuyoshi Araki, con le sue immagini bondage, o di Eikoh Hosoe e le sue proiezioni “ukiyo-e”. La fisicità di Robert Mapplethorpe e la luce raffinata di Irving Penn si riflettono nell’eleganza di alcuni ritratti.
Questa contaminazione dà vita a uno stile originale, visibile in immagini che sembrano tavole rinascimentali o in ritratti che richiamano il Quattrocento, come quello di una donna velata.
Il Giappone è un filo ricorrente, non solo con la danza butoh, ma anche nel gioco tra rigore e follia, nei contrasti netti del bianco e nero e nello sguardo poetico delle fotografie. Ombre e luci si aprono a molte interpretazioni, invitando chi guarda a cercare piuttosto che a trovare una verità unica.
“Corpi speciali” di Luigi & Iango alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma resterà aperta fino al 29 novembre 2026. Un’occasione per immergersi in un racconto visivo dove i corpi vivono e respirano dentro e fuori dalla fotografia.
