Categories: Cultura

Addio a Gianandrea Barreca, architetto del Bosco Verticale e del nuovo Policlinico di Milano

Il 15 giugno, Milano ha perso uno dei suoi architetti più influenti. Gianandrea Barreca, a soli 56 anni, si è spento lasciando un vuoto difficile da colmare. Non era un semplice progettista: dietro le sue opere — dal Bosco Verticale al nuovo Policlinico — c’era una visione capace di riscrivere il volto della città. Chi lo conosceva ricorda ancora la sua voce, decisa e limpida, quando lo scorso settembre spiegava quale fosse la vera sfida per chi studia architettura oggi: “Lo spazio pubblico”. La sua morte arriva come un fulmine a ciel sereno, cancellando troppo presto un talento che aveva ancora molto da dare.

Migliorare lo spazio pubblico: la sfida che ci aspetta

Barreca guardava le nostre città con uno sguardo attento, quasi inquieto. E soprattutto osservava come le nuove generazioni di architetti affrontavano il loro lavoro. In un’intervista di poco più di un anno fa, insieme al socio Giovanni La Varra, ha detto senza mezzi termini che il vero banco di prova per il futuro sarà migliorare lo spazio pubblico. “Mai come ora vedo nelle nuove leve una voglia urgente di lavorare su questo tema”, spiegava. La sua riflessione partiva da un dato semplice, ma forte: spostarsi da Nord a Sud o viceversa mette di fronte a uno shock sulla qualità della vita e sulla cura degli spazi urbani. “Milano compresa”, aggiungeva con un filo di rammarico. Il suo messaggio era chiaro: chi progetta e amministra non può più rimandare. Riqualificare le aree urbane, soprattutto i luoghi condivisi e accessibili, è una priorità senza tempo per il futuro delle città.

Il segno di Barreca: dal Bosco Verticale al nuovo Policlinico

Nel corso della sua carriera, Barreca ha lasciato un segno profondo nella metropoli economica italiana. Tra i suoi lavori più celebri spicca il Bosco Verticale, un progetto che ha rivoluzionato il modo di pensare l’architettura e l’ambiente. Realizzato a Milano insieme a Stefano Boeri e Giovanni La Varra, questo complesso residenziale ha dato vita a un modello nuovo di convivenza tra natura e città. Anche a più di dieci anni dalla sua realizzazione, resta un esempio di innovazione e sostenibilità spesso citato nel dibattito nazionale.

La collaborazione con Boeri e La Varra ha dato vita anche a un altro progetto importante: nel 2007 il trio ha vinto il concorso per il nuovo Policlinico di Milano, ora in costruzione. Qui, oltre alla struttura sanitaria, è previsto un giardino pensile dal valore terapeutico, che unisce salute, benessere e natura in modo funzionale. Gli spazi verdi non sono solo decorativi, ma parte integrante della cura e della riqualificazione urbana. Barreca riponeva grandi speranze in questo progetto, convinto che l’architettura debba lavorare per le persone. C’è già chi immagina uno spazio pubblico a lui dedicato, come un omaggio carico di significato.

Tra insegnamento e collettivo A12: la formazione di un maestro

Nato a Genova nel 1969, Barreca ha saputo bilanciare l’attività professionale con quella accademica. Ha insegnato e condotto ricerche in varie città italiane, tra cui Genova, Firenze e Milano. Nel capoluogo lombardo, dal 2004 ha avuto un ruolo di primo piano alla Domus Academy, dove ha diretto il Master in Urban Vision and Architectural Design fino al 2012. Qui ha formato tante nuove generazioni, trasmettendo la sua passione per l’architettura sostenibile e il valore dello spazio pubblico.

Importante anche la sua esperienza con il collettivo A12, nato a Genova nel 1993. Questo gruppo di architetti si è fatto notare a livello internazionale per seminari, mostre, installazioni e interventi urbanistici capaci di unire arte e architettura. Tra il 2004 e il 2013 A12 ha lavorato come studio associato, collaborando con istituzioni culturali, musei e grandi eventi come la 50ª Biennale di Arte di Venezia nel 2003. Un percorso che ha allargato gli orizzonti progettuali di Barreca ben oltre i confini della professione tradizionale.

Progetti in corso e la monografia che racconta un lavoro vario e originale

Lo studio Barreca & La Varra, fondato nel 2008 a Milano, ha portato avanti nel tempo una serie di interventi e sperimentazioni molto diverse tra loro. Barreca amava definire questi lavori “progetti eclettici”, a sottolineare la varietà e la complessità degli approcci adottati. La recente monografia Il superfluo e il necessario. Architetture di Barreca & La Varra racconta non solo le opere realizzate, ma anche i progetti rimasti sulla carta, quelli che chiamava “progetti smarriti”. Per lui, queste idee incomplete non andavano dimenticate, ma considerate parte fondamentale del processo creativo.

Tra i cantieri aperti ci sono opere importanti come la Cittadella dello Sport di Tortona, un intervento complesso con facciate riflettenti e soluzioni tecniche all’avanguardia. A Milano, il progetto di edilizia sociale 5SQUARE ha portato nuove idee abitative, con sistemi bioclimatici come le tende a farfalla, pensate per proteggere dal maltempo e migliorare il comfort. All’estero, spicca il 1078 + 1 ISLANDS Renovation Project a Hangzhou, in Cina, che segna l’ingresso internazionale dello studio milanese.

Ogni progetto racconta una storia e mostra un approccio rigoroso e creativo, basato su una visione chiara dello spazio urbano e sulla volontà di renderlo migliore e più bello. Lo studio alternava con disinvoltura interventi su larga scala e attenzioni ai dettagli, sempre attento alle sfide di oggi.

L’addio a Gianandrea Barreca lascia un vuoto umano e culturale difficile da colmare. Quel vuoto si sente soprattutto nei cantieri ancora aperti e nelle forme di città che avrebbe voluto contribuire a migliorare. Ma la sua eredità resta viva nelle opere costruite e nelle idee che ha seminato nelle nuove generazioni. Il dibattito sulla qualità dello spazio pubblico, cuore del suo pensiero, resta una tappa obbligata per chi guarda al futuro dell’architettura urbana.

Redazione

Recent Posts

Marte e Kimerica lanciano XX: il singolo che celebra un’amicizia e un nuovo progetto musicale

Ogni nota è un frammento di verità, dice Marte, e nel nuovo singolo insieme a…

1 ora ago

Addio a Carlo Ginzburg, il grande storico che scelse di raccontare i perseguitati della stregoneria

Aveva appena vent’anni, Carlo Ginzburg, quando in una biblioteca silenziosa della Scuola Normale di Pisa…

1 ora ago

San Siro diventa centro d’arte contemporanea: modelli innovativi da seguire per Milano

San Siro non è solo uno stadio: è un pezzo di storia milanese e del…

16 ore ago

Tommaso Paradiso lancia il singolo estivo Agitare Coca Cola: l’amore gassato che conquista l’estate 2024

“Agitare Coca Cola”: questo il titolo del nuovo singolo di Tommaso Paradiso, in uscita venerdì…

16 ore ago

Premio Mondello 2026: Elena Varvello, Antonella Lattanzi e Tommaso Giagni vincono con le loro opere

Palermo si è riaccesa di nuovo, questa volta sotto i riflettori della cultura. Il Premio…

17 ore ago

Beatrice Zerbini: La rinascita della poesia d’amore ai tempi moderni

In una sala d’attesa d’aeroporto, Beatrice Zerbini osserva il via vai di passeggeri con uno…

19 ore ago