Nel cuore del Molise, sotto la polvere di Sepino, una domus romana emerge con un sistema di riscaldamento dell’acqua che lascia a bocca aperta per la sua sofisticatezza. Non lontano, a Bacoli, le ville sul mare legate a Publio Cornelio Dolabella riprendono vita, raccontando una Roma fatta di lusso e onde. Nel frattempo, nelle fredde acque del Lago di Neuchâtel, una nave romana affondata custodisce ancora armi e olio, testimoni silenziosi di rotte commerciali dimenticate. Più a sud, in Egitto, nelle tombe romane di El-Bahnasa, mummie avvolte in antichi misteri si accompagnano a un papiro con passi dell’Iliade, un intreccio di culture che sorprende. E in Laos, nella Piana delle Giare, pietre e campane di rame parlano di rituali funerari lontani nel tempo, svelando aspetti fino a oggi poco noti. Il 2026 sembra un anno in cui il passato non smette di farsi sentire, chiaro e vivido.
Nel cuore di Saepinum, in Molise, è riemersa una domus che parla di quasi mille anni di storia, dalla prima età imperiale fino al VI secolo d.C. Poco conosciuta rispetto ai grandi siti archeologici italiani, questa città antica si è rivelata una miniera di dettagli sulla vita quotidiana e sulle capacità tecniche dei romani.
L’edificio principale, con il suo ingresso monumentale che si affaccia sul decumano, mostra una cura costruttiva e decorativa di alto livello. Tra gli oggetti ritrovati spicca un contenitore in piombo, ornato con motivi solari e teste di Gorgone, che non era solo decorazione ma parte di un sistema di riscaldamento dell’acqua piuttosto avanzato per l’epoca. Un segno chiaro di quanto il comfort domestico fosse importante anche allora.
L’uso continuato della domus nel tempo, senza abbandoni nel Medioevo, racconta di un luogo che ha mantenuto un ruolo centrale nella vita sociale e abitativa di Saepinum. Questa scoperta invita a riscoprire siti meno noti ma altrettanto affascinanti e ricchi di storie da raccontare.
Nei Campi Flegrei, a Bacoli, la villa marittima di Publio Cornelio Dolabella è tornata sotto i riflettori dopo anni di dimenticanza. Nel 2026 si sono conclusi i lavori di messa in sicurezza che hanno aperto nuovi spazi sotterranei finora nascosti. Situata nella zona di Villa Ferretti, su un terreno confiscato alla criminalità, la villa diventerà presto un parco archeologico comunale, segno di un impegno concreto per preservare e valorizzare il patrimonio culturale.
Il restauro ha richiesto tecniche complesse e la collaborazione tra diversi enti per tutelare il sito. Nel frattempo, il fenomeno del bradisismo ha fatto emergere dal Lago Fusaro un mosaico romano, parte della Villa di Quinto Ortensio Ortalo. Immerso nell’acqua, questo mosaico aggiunge un tassello alla comprensione dello stile di vita lussuoso degli antichi patrizi romani sulle coste.
Con il sostegno dell’Art Bonus, sono già iniziati i lavori di recupero per proteggere queste testimonianze dall’usura e dall’incuria. Bacoli si conferma così un punto di riferimento per gli studi sulla cultura marittima romana.
Sotto le acque del Lago di Neuchâtel, in Svizzera, è riemersa una delle scoperte sommerse più importanti del 2026: il carico di una nave romana naufragata nel I secolo d.C. Tra i reperti spiccano recipienti in ceramica e contenitori per olio d’oliva provenienti dalla Spagna, segno di una rete commerciale ampia e ben organizzata.
L’Ufficio di archeologia cantonale ha avviato un progetto di scavi subacquei studiato per recuperare con cura gli oggetti più fragili, destinati a un futuro allestimento museale. La presenza di armi a bordo lascia pensare che la nave fosse scortata da militari, probabilmente per difendersi da pirati o attacchi, a dimostrazione che la sicurezza delle merci era una priorità anche in quei tempi.
Questa scoperta amplia le conoscenze sulle rotte commerciali romane, soprattutto quelle lacustri e fluviali, meno esplorate rispetto a quelle terrestri o costiere. Il sito diventa così un laboratorio unico per indagare i trasporti e i commerci dell’antichità.
Nel territorio romano d’Egitto, a El-Bahnasa, una scoperta ha messo insieme letteratura e rituali funerari. Tra le bende di una mummia è stato trovato un frammento di papiro con brani dell’Iliade di Omero, la prima prova documentata di poemi epici greci accanto ai defunti egizi, a testimonianza di un curioso intreccio culturale e religioso.
Gli archeologi spagnoli dell’Università di Barcellona e gli studiosi italiani dell’Istituto per il Vicino Oriente Antico hanno scoperto che molte mummie presentano una lingua recisa sostituita da una lingua artificiale in foglia d’oro o rame. Questo rituale avrebbe permesso ai defunti di parlare durante il giudizio di Osiride, un mix di credenze locali e influenze greco-romane.
Il sito, attivo tra il I e il III secolo d.C., mostra un sincretismo culturale complesso. Poco distante, a Tell Fir’awn, gli archeologi egiziani hanno trovato il frammento di una statua monumentale incompiuta, probabilmente di una divinità solare vicina al faraone Ramesse II, confermando l’importanza storica della zona.
Questi reperti raccontano un Egitto ellenistico-romano ricco di contaminazioni e forme inedite di culto.
Nel Sud-est asiatico, la Piana delle Giare in Laos continua a sollevare interrogativi. Qui, nell’altopiano di Xieng Khouang, si trovano migliaia di giare di pietra, alcune alte fino a tre metri, risalenti all’Età del Ferro. Il loro scopo resta un mistero, ma le ultime indagini hanno portato alla luce oggetti che aiutano a capire meglio l’area.
Campane di rame, recipienti ceramici e resti umani – denti e ossa – sono stati trovati associati alle giare, suggerendo che fossero usate in rituali funerari secondari. Probabilmente i defunti venivano sepolti altrove e poi traslati qui, un segno di pratiche sociali complesse.
Il sito è entrato nel 2019 nella lista del patrimonio Unesco, a conferma del suo valore internazionale. Le nuove scoperte del 2026 arricchiscono il quadro e spingono a continuare gli studi per svelare la storia dietro questa straordinaria concentrazione di urne di pietra.
Il patrimonio archeologico mondiale continua a raccontare le sue storie, da Sepino ai laghi svizzeri, dalle tombe egizie alle giare del Laos, rivelando la ricchezza e la complessità della storia umana in ogni angolo del pianeta.
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