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Recoaro Terme si trasforma: dal Caffè Liberty al nuovo centro d’arte contemporanea nel cuore delle Piccole Dolomiti

Recoaro Terme, incastonata tra le Piccole Dolomiti vicentine, ha vissuto anni duri. Le terme, un tempo cuore pulsante del borgo, hanno perso smalto, e molti abitanti hanno deciso di andarsene. Ora, però, qualcosa di nuovo prende forma. Nel centro storico, Palazzo Caffè Nazionale si prepara a rinascere come Cantiere del Contemporaneo, un polo d’arte che vuole essere molto più di una semplice galleria. Il 2 maggio 2026 segnerà l’inizio di una sfida: restituire vita e slancio a un territorio che non vuole arrendersi. Elisabetta Bacchin, curatrice del progetto, punta a far dialogare davvero artisti emergenti e comunità, creando un legame vivo e partecipato.

Cultura e arte per fermare il declino

Recoaro Terme è stata per secoli una meta rinomata per le sue acque curative, ma negli ultimi anni ha visto calare visitatori e perdere abitanti. Di fronte a questa situazione, l’amministrazione ha deciso di puntare sulla cultura e sull’arte contemporanea per dare nuovo impulso all’economia e all’identità del paese. L’idea è trasformare il decaduto Palazzo Caffè Nazionale, un gioiello liberty, in un centro vivo e aperto alla ricerca artistica, capace di unire la valorizzazione storica con uno sviluppo sociale concreto.

Il progetto rientra nel Piano Nazionale Borghi e si avvale dei fondi europei del PNRR. Qui non si parla solo di restaurare un edificio, ma di creare un vero e proprio laboratorio artistico che coinvolga attivamente il territorio. L’aspirazione è che questo modello diventi un volano per un turismo di qualità e per nuove opportunità lavorative, soprattutto per i più giovani.

Il Palazzo Caffè Nazionale si trasforma in Cantiere del Contemporaneo

Il fulcro dell’iniziativa è il recupero del Palazzo Caffè Nazionale, edificio a tre piani in stile liberty situato in via Vittorio Emanuele 4. Gli spazi saranno riorganizzati per accogliere al piano terra un bookshop e una reception, al primo piano residenze artistiche con appartamenti attrezzati, e al secondo un’area pensata come punto di incontro e scambio creativo. L’idea è creare un ambiente che sia allo stesso tempo atelier e spazio comunitario, dove discipline diverse possano contaminarsi e dialogare.

La curatrice Elisabetta Bacchin sottolinea la volontà di far nascere un luogo vivo, che prenda forza dal legame con il borgo, la sua storia e l’ambiente naturale. L’acqua termale, le montagne circostanti e la memoria culturale saranno fonte d’ispirazione per le opere realizzate durante le residenze.

Residenze d’artista, motore di innovazione e dialogo

Cantiere del Contemporaneo partirà con un ciclo di residenze artistiche di due mesi ciascuna. Per l’avvio sono stati scelti quattro giovani artisti: Romesh Bothalage, Pietro Chiarello, Francesco Pizzocchero e Virginia Stevenin. Lavoreranno negli spazi del polo, trasformandoli in atelier e laboratori creativi. Le loro opere nasceranno da uno sguardo attento su Recoaro, non solo come luogo geografico, ma come organismo vivo che intreccia natura e cultura.

L’intento è offrire una lettura contemporanea del paesaggio montano, del patrimonio storico e delle tradizioni ancora vive, con un’attenzione particolare al simbolismo dell’acqua, elemento centrale per l’identità del borgo. Si punta a costruire nuove narrazioni capaci di rafforzare il senso di appartenenza e attrarre un pubblico più vasto, interessato a forme artistiche innovative.

Tra open call, collezioni e iniziative diffuse: il futuro del polo

Le residenze si ripeteranno due volte l’anno, aperte a nuovi artisti attraverso call pubbliche, per mantenere un flusso costante di idee fresche e puntare sulle nuove generazioni di creativi. Bacchin ha mostrato particolare interesse per la videoarte, ritenuta un mezzo efficace per raccontare realtà complesse come quella di Recoaro Terme.

Le opere realizzate entreranno a far parte di una collezione permanente, che sarà esposta in spazi ancora da definire, parte dell’ampliamento del progetto finanziato dal PNRR. Nel giugno 2026 è in programma una mostra diffusa all’aperto, dove lavori di artisti emergenti e affermati dialogheranno con gli spazi urbani, coinvolgendo residenti e visitatori in un’esperienza immersiva.

Questa strategia punta non solo a valorizzare l’arte, ma anche a rafforzare il legame tra comunità e innovazione culturale, chiavi fondamentali per una rigenerazione sostenibile di questo angolo di Vicenza.

Redazione

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