Nel cuore di Borgo San Paolo, un vecchio parcheggio auto si รจ trasformato in un teatro insolito per lโarte contemporanea indipendente. Al Parcheggio Lancia, fino al 1ยฐ novembre, va in scena la quindicesima edizione di The Others Art Fair. Cinquantatrรฉ artisti, provenienti da Italia, Europa e Sud America, animano uno spazio che non รจ la solita fiera: รจ piuttosto un laboratorio pulsante, dove si mescolano sperimentazioni visive, performance dal vivo e riflessioni sul tempo e lo spazio. Camminando tra le installazioni, si percepisce unโatmosfera sospesa, un invito a rallentare in un luogo pensato per il transito, ma che invece spinge a fermarsi e guardare davvero. Qui, piรน che altrove, si respira un messaggio chiaro: prendersi una โsosta temporaneaโ contro lโurgenza e la frenesia del mondo digitale.
The Others, quando un parcheggio diventa cantiere culturale
The Others Art Fair si svolge in un contesto insolito: il Parcheggio Lancia, un tempo luogo di passaggio e sosta per le auto, oggi restituito alla cittร come spazio per lโarte. Questo cambio di destinazione non รจ un dettaglio: sottolinea il senso profondo del progetto. Lโeffimero diventa solido attraverso mostre, incontri e performance pensate per offrire unโesperienza che va oltre la semplice compravendita di opere. La collaborazione con GTT e il Comune ha reso possibile questa trasformazione temporanea di uno spazio pubblico. Il direttore artistico Lorenzo Bruni ha scelto un tema che invita a rallentare: โSosta Temporanea. Forme di permanenza in uno spazio di passaggioโ chiama a mettere in pausa il flusso continuo di immagini e informazioni per riflettere sul presente.
Ogni opera dialoga con il luogo e con il tempo, raccontando non solo storie individuali ma anche cambiamenti sociali e collettivi. La fiera ospita gallerie da diverse realtร culturali e geografiche, creando un confronto aperto tra linguaggi artistici diversi e nuovi sguardi sul contemporaneo. La โsostaโ non รจ solo fisica, ma anche mentale: un invito a vivere il tempo con piรน attenzione proprio dove di solito si corre.
Quindici anni di The Others: dallโindustria dellโauto allโarte urbana
Il fondatore Roberto Casiraghi ripercorre con chiarezza le radici di questa fiera che ha cambiato il volto della scena torinese. Nato 15 anni fa con lโobiettivo di far emergere ricerche artistiche fuori dai circuiti tradizionali, The Others ha sempre voluto essere uno spazio multidimensionale. La scelta del Parcheggio Lancia non รจ casuale: togliere le auto, simbolo della storica industria torinese, per riempire lโarea di arte sottolinea un cambiamento culturale ed economico in atto. Casiraghi ricorda come, sebbene lโindustria culturale non possa mai raggiungere le dimensioni dellโautomobilistica degli anni โ60 e โ70, resta un settore capace di coinvolgere i giovani e di portare nuova energia alla cittร .
The Others non รจ solo vendita dโarte: performance, incontri e momenti di scambio ampliano il valore sociale dellโevento. Lโattenzione verso le nuove generazioni conferma lโidea di unโautentica โpacificazioneโ urbana attraverso lโarte. Il valore simbolico e politico della manifestazione emerge proprio dal rapporto stretto con lo spazio cittadino e con un pubblico che non si limita a guardare, ma partecipa.
Tra innovazione e tradizione, le nuove frontiere dellโarte indipendente
Tra gli stand si respira la varietร di approcci e contenuti portati dalle gallerie. Le vecchie divisioni tra astrazione e figurazione lasciano spazio allโinfluenza delle nuove tecnologie e del digitale, che stanno cambiando il modo di creare e vedere le opere. La milanese Colomboโs Gallery propone collage tessili e dipinti a olio, mentre la spagnola G Gallery di Barcellona mette in scena installazioni che giocano con la sospensione del tempo, invitando a riflettere su percezioni e durata.
LO MAGNO Arte Contemporanea di Modica porta in fiera โLe Bateleurโ, unโinstallazione monumentale che rilegge i Tarocchi in chiave moderna. Da segnalare anche Black Effect Gallery, giovane realtร torinese nata da un progetto italo-afroamericano: dedicata esclusivamente ad artisti africani e della diaspora, amplia lo sguardo culturale della manifestazione. Bless Hirwa dal Ruanda e Oluwatobiloba Fasalejo dalla Nigeria presentano opere che intrecciano identitร personale, spazi architettonici e temi di diaspora, offrendo nuovi punti di vista sullโarte contemporanea globale.
La varietร geografica degli espositori fa di The Others un osservatorio privilegiato sulle nuove tendenze artistiche. La fiera si conferma un crocevia dove tradizione e innovazione si mescolano, tracciando nuove rotte culturali. Lโedizione 2026 promette di consolidare un format ormai maturo, capace di restare aperto a esperimenti e contaminazioni.
Lโappuntamento al Parcheggio Lancia rinnova cosรฌ il senso di una manifestazione che va oltre la semplice mostra: un progetto culturale che dร peso alla parola โtemporaneoโ, trasformandola in occasione di ascolto, dialogo e resistenza creativa.
