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Grandi mostre 2026 al LUMA Arles: Zaha Hadid, Gerhard Richter e Patti Smith protagonisti in Francia

Nel cuore della Provenza, LUMA Arles si prepara a un 2026 carico di energia e creatività. Il complesso progettato da Frank O. Gehry, con le sue forme audaci, diventa ancora una volta il palcoscenico di un caleidoscopio di eventi. Dal 1° maggio fino a gennaio 2027, mostre, concerti e installazioni animeranno gli spazi, richiamando artisti di fama mondiale. “Vogliamo che arte, architettura e musica parlino delle sfide che tutti affrontiamo”, spiega Maja Hoffmann, fondatrice del progetto. A Parigi, il CEO Mustapha Bouhayati e il direttore artistico Vassilis Oikonomopoulos hanno appena presentato il programma, anticipando una stagione che promette di sorprendere.

Richter e le sue «Overpainted Photographs»: quando la fotografia si fa pittura

Nella Main Gallery della Torre di Gehry, spicca uno degli appuntamenti più importanti dell’anno: la mostra dedicata alle «Overpainted Photographs» di Gerhard Richter, aperta fino al 10 gennaio 2027. Qui Richter ci mostra un percorso artistico lungo più di sessant’anni, in cui la fotografia si sovrappone alla pittura a olio, trasformando e mettendo in discussione il modo in cui percepiamo le immagini.

Le fotografie non sono più semplici registrazioni della realtà: la pittura interviene, ne altera i confini, crea un terreno di tensione tra astrazione e rappresentazione. Le immagini non spariscono, ma non rimangono nemmeno intatte: si aprono a nuove interpretazioni, invitando chi guarda a riflettere su memoria e percezione. Esporre queste opere nella Torre di Gehry, già simbolo architettonico, aggiunge un ulteriore livello di significato a un dialogo tra materia, gesto creativo e trasformazione.

Zaha Hadid, dieci anni dopo: la pittura che ha costruito l’architettura

LUMA Arles dedica anche uno spazio importante a Zaha Hadid, a dieci anni dalla sua scomparsa, con la mostra “I Think There Should Be No End to Experimentation”, aperta fino alla primavera del 2027. Parte della serie «Hans Ulrich Obrist Archives», l’esposizione racconta il lungo legame tra il curatore e l’architetta irachena, mettendo in luce un aspetto meno noto della sua arte: i dipinti calligrafici e i taccuini progettuali.

Questi materiali rivelano come la pittura fosse per Hadid uno strumento essenziale nelle fasi iniziali del progetto. Molte delle sue architetture più celebri, come la Vitra Fire Station o la CMA CGM Tower di Marsiglia, sono nate da esercizi di geometria e segni sulla tela. La mostra ricostruisce così un percorso in cui disegno, pittura e spazio costruito si intrecciano, sottolineando l’approccio sperimentale e multidisciplinare che ha segnato la sua carriera.

Cento anni di Cahiers d’Art: un archivio che parla ancora

Nel 2026 si celebra il centenario di Cahiers d’Art, rivista storica che ha segnato la storia dell’arte moderna e contemporanea. LUMA Arles partecipa alle celebrazioni con “100 Years of Cahiers d’Art and LUMA Arles”, mostra inserita nel programma «Living Archives» e aperta fino alla primavera 2027.

Qui l’archivio non è visto come un semplice deposito polveroso, ma come un organismo vivo che plasma la memoria collettiva e influenza la nostra idea di arte. La mostra mette in luce come la rivista abbia reso accessibili momenti chiave della storia artistica, portando alla luce anche artisti e temi spesso dimenticati. È un invito a pensare all’arte come un racconto in continuo divenire, che si conserva e si reinventa attraverso i documenti e le testimonianze.

Patti Smith e Soundwalk Collective: suoni e poesia per l’estate di LUMA

Dal 4 luglio la stagione estiva si apre con un progetto che unisce musica e arti performative: “Correspondances”, firmata da Soundwalk Collective e Patti Smith. Un’installazione multisensoriale che mescola registrazioni sul campo, immagini in movimento e poesia, creando un’esperienza immersiva.

La collaborazione tra Stephan Crasneanscki e la celebre cantautrice americana dà vita a un racconto sonoro che attraversa paesaggi segnati da creatività, conflitti e fragilità ambientali. Nella Grande Halle, la mostra presenta anche la produzione cinematografica del collettivo, con un’opera dedicata alla Camargue realizzata appositamente per l’occasione.

Con questa proposta, LUMA conferma la sua vocazione a spingere oltre i confini tra arte visiva, musica e performance dal vivo, trasformando gli spazi in luoghi di continua evoluzione. Nel corso dell’estate, non mancheranno poi occasioni per scoprire altri artisti innovativi come Verena Paravel, Camille Henrot, Julianknxx, Saodat Ismailova e Stan Douglas, mantenendo così viva e variegata la scena culturale della Provenza.

Redazione

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