A mille metri tra boschi fitti e montagne silenziose, il piccolo borgo di Piedicavallo si trasforma. Qui, nella stretta valle Cervo, la musica si fa esperienza totale. Ad agosto 2026, il Piedicavallo Festival ha acceso l’alta quota con due fine settimana vibranti, dove il classico incontra l’elettronica e il jazz si intreccia alle arti performative. Non è solo un palco: è un dialogo tra tradizione montana e sperimentazione sonora, immerso in un paesaggio che sembra sospeso nel tempo. E non mancano le pause per scoprire i dintorni: dalle suggestive vie di Rosazza fino al nuovo Ponte di Fontanamora, una passerella lunga 110 metri, la più estesa del Piemonte, nata dalle ferite delle alluvioni recenti.
Dal classico alle sperimentazioni: la metamorfosi del Piedicavallo Festival
Nato nel 1990 come festival di musica classica da camera, il Piedicavallo Festival ha sempre avuto radici profonde nella tradizione locale. Ma il vero cambiamento è arrivato nel 2021, quando due giovani biellesi, Marta Morino ed Edoardo Fumagalli, hanno preso in mano la direzione. Poco più che ventenni, hanno portato idee fresche e ambiziose. Dal 2022 hanno affiancato alla musica classica una sezione dedicata alla sperimentazione: così sono nate Sarv e Lüria, due anime distinte del festival. I nomi vengono dalla tradizione valligiana: Sarv è il torrente Cervo che attraversa la valle, Lüria è una figura leggendaria, una sorta di dea-demone che si dice emerga dalle sue acque. Due simboli che raccontano il forte legame tra natura e musica che anima l’intera rassegna.
Nei primi anni il festival si è mantenuto ancorato al classico. L’arrivo di Marta e Edoardo ha dato nuova energia al progetto, aprendo le porte a linguaggi sonori meno convenzionali. Oggi il Piedicavallo Festival è molto più di un semplice evento musicale: è una vera e propria piattaforma culturale che attira artisti e pubblico curiosi e diversi. Il legame con il territorio e l’ambiente alpino diventano così elementi chiave dell’identità del festival, insieme a una visione rivolta al futuro e alle nuove generazioni.
Giovani al timone di un progetto culturale che guarda lontano
Nel 2023 è nata Sotterranea APS, un’associazione culturale che coinvolge oltre venti giovani under 30. Sono loro il motore dietro la creazione, l’organizzazione e la gestione del festival e di altre iniziative culturali legate alla Valle Cervo. Il gruppo mixa l’entusiasmo giovanile con la professionalità di esperti del settore. Alla direzione artistica di Sarv e Lüria ci sono Alessandro Commellato, che cura il repertorio classico, e Alessandro Gambo, fondatore e presidente di TUM, progetto dedicato alla musica underground e sperimentale.
Questa combinazione di esperienza e freschezza ha fatto crescere il festival in fretta, sia in qualità che in visibilità. I giovani curatori sottolineano che il loro obiettivo va oltre il semplice mettere in scena eventi: vogliono studiare e valorizzare le potenzialità culturali di un territorio interno come l’Alta Valle Cervo. L’idea è spostare l’attenzione dai grandi centri urbani per inventare nuovi modelli di produzione culturale, legati alle caratteristiche e competenze locali. Una sfida ambiziosa, ma anche un’opportunità per ridare vita a spazi marginali e rompere la monotonia dei circuiti tradizionali.
Sostenibilità e inclusione: le linee guida del festival di oggi
Il lavoro di Sotterranea APS e del Piedicavallo Festival non si limita ai giorni di agosto. Durante l’anno si portano avanti progetti culturali con un occhio di riguardo alla sostenibilità, sotto ogni aspetto: ambientale, economico ed energetico. La direzione punta a un modello che possa durare nel tempo, rispettando il contesto naturale e sociale della valle. La qualità musicale va di pari passo con un’attenzione particolare all’accessibilità. Il festival riconosce infatti che fattori come genere, classe sociale o origine etnica possono influenzare l’accesso alle iniziative culturali, non solo per il pubblico ma anche per artisti e operatori.
Il Piedicavallo Festival vuole cambiare il rapporto con chi partecipa: non più semplici spettatori, ma ospiti attivi. Questo modifica la tradizionale dinamica dei concerti e favorisce la creazione di una comunità inclusiva. Oltre alla musica, il programma si arricchisce con danza, proiezioni, passeggiate guidate, incontri e laboratori aperti a tutti. Da quest’anno anche Sarv, la sezione sperimentale, ospita attività di questo tipo, favorendo la contaminazione tra diverse forme d’arte immersi nel cuore della montagna.
L’ultima giornata di Lüria: un’immersione nella sperimentazione sonora
L’ultima giornata di Lüria racconta in modo chiaro la filosofia del festival. Qui la natura si intreccia con la musica contemporanea, regalando un’esperienza unica. Il paese si trasforma in una cassa di risonanza naturale, sfruttando l’acustica delle vecchie pietre e l’atmosfera dei boschi. La musica elettronica sperimentale si mescola a performance live e dj set lungo il torrente.
Tra i momenti più suggestivi, il concerto di Mira, nome d’arte di Francesca Colombo. Con loop station, violino, sintetizzatore e voce crea un’atmosfera delicata e onirica all’interno del Tempio Valdese. Sulle rive del torrente, invece, Elena Colombi – producer e conduttrice radiofonica – porta un dj set energico e coinvolgente. Questi suoni spezzano la separazione tradizionale tra palco e pubblico, dando vita a un’esperienza collettiva, condivisa e vicina.
Questa giornata finale riassume l’essenza del Piedicavallo Festival: non un semplice evento per turisti occasionali, ma un laboratorio culturale vivo, dove una nuova generazione riconosce e valorizza la marginalità del luogo come punto di forza. Il risultato è una rinascita culturale che fa della montagna un palcoscenico e fonte d’ispirazione, rinnovando idee e modelli musicali.
