“Leggere non è solo memorizzare fatti.” Lo ripete spesso Enrico Galiano, insegnante e scrittore che ha rivoluzionato il modo di approcciarsi ai libri. E ha ragione: affrontare un libro come se fosse una checklist da completare spegne ogni entusiasmo. Ogni anno, migliaia di studenti si ritrovano a compilare schede rigide, dove il piacere della lettura si perde tra date e riassunti piatti. Invece, leggere dovrebbe essere un viaggio, un’esperienza da assaporare, pagina dopo pagina, con emozione e profondità. Galiano propone un’alternativa: raccontare un libro con la propria voce, senza paura di uscire dagli schemi.
Secondo Galiano, ridurre la lettura a risposte standard o a riassunti brevi significa privarla di quel legame profondo che nasce tra lettore e testo. Spesso si finisce per svolgere il compito in modo meccanico, senza entrare davvero nella storia. Certo, le schede possono aiutare a fissare i punti salienti, ma se diventano l’unico strumento, rischiano di soffocare la curiosità, la riflessione e la fantasia dei ragazzi. Scrivere diventa un obbligo da portare a termine, non un’occasione per esprimersi, pensare e sentire.
Gli studenti così si concentrano più su titoli, nomi e trame, senza mai soffermarsi sui temi o sulle emozioni che la lettura suscita. Il libro resta allora solo un oggetto da catalogare, non un’esperienza viva. Per Galiano, è fondamentale trasformare la lettura in un percorso personale, dove il racconto di ciò che si è letto diventi anche il racconto di sé.
Per evitare la solita scheda, Galiano suggerisce alcune idee più creative e coinvolgenti. Una di queste è registrare una nota vocale: parlare a voce libera di emozioni, pensieri e impressioni rende tutto più spontaneo e vicino a una conversazione reale.
Un’altra strada è scrivere una lettera, magari indirizzata a un personaggio o all’autore. Così lo studente si mette nei panni di chi ha vissuto la storia, entrando in un dialogo diretto con il testo.
La musica è un’altra sorpresa: scegliere una canzone che si abbini all’atmosfera del libro o scrivere un piccolo testo ispirato dalla lettura aiuta a catturare le sensazioni in modo diverso, più immediato.
Le altre proposte? Fare un trailer come se il libro fosse un film, disegnare personaggi o ambientazioni, o scrivere un breve racconto che continui o riscriva la storia. Tutti modi per uscire dai soliti schemi e dare spazio alla fantasia.
Queste alternative non vogliono solo sostituire la scheda tradizionale, ma cambiare il modo in cui i ragazzi si rapportano con un libro. L’idea è quella di lasciare libertà di espressione senza perdere di vista la comprensione profonda. Galiano punta tutto sul coinvolgimento emotivo e la capacità critica, elementi che fanno davvero crescere.
Così gli studenti non si limitano a raccontare “cosa” è successo, ma provano a capire “come” e “perché” una storia colpisce, lasciando un segno. È un passaggio importante per sviluppare un pensiero indipendente e scoprire cosa il libro ha “letto” dentro di noi.
Un modo di educare alla lettura che rompe la rigidità del compito e si avvicina ai linguaggi e alle abitudini delle nuove generazioni, mantenendo viva la pratica di leggere. Il libro torna a essere uno strumento culturale prezioso e sensibile.
Nel mondo della scuola di oggi, insegnanti e ragazzi possono costruire insieme percorsi che fanno del libro un’esperienza viva. Nel 2024, con la digitalizzazione e la multimedialità, si possono usare smartphone per inviare note audio, realizzare video o podcast, condividere disegni online e coinvolgere tutta la comunità scolastica.
L’approccio di Galiano permette anche di diversificare la valutazione: non si guarda solo a dati e nomi, ma alla capacità di esprimere idee, creare legami e mostrare sensibilità critica. E così cresce anche la voglia di leggere, perché i ragazzi capiscono che leggere serve davvero, che li riguarda da vicino.
La lettura resta autentica anche in classe, dove spesso si rischia la standardizzazione. Passare da una scheda rigida a un racconto coinvolgente significa avvicinare la scuola alle esigenze culturali ed emotive dei giovani. Far diventare la lettura un dialogo, un incontro con se stessi e con il mondo, è il modo migliore per mantenere viva quella formazione che troppo spesso si perde tra compiti e pagine sfogliate distrattamente.
La proposta di Galiano si inserisce così nel dibattito sull’educazione alla lettura, offrendo idee concrete per rilanciare una pratica fondamentale per il nostro benessere culturale, personale e collettivo.
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