Undici mila cinquecento studenti hanno attraversato le sale romane dal 13 al 25 ottobre 2026 per partecipare ad Alice nella Città, giunta alla sua ventiquattresima edizione. Non è solo un numero da record: è la testimonianza di un legame vivo e profondo tra scuola, cinema e formazione che si rinnova ogni anno. Non si tratta di semplice visione, ma di un dialogo continuo, fatto di proiezioni, incontri e premi che avvicinano i giovani a nuove voci artistiche. Qui, il festival diventa un ponte concreto tra talenti emergenti e un pubblico in crescita.
Le scuole al centro: 151 istituti e quasi 10mila studenti in sala
Il cuore educativo di Alice nella Città batte soprattutto grazie alla partecipazione delle scuole. In questa edizione, 151 istituti hanno portato in totale 386 classi alle proiezioni pensate per loro. Sono stati 9.793 gli studenti che hanno visto i film selezionati e hanno partecipato, tra gli altri eventi, all’incontro con l’attrice Susan Sarandon. Un’adesione così ampia conferma il valore del festival come spazio di cultura, dove il cinema diventa un modo per stimolare curiosità, confronto e consapevolezza narrativa.
Non è solo un’esperienza passiva di visione: spesso sono previsti momenti di dibattito e approfondimento, che permettono agli studenti di parlare direttamente con registi, attori e altri protagonisti del cinema italiano e internazionale. Il coinvolgimento delle scuole, consolidato nel tempo, è una delle caratteristiche più forti della manifestazione, che si propone come luogo di educazione al racconto visivo e alle sue tante forme espressive.
Fuori dall’aula: giovani spettatori scelgono il festival anche nel tempo libero
Il festival ha coinvolto anche tanti ragazzi al di fuori dell’orario scolastico. I direttori artistici, Fabia Bettini e Gianluca Giannelli, raccontano di un interesse autentico: molti giovani hanno deciso di tornare alle proiezioni in autonomia, segno che Alice nella Città è riuscita ad attrarli anche come proposta culturale per il tempo libero. Questo dato arricchisce l’esperienza complessiva della manifestazione, che si conferma capace di parlare ai ragazzi anche fuori dall’ambito didattico.
Parallelamente è cresciuta la presenza online: i canali social ufficiali hanno raccolto circa 3,9 milioni di visualizzazioni, con un +10% rispetto al 2025, e 150mila interazioni, in aumento del 16%. L’attenzione è salita soprattutto durante gli eventi con ospiti di rilievo internazionale, come Susan Sarandon e Jeremy Renner. Questi numeri vanno però tenuti distinti dal pubblico in sala, offrendo uno sguardo a più livelli sull’interazione tra festival e spettatori.
Premi e nuovi volti: Alice nella Città premia il cinema emergente
Tra i momenti più attesi dell’edizione 2026 ci sono i riconoscimenti ai nuovi talenti del cinema italiano. “Figli perduti” di Lorenzo Maria Chierici ha conquistato il Premio del Pubblico di Panorama Italia, mentre “Senza chiedere permesso” di Giacomo Mazzariol si è aggiudicato il Premio Raffaella Fioretta nella stessa sezione. Il giovane attore Matteo Oscar Giuggioli, protagonista di “Figli perduti”, ha ricevuto il premio U.N.I.T.A. Under 35. Durante la cerimonia, Giuggioli ha sottolineato l’importanza di ascoltare i giovani, senza ridurre il disagio giovanile a un giudizio sommario.
Questi premi confermano quanto Alice nella Città sia un’occasione preziosa per dare visibilità ai nuovi talenti, offrendo loro un palco importante. Il festival intreccia così il pubblico giovane con gli esordienti, trasformandosi in un momento vivo di confronto e crescita professionale.
Cinema e formazione: un legame che si rafforza
Gli 11.593 studenti coinvolti si dividono in due gruppi principali: 9.793 hanno partecipato alle proiezioni scolastiche e all’incontro con Susan Sarandon, mentre circa 1.800 hanno seguito le attività formative del Fuori Sala e della Notte Bianca. Questa distinzione mette in luce i diversi modi con cui i giovani si avvicinano al cinema grazie al festival.
Le attività formative includono laboratori, workshop e incontri che approfondiscono vari aspetti della produzione e della fruizione cinematografica. Questo approccio a più livelli aumenta il valore educativo della manifestazione, facendo del cinema uno strumento per esplorare storie, culture e linguaggi visivi. Un’esperienza che va ben oltre il semplice intrattenimento, stimolando il pensiero critico e la partecipazione attiva.
Un programma ricco e variegato: dal concorso a Panorama Italia
Alice nella Città propone un palinsesto articolato, con il Concorso principale affiancato da diverse sezioni tematiche. Tra queste, spiccano Panorama Italia, dedicata agli esordienti e alle nuove voci del cinema italiano, le proiezioni speciali, Sintonie, Onde Corte per i cortometraggi e gli appuntamenti dedicati alle serie tv.
Questa varietà permette al pubblico di incontrare opere di ogni tipo: dal film più strutturato a produzioni sperimentali e forme narrative brevi. Panorama Italia si conferma uno spazio chiave per favorire il dialogo tra giovani autori e spettatori, arricchendo il festival con un confronto diretto tra talento emergente e pubblico.
Gli incontri con registi, attori e produttori completano il quadro, trasformando ogni proiezione in un’occasione di approfondimento e riflessione condivisa.
La giuria giovane premia “Everytime” e altri talenti
La giuria, composta da 35 adolescenti tra i 16 e i 19 anni, ha assegnato il Premio miglior film a “Everytime” di Sandra Wollner, riconoscendo anche la sua capacità di parlare al pubblico giovane. Una menzione speciale è andata a “We Are Aliens” di Kohei Kadowaki.
Questo modo di premiare conferma l’identità del festival, che punta sulla partecipazione attiva e critica dei ragazzi nel giudizio delle opere. Il Premio RB Casting per il miglior giovane interprete italiano è stato assegnato a Francesco Castellaneta per “È un mondo difficile” di Federico Mottica, con una menzione speciale dedicata al cast. Anche Matteo Oscar Giuggioli ha ricevuto un ulteriore riconoscimento U.N.I.T.A. Under 35.
I premi sottolineano la volontà di Alice nella Città di sostenere il cinema emergente italiano, valorizzando ogni aspetto della creazione cinematografica, dall’interpretazione alla regia.
Social e digitale: un pubblico giovane e connesso
Oltre alla presenza in sala, il festival ha consolidato la sua presenza digitale, raccogliendo circa 3,9 milioni di visualizzazioni e 150mila interazioni sui social. Il pubblico online, diverso da quello scolastico, è composto soprattutto da persone tra i 25 e i 34 anni.
La crescita dell’engagement sui canali social è stata trainata da momenti di grande visibilità, come gli eventi con Susan Sarandon e Jeremy Renner. Questi dati non sovrappongono il pubblico fisico, ma offrono una prospettiva in più sulla diffusione e il coinvolgimento della manifestazione, che trova così un legame con le nuove generazioni di spettatori connessi.
Alice nella Città 2026: un laboratorio per il futuro del cinema
L’edizione 2026 conferma il ruolo di Alice nella Città come ponte tra scuola, giovani spettatori e talenti emergenti nel panorama cinematografico italiano e internazionale. Il festival si sviluppa in momenti diversi ma complementari: attività formative nelle scuole, selezione di film e cortometraggi, premi e incontri con autori e interpreti.
Tutto questo crea una rete culturale che offre agli studenti non solo la possibilità di scoprire nuove storie, ma anche uno spazio di dialogo e approfondimento su temi attuali. Alice nella Città si presenta così come un vero e proprio laboratorio di conoscenza e partecipazione, fondamentale per formare fruitori critici e consapevoli del linguaggio del cinema e delle sue potenzialità.
