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Nel cuore del Salar de Uyuni: il tempio gonfiabile che rivoluziona l’architettura nel deserto boliviano

A 3.600 metri di altitudine, nel cuore dell’altopiano boliviano, il Salar de Uyuni si stende come un mare di sale bianco e infinito. Diecimila chilometri quadrati di crosta salina che, con l’arrivo delle piogge, si trasformano nel più vasto specchio naturale del pianeta. Terra e cielo si confondono, dando vita a un paesaggio surreale, dove ogni punto sembra sfuggire alle normali coordinate. Proprio in questo scenario estremo sta prendendo forma un progetto unico: un osservatorio solare gonfiabile, che unisce design e scienza in modo inedito. Non un edificio qualsiasi, ma una struttura flessibile, pensata per adattarsi senza lasciare tracce, rispettando la fragilità di un ambiente tanto straordinario quanto delicato.

Un “tempio della scienza” sospeso tra cielo e terra

Costellazioni Temporanee nasce da un’idea semplice ma potente: ripensare il concetto di “tempio”. Stefano Caschetta, docente all’Università di Firenze, rovescia l’antica concezione del luogo sacro. “Se un tempo i templi erano costruiti in pietra per avvicinare il divino, oggi serve uno spazio dedicato all’osservazione scientifica del cielo.” Qui lo scienziato diventa un moderno sacerdote, che non si affida alla fede, ma a strumenti e misure per indagare il mistero dell’universo. L’architettura si materializza in sedici bolle gonfiabili, disposte con precisione e orientate con un angolo di 22 gradi verso sud-est, per intercettare l’alba del solstizio d’estate. Così l’intera struttura funziona come un gigantesco calendario solare, trasformando quello che è un alloggio temporaneo in un’esperienza rituale e scientifica allo stesso tempo.

Montaggio rapido e trasportabilità: il cantiere come spettacolo silenzioso

Qui non si parla di costruzioni destinate a durare secoli. Costellazioni Temporanee punta su leggerezza e mobilità, ispirandosi all’architettura radicale degli anni ’60 e ’70, fatta di utopie e soluzioni pratiche. Il cuore del progetto è il Manuale d’Uso: un protocollo chiaro e veloce per montare la struttura. L’intero impianto arriva su camion e si monta senza toccare il terreno. Nessuna fondazione, solo una piattaforma appoggiata delicatamente sulla crosta salina che protegge il suolo e ospita gli impianti tecnici. Le membrane in PVC che formano le bolle vengono semplicemente stese e fissate con pesi, senza forare o ancorare il terreno. Un sistema di ventilazione dà “respiro” a ogni modulo, mentre tunnel a cerniera e pressurizzazione collegano gli spazi. In appena venti minuti la struttura si gonfia, animandosi come un’apparizione leggera nel deserto.

Spazi modulari per la vita scientifica: abitare la leggerezza nel miraggio salino

Al centro di questa architettura flessibile c’è il Sancta Sanctorum, un modulo pensato per ospitare il telescopio solare. È il punto di congiunzione tra terra e cielo, il cuore pulsante dell’intero sistema. Intorno a questo fulcro, le bolle si dispongono e si trasformano per rispondere alle esigenze della ricerca scientifica. Gli interni sono modulabili e si ispirano a soluzioni collaudate come USM Haller. Ogni ambiente può diventare dormitorio, spazio di lavoro o laboratorio, sempre aperto sull’immenso panorama del Salar. Costellazioni Temporanee propone così un modo di abitare che riduce l’impatto ambientale, usando la tecnologia non per dominare la natura, ma per dialogare con essa. Un’architettura che rispetta l’ecosistema e coltiva un rapporto profondo con il cielo, senza lasciare tracce permanenti sulla terra.

Il progetto offre uno sguardo fresco sulle potenzialità dell’architettura pneumatica e mobile, soprattutto in contesti estremi. Un modello che unisce scienza, rito e sostenibilità, aprendo nuove strade per strutture temporanee attente all’ambiente e alla cultura del luogo.

Redazione

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