A Bassano del Grappa, i giovani pittori italiani trovano finalmente uno spazio tutto loro. Ensemble 2026, il progetto della Fondazione The Bank ETS, non è una semplice esposizione: è una vera e propria mappatura della pittura emergente, un tentativo di dare voce a chi sta plasmando il futuro dell’arte contemporanea. Qui non si tratta solo di esporre quadri, ma di tessere relazioni, abbattere gerarchie consolidate e intrecciare stili diversi in un unico, vibrante racconto visivo. In un mondo in cui a decidere chi conta sono critici, collezionisti e istituzioni, questa mostra si fa ponte e piattaforma per un dialogo fresco e necessario.
Ensemble 2026: come nasce il progetto e come vengono scelti gli artisti
Ensemble 2026 è uno spazio pensato per osservare e valorizzare la creatività contemporanea italiana, concentrandosi in particolare sulla pittura emergente. Ogni edizione nasce da un lungo lavoro di scouting che coinvolge artisti con percorsi diversi: ci sono giovani usciti dalle accademie, nomi già noti a livello nazionale o internazionale e anche autodidatti. L’obiettivo è rappresentare la varietà del patrimonio artistico italiano senza trasformare tutto in una gara di mercato.
Il legame con il territorio è un altro punto chiave. Scegliendo di focalizzarsi sugli artisti veneti, il progetto mette in luce il rapporto tra tradizione culturale regionale e innovazione. La mostra stessa si presenta come un grande ensemble, un insieme coeso di opere che dialogano senza imporre gerarchie. Questo permette di cogliere la varietà di stili e temi della pittura contemporanea italiana, lasciando spazio a esperienze anche molto diverse tra loro.
La cura della mostra è affidata a Cesare Biasini Selvaggi, che costruisce una narrazione visiva simile a una sinfonia: ogni quadro è una voce unica, ma fa parte di un insieme armonico. L’allestimento non enfatizza le differenze con gerarchie, ma le trasforma in un fitto intreccio di collegamenti visivi e concettuali. Così la mostra diventa una mappa dinamica, utile per orientarsi nel complesso panorama artistico italiano del 2026.
Il ritorno alla figura e il valore del gesto artistico
Tra gli artisti selezionati per Ensemble 2026 emerge una scelta comune: il ritorno alla figura umana e al gesto pittorico come pratica lenta e meditata. In un mondo invaso da immagini digitali spesso fugaci, questi giovani pittori propongono una vera e propria resistenza culturale. Il loro lavoro si fonda sul contatto con la materia e sul tempo necessario per creare, sulla pennellata come gesto carico di significato, capace di trasmettere emozioni e stati d’animo difficili da catturare altrove.
Questa riscoperta della pittura figurativa non significa riprodurre la realtà in modo letterale, ma tendere verso di essa, lasciando emergere interpretazioni personali e forme espressive diverse. Ci sono opere che esplorano il sogno e il fantastico, come quelle di Alessandro Giannì e Francesco Ardini, e altre che puntano a un linguaggio più sintetico e simbolico, come le tele di Chiara Baima Poma.
L’influenza di culture e media diversi si fa sentire in alcuni artisti. Edoardo Ongarato porta riferimenti alla cultura anime, mentre Dorotea Tocco predilige un linguaggio intimo e delicato. Ludovica Anversa propone una pittura visionaria che amplia la dimensione onirica della figura. Questa varietà dimostra come la pittura, pur tradizionale come mezzo, si rinnovi costantemente nel modo di raccontare il presente.
Pittura figurativa, identità e memoria: la visione della Fondazione The Bank ETS
La Fondazione The Bank ETS, che promuove Ensemble 2026, punta molto sul valore sociale e culturale della pittura figurativa. L’artista Jordan Casteel ha colto bene lo spirito del progetto con una domanda provocatoria: “Cosa significa dare visibilità a qualcuno in un mondo che tende a rendere invisibile la sua umanità?”. Qui la pittura figurativa non è solo immagine riconoscibile, ma recupero di un’identità spesso dimenticata o frammentata.
Le opere raccontano il tentativo di ristabilire un riconoscimento reciproco in una società divisa e culturalmente complessa. Non è mera imitazione, ma un movimento verso la rappresentazione di esperienze personali e collettive che si manifestano in modi diversi: onirici, simbolici, visionari. Questo pluralismo espressivo riflette la complessità del nostro tempo e la necessità di una narrazione a più voci.
Molti artisti mostrano un legame con la tradizione, rielaborando riferimenti storici. Dario Carratta si rifà a forme d’arte passate, mentre Adelisa Selimbašić mantiene aperto il dialogo con diversi linguaggi, dall’illustrazione ai videoclip musicali. Questi rimandi indicano un’arte figurativa capace di guardare indietro senza perdere la spinta verso il futuro.
La mostra di Bassano del Grappa diventa così un luogo dove passato e presente si incrociano, suggerendo nuove prospettive. Le opere raccontano una resilienza culturale che dimostra come la pittura figurativa resti un mezzo potente per capire e rappresentare la realtà, offrendo strumenti per sentirsi meno soli in un mondo complesso e frammentato.
Ensemble 2026 a Bassano del Grappa: date e dettagli della mostra
La mostra Ensemble 2026, organizzata dalla Fondazione The Bank ETS, è ospitata a Bassano del Grappa, in via Orazio Marinali 52, e sarà aperta al pubblico fino al 30 settembre 2026. L’esposizione presenta una selezione curata di giovani pittori emergenti italiani, con particolare attenzione ai talenti veneti.
L’evento non è solo una mostra, ma un momento di confronto e ascolto sulla pittura figurativa contemporanea italiana. Offre un’occasione preziosa per approfondire un fenomeno artistico che mette in luce sensibilità nuove e modi di fare arte che puntano più alla ricerca di senso e memoria che allo spettacolo fine a se stesso.
Ensemble 2026 si inserisce così nel panorama culturale nazionale come un progetto innovativo che aiuta a tracciare una strada chiara nel mondo dell’arte emergente, stimolando incontri tra artisti, pubblico e critica in un dialogo aperto e costruttivo. Per diversi mesi Bassano del Grappa diventa una capitale simbolica della pittura italiana in trasformazione, dove tradizione e innovazione si intrecciano sotto la guida attenta della Fondazione The Bank ETS.
