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Oltre le Ceneri: la mostra di Renzogallo al Mattatoio di Roma fino al 2 agosto

Tra le vecchie mura del Mattatoio di Roma, uno spazio che parla di storie e trasformazioni, Lorenzo Gallo – per tutti Renzogallo – ha raccolto più di dieci anni di lavoro in “Oltre le ceneri”. Nato nel 1943, l’artista romano ha sempre cercato un dialogo tra pittura e scultura, ma soprattutto con lo spazio che accoglie le sue forme. Ha incrociato maestri come Capogrossi, Turcato, Afro e Novelli, ha vissuto a Madrid, Barcellona, Parigi, assorbendo atmosfere e sguardi diversi. Ora, proprio qui, in quell’ex area industriale che è diventata galleria, il suo lavoro si fa esperienza: un’installazione che si sente con il corpo e si lascia esplorare con la mente. Fino al 2 agosto 2026.

“Oltre le ceneri”: un percorso pensato per la Pelanda del Mattatoio

La mostra, curata da Aldo Iori, ruota attorno all’opera principale “Oltre” , una struttura in ferro zincato e verniciato a polveri di un rosso intenso, realizzata apposta per attraversare la navata della Galleria delle Vasche. È una soglia da varcare, una linea che invita a un incontro consapevole, quasi rituale, segnando un passaggio tra passato e futuro. Intorno a questa installazione si dispiegano dipinti materici e lavori su carta che intrecciano spazio e materia, offrendo una lettura ricca e stratificata.

Tra le opere spiccano composizioni come “L’ombra delle idee” , assemblaggi di microarchitetture in legno e fogli di giornale bruciati, che oscillano tra casualità e ordine meditativo. Queste piccole strutture sembrano dialogare con il pensiero Zen: l’opera non è solo un oggetto, ma diventa uno spazio di riflessione, un luogo dove il tempo si dilata insieme allo spazio.

Il contrasto tra materiali grezzi come il ferro e la delicatezza delle costruzioni in carta e legno sottolinea il tema centrale della mostra: la trasformazione attraverso la combustione e la rinascita. Le opere più recenti raccontano questo filo rosso, usando processi di bruciatura che parlano tanto di degrado quanto dell’atto creativo che nasce dal residuo, dalle ceneri appunto.

Monumentale non significa enorme: lo spazio che dialoga con il corpo

Chi si avvicina alle installazioni di Renzogallo potrebbe aspettarsi opere imponenti per dimensioni. Invece, la sua idea di monumentalità sta nel rapporto dinamico tra corpo umano, spazio e percezione. Le sue creazioni sono architetture leggere, quasi evanescenti, che si allungano dentro la Galleria delle Vasche.

L’opera invita a muoversi, a attraversare spazi pieni e vuoti, a sentire quei vuoti non come ostacoli ma come punti di energia. Le strutture rosse segnano il cammino come barriere e aperture, segnali di passaggio e trasformazione. Questa sequenza mette in tensione stabilità e movimento, tempo e spazio, temi che accompagnano Renzogallo fin dagli anni Settanta.

Chi guarda non resta spettatore passivo. La “monumentalità elettrica” di queste opere sta nel coinvolgimento fisico dello spettatore, che diventa parte attiva della forma artistica. Non si tratta di ammirare da lontano, ma di entrare dentro l’opera, di toccarla con gli occhi e il passo, di vivere lo spazio e la materia.

Muoversi nello spazio diventa così un linguaggio, un modo per ‘scrivere’ l’opera insieme a chi la attraversa. Le forme in ferro e legno caricano il loro significato, richiamando passaggi importanti della ricerca artistica, soprattutto il minimalismo e l’arte povera, rivisitati in chiave moderna.

Il rosso di Renzogallo: tra fuoco e rinascita

Il colore guida di “Oltre le ceneri” è il rosso, che domina l’allestimento e interrompe l’ampiezza degli spazi con una presenza forte e provocatoria. Per Renzogallo il rosso non è solo un colore, ma un segno carico di significati simbolici e fisici. Come una scintilla di energia vitale, rappresenta la forza che nasce dalle ceneri, ovvero dal residuo di una combustione che trasforma la materia.

Questo rosso è il filo che lega le diverse tecniche in mostra: dalla pittura materica al raso dipinto, dai microassemblaggi in legno ai fogli di giornale bruciati. Le ultime opere di Gallo mostrano un interesse profondo per il gesto della bruciatura, usata per andare oltre le storie già raccontate e aprire nuovi orizzonti.

Opere come “Zenshin” e “Yoni”, i cui titoli richiamano temi orientali, portano in Europa una prospettiva diversa, che mette in luce l’energia del corpo e il processo di formazione delle forme, in bilico tra tradizione zen e sperimentazione contemporanea.

Il percorso si chiude con un invito a vedere l’opera come un ambiente da attraversare, che porta una sensibilità radicata nella seconda metà del Novecento, richiamando quei movimenti che hanno rivoluzionato il modo di percepire spazio e materia, dal minimalismo all’arte povera.

Gli spazi del Mattatoio si confermano così luogo ideale per la visione di Renzogallo, che restituisce un’esperienza artistica totale, che coinvolge corpo e mente insieme.

Redazione

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