Il 9 ottobre 2026, Villa Medici a Roma apre le porte a tre mostre che promettono di scuotere l’autunno culturale della città. Tre appuntamenti diversi, ma tutti capaci di catturare l’attenzione: dal ruolo geopolitico del petrolio alle geometrie precise di François Morellet, fino a un’immersione nell’universo di Francis Picabia con un’opera centrale della sua carriera. Sarà un viaggio che intreccia questioni di attualità con le rivoluzioni artistiche del Novecento, un invito a riflettere guardando al passato e al presente con occhi nuovi.
La prima mostra è una collettiva che punta i riflettori sull’impatto globale del petrolio, quella risorsa che ha plasmato la modernità ma che porta con sé contraddizioni e tensioni. “Sole nero. Petrolio e arte contemporanea“, curata da Morad Montazami, Madeleine de Colnet e Caroline Courrioux, affronta il tema con sguardo critico e multidisciplinare.
Villa Medici si trasforma in un osservatorio sulle sfide ambientali e geopolitiche legate al petrolio. Attraverso installazioni immersive, fotografie, video e sculture, gli artisti provenienti da varie parti del mondo raccontano storie diverse: dalla devastazione ecologica ai giochi di potere che ruotano attorno all’oro nero, fino alla riflessione sul ruolo del consumatore e sulle sue responsabilità. Sotto la guida artistica di Sam Stourdzé, la mostra non si limita a esporre opere, ma diventa uno spazio di dibattito, capace di farci guardare in faccia le contraddizioni di un mondo diviso tra sviluppo e crisi energetica.
In contemporanea, “François Morellet. Picnic romano” celebra il centenario della nascita del maestro francese dell’astrazione geometrica. Curata da Alessandro Gallicchio, la mostra mette in dialogo cinque opere chiave con le installazioni site-specific realizzate negli spazi monumentali della Villa.
L’allestimento restituisce tutta la sottile ironia e il rigore matematico che caratterizzano l’arte di Morellet. Le sue forme semplici, i colori e le ripetizioni di linee e punti sono al tempo stesso un gioco visivo e una riflessione sul modo in cui percepiamo lo spazio. Non si tratta solo di celebrare il passato: la mostra racconta anche come l’eredità di Morellet continui a influenzare gli artisti di oggi, portando avanti una ricerca che coniuga rigore e leggerezza, sperimentazione e precisione. La scelta di Villa Medici come cornice crea un dialogo affascinante tra antico e contemporaneo.
Chiude il programma l’attenzione a un’opera fondamentale di Francis Picabia: il dipinto “Paysage” del 1909, esposto negli Appartamenti del Cardinale. Questo spazio intimo offre un contesto ideale per approfondire il significato storico e artistico del quadro, con la curatela di Sam Stourdzé e Alessandro Gallicchio.
L’allestimento fa da ponte con la mostra su Picabia in corso a Palazzo Reale di Milano, permettendo di cogliere un momento cruciale nel percorso del pittore. “Paysage” segna il passaggio di Picabia dall’impressionismo alle avanguardie, anticipando la sua sperimentazione più audace. L’atmosfera raccolta degli Appartamenti del Cardinale amplifica la forza dell’opera, regalando al visitatore un’esperienza intensa e meditativa, capace di far risuonare il dinamismo e la complessità di uno dei protagonisti dell’arte del primo Novecento.
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