1968, guerra del Vietnam. La Squadra Avvoltoi, un reparto d’élite, riceve un incarico urgente: ritrovare un plotone scomparso nel nulla, immerso nella fitta giungla. Ma quello che doveva essere un’operazione di routine si trasforma presto in un incubo fuori dal comune. Tra alberi spessi e silenzi inquietanti, emergono segreti antichi, quasi impossibili da credere. La linea tra realtà e fantascienza si dissolve, mentre la missione si fa sempre più pericolosa, tra tensioni e colpi di scena. Peccato che, a tratti, la narrazione perda ritmo e fatichi a mantenere viva l’attenzione.
Il film, diretto da Luke Sparke e ispirato ai romanzi di Ethan Pettus, schiera un gruppo di soldati dai ruoli fin troppo scontati. Il capitano, il sacrificato, i vari membri della squadra: tutti archetipi già visti e rivisti in decine di film di guerra. Il conflitto vietnamita resta solo uno sfondo, mentre i personaggi non vanno mai oltre la superficie. Non c’è davvero spazio per emozioni o approfondimenti, e questo rende difficile entrare in empatia con loro.
L’unica eccezione è la scienziata interpretata da Tricia Helfer, che porta con sé qualche mistero e un passato complicato. Il suo personaggio dà un po’ di pepe alla vicenda e mantiene viva la curiosità sull’ambiente in cui si muovono. Ma nel complesso, i protagonisti restano poco più che sagome, e la lunga durata del film – oltre due ore – non riesce a costruire un legame forte con lo spettatore.
La vera carta vincente di “Primitive War” è l’idea di inserire dinosauri nella giungla vietnamita. Brontosauri, volatili preistorici e il famigerato Tyrannosaurus rex popolano questa zona dimenticata dal tempo. Sono minacce costanti per la squadra, e le scene in cui attaccano non mancano di azione e sangue.
Lo spettacolo delle lotte con queste bestie crea momenti di tensione e orrore. I soldati cadono, vittime di creature quasi invincibili, e la paura si fa palpabile. Però, dopo un po’, alcune sequenze diventano prevedibili e la suspense cala. L’idea di mescolare guerra e dinosauri resta comunque originale e regala a questa storia un tocco fuori dall’ordinario.
Il punto debole del film sta nella sua storia: manca un vero sviluppo, niente svolte o colpi di scena che scuotano lo spettatore. I personaggi si muovono, combattono, ma senza che succeda nulla di davvero nuovo o decisivo. Il ritmo è sostenuto, grazie a molte scene d’azione, e questo aiuta a non far calare l’attenzione, ma la sensazione di girare in tondo si fa sentire.
Le sequenze notturne aumentano la tensione, con i dinosauri che emergono dall’oscurità in modo ancora più inquietante. Gli effetti speciali sono altalenanti: durante le scene d’azione veloci funzionano abbastanza, ma quando i dinosauri restano fermi o inquadrati da vicino si notano i limiti della computer grafica, con animazioni poco naturali.
Nonostante tutto, chi cerca un film d’azione violento e senza troppi pensieri potrebbe apprezzare questa pellicola, anche se il confronto con “Jurassic Park” è inevitabile e non sempre favorevole.
“Primitive War” punta tutto su un mix particolare: una guerra storica insolita, dinosauri e una buona dose di violenza. Il film cerca di bilanciare questi elementi, ma spesso si limita a ripetere le stesse situazioni, senza mai spingersi oltre.
Nel cast, oltre a Tricia Helfer, ci sono Jeremy Piven e Nick Wechsler, ma neanche la presenza di attori navigati riesce a dare più spessore alla storia o ai personaggi.
Chi ama l’azione pura e gli effetti spettacolari con sangue e combattimenti troverà qualcosa da vedere. Chi invece cerca una trama più profonda o effetti speciali di alto livello potrebbe rimanere deluso. Il mix tra guerra e dinosauri resta l’aspetto più interessante, anche se il risultato finale non riesce a mantenere le promesse.
Nel cuore dell’Athens Epidaurus Festival, il 12 luglio, un gesto antico ha preso nuova vita.…
Tra le vecchie mura del Mattatoio di Roma, uno spazio che parla di storie e…
Manca poco più di un mese all’appuntamento con I Suoni delle Dolomiti 2026. Dal 24…
Dietro ogni talento c’è una storia di pazienza e dedizione. Sara Sozzani Maino lo sa…
Settant’anni di arte condensati in un solo luogo: lo Stedelijk Museum di Amsterdam apre le…
Il 31 luglio, sotto il sole estivo, si accendono luci cupe e si intagliano angurie…