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The Others Art Fair 2024 a Torino: arte indipendente e contemporanea invade il garage del Parcheggio Lancia

Nel cuore di Borgo San Paolo, un vecchio parcheggio auto si è trasformato in un teatro insolito per l’arte contemporanea indipendente. Al Parcheggio Lancia, fino al 1° novembre, va in scena la quindicesima edizione di The Others Art Fair. Cinquantatré artisti, provenienti da Italia, Europa e Sud America, animano uno spazio che non è la solita fiera: è piuttosto un laboratorio pulsante, dove si mescolano sperimentazioni visive, performance dal vivo e riflessioni sul tempo e lo spazio. Camminando tra le installazioni, si percepisce un’atmosfera sospesa, un invito a rallentare in un luogo pensato per il transito, ma che invece spinge a fermarsi e guardare davvero. Qui, più che altrove, si respira un messaggio chiaro: prendersi una “sosta temporanea” contro l’urgenza e la frenesia del mondo digitale.

The Others, quando un parcheggio diventa cantiere culturale

The Others Art Fair si svolge in un contesto insolito: il Parcheggio Lancia, un tempo luogo di passaggio e sosta per le auto, oggi restituito alla città come spazio per l’arte. Questo cambio di destinazione non è un dettaglio: sottolinea il senso profondo del progetto. L’effimero diventa solido attraverso mostre, incontri e performance pensate per offrire un’esperienza che va oltre la semplice compravendita di opere. La collaborazione con GTT e il Comune ha reso possibile questa trasformazione temporanea di uno spazio pubblico. Il direttore artistico Lorenzo Bruni ha scelto un tema che invita a rallentare: “Sosta Temporanea. Forme di permanenza in uno spazio di passaggio” chiama a mettere in pausa il flusso continuo di immagini e informazioni per riflettere sul presente.

Ogni opera dialoga con il luogo e con il tempo, raccontando non solo storie individuali ma anche cambiamenti sociali e collettivi. La fiera ospita gallerie da diverse realtà culturali e geografiche, creando un confronto aperto tra linguaggi artistici diversi e nuovi sguardi sul contemporaneo. La “sosta” non è solo fisica, ma anche mentale: un invito a vivere il tempo con più attenzione proprio dove di solito si corre.

Quindici anni di The Others: dall’industria dell’auto all’arte urbana

Il fondatore Roberto Casiraghi ripercorre con chiarezza le radici di questa fiera che ha cambiato il volto della scena torinese. Nato 15 anni fa con l’obiettivo di far emergere ricerche artistiche fuori dai circuiti tradizionali, The Others ha sempre voluto essere uno spazio multidimensionale. La scelta del Parcheggio Lancia non è casuale: togliere le auto, simbolo della storica industria torinese, per riempire l’area di arte sottolinea un cambiamento culturale ed economico in atto. Casiraghi ricorda come, sebbene l’industria culturale non possa mai raggiungere le dimensioni dell’automobilistica degli anni ’60 e ’70, resta un settore capace di coinvolgere i giovani e di portare nuova energia alla città.

The Others non è solo vendita d’arte: performance, incontri e momenti di scambio ampliano il valore sociale dell’evento. L’attenzione verso le nuove generazioni conferma l’idea di un’autentica “pacificazione” urbana attraverso l’arte. Il valore simbolico e politico della manifestazione emerge proprio dal rapporto stretto con lo spazio cittadino e con un pubblico che non si limita a guardare, ma partecipa.

Tra innovazione e tradizione, le nuove frontiere dell’arte indipendente

Tra gli stand si respira la varietà di approcci e contenuti portati dalle gallerie. Le vecchie divisioni tra astrazione e figurazione lasciano spazio all’influenza delle nuove tecnologie e del digitale, che stanno cambiando il modo di creare e vedere le opere. La milanese Colombo’s Gallery propone collage tessili e dipinti a olio, mentre la spagnola G Gallery di Barcellona mette in scena installazioni che giocano con la sospensione del tempo, invitando a riflettere su percezioni e durata.

LO MAGNO Arte Contemporanea di Modica porta in fiera “Le Bateleur”, un’installazione monumentale che rilegge i Tarocchi in chiave moderna. Da segnalare anche Black Effect Gallery, giovane realtà torinese nata da un progetto italo-afroamericano: dedicata esclusivamente ad artisti africani e della diaspora, amplia lo sguardo culturale della manifestazione. Bless Hirwa dal Ruanda e Oluwatobiloba Fasalejo dalla Nigeria presentano opere che intrecciano identità personale, spazi architettonici e temi di diaspora, offrendo nuovi punti di vista sull’arte contemporanea globale.

La varietà geografica degli espositori fa di The Others un osservatorio privilegiato sulle nuove tendenze artistiche. La fiera si conferma un crocevia dove tradizione e innovazione si mescolano, tracciando nuove rotte culturali. L’edizione 2026 promette di consolidare un format ormai maturo, capace di restare aperto a esperimenti e contaminazioni.

L’appuntamento al Parcheggio Lancia rinnova così il senso di una manifestazione che va oltre la semplice mostra: un progetto culturale che dà peso alla parola “temporaneo”, trasformandola in occasione di ascolto, dialogo e resistenza creativa.

Redazione

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