Il 26 ottobre, alle 21:15, La7 riaccende i riflettori su “M – Il figlio del secolo” con il secondo episodio. Non è una semplice fiction. Prima della puntata, Corrado Augias, volto noto del giornalismo culturale, prende la parola. Anticipa la trama, certo, ma soprattutto invita a un’analisi profonda di quegli anni turbolenti. E quando la storia finisce sullo schermo, parte un dibattito: una tavola rotonda con esperti e intellettuali che discutono del clima politico e sociale dell’Italia di allora. Un appuntamento pensato per andare oltre il racconto e imprimere nella memoria collettiva una delle stagioni più difficili della nostra storia recente.
Tra crisi e ascesa: la Marcia su Roma sotto la lente
Il secondo episodio si concentra su quel momento cruciale che sfocia nella “Marcia su Roma”, simbolo dell’ascesa del fascismo. La serie racconta la lenta ma inesorabile crisi dello Stato liberale, schiacciato dalle conseguenze della Prima guerra mondiale, dai fermenti sociali e dalla violenza politica crescente. La narrazione mette a fuoco le strategie del nascente movimento fascista per arrivare al potere: scontri di piazza, alleanze ambigue e l’uso della paura come arma di controllo. Luca Marinelli interpreta Benito Mussolini con intensità, mentre accanto a lui Francesco Russo e Barbara Chichiarelli completano un cast che restituisce un quadro vivido e teso di quegli anni.
La regia di Joe Wright trova un equilibrio tra rigore storico e linguaggio contemporaneo, trasformando il romanzo di Antonio Scurati in una storia che parla direttamente al pubblico di oggi. Otto episodi, trasmessi a coppie per quattro lunedì consecutivi, guidano lo spettatore in un percorso coinvolgente. La messa in onda in prima serata su La7 permette di raggiungere un pubblico più ampio, anche chi non ha seguito la serie su Sky.
Dopo la fiction, un dibattito per capire le fragilità della democrazia
Ogni serata si apre con un’introduzione di Corrado Augias, che mette in luce il contesto sociale e politico dietro la fiction. Poi, a seguire, prende vita un confronto con figure di spicco come Antonio Scurati, autore del romanzo, il filosofo Umberto Galimberti, lo sceneggiatore Stefano Bises e la scrittrice Dacia Maraini. Si parla delle ragioni che hanno indebolito le istituzioni democratiche italiane e di come propaganda, paura e violenza abbiano cambiato la vita pubblica e il ruolo dei cittadini.
Questa formula, che unisce fiction e dibattito, si distingue dall’esperienza originale su Sky, più incentrata sulla narrazione. Su La7, il racconto assume un valore educativo e stimolante, offrendo spunti per riflettere anche alla luce degli eventi di oggi. L’intento è di restituire un quadro completo, dove la storia non è solo rappresentazione, ma un tema vivo da analizzare e capire fino in fondo.
Regia, musica e riconoscimenti: un progetto che guarda al futuro
La regia di Joe Wright, nota per uno stile pulito e suggestivo, si allontana dai classici drammi in costume. A sostenere questo approccio, la colonna sonora di Tom Rowlands, dei Chemical Brothers, dona ritmo e tensione, avvicinando la serie a un linguaggio moderno capace di trasmettere l’angoscia e le contraddizioni di quegli anni.
“M – Il figlio del secolo” ha debuttato alla Mostra del Cinema di Venezia, dove regista, cast e autori hanno raccontato la genesi di una serie che fonde rigore storico e innovazione audiovisiva. Un lavoro premiato con il Premio Speciale in onore del Presidente della Repubblica al Prix Italia 2023, a conferma dell’alto valore culturale del progetto.
I nuovi episodi saranno disponibili anche sulle piattaforme digitali di La7, garantendo così a un pubblico più ampio la possibilità di seguire da vicino una delle pagine più dense e significative della nostra storia contemporanea.
