In un angolo discreto di Porta Vercellina, a Milano, si nasconde Casa Crespi, un gioiello architettonico degli anni Trenta firmato da Gio Ponti. Per quasi cento anni, quelle stanze hanno accolto una famiglia di imprenditori e maestri del ferro, intrecciando la loro storia con l’arte, la musica e l’identità stessa della città. Oggi, dopo un paziente restauro, il FAI insieme ai discendenti Crespi spalancano le porte di questa dimora, offrendo uno sguardo raro su un pezzo nascosto della Milano borghese. Un invito a riscoprire un passato che pulsa ancora tra quelle mura.
Casa Crespi: la casa di famiglia tra imprenditoria e design degli anni Trenta
Casa Crespi nasce come abitazione privata, firmata da Gio Ponti, uno dei protagonisti dell’architettura italiana del Novecento. L’indirizzo è via Verga 14, un angolo di Milano che all’epoca stava cambiando volto. La villa venne costruita nel 1931 per Fausto Crespi, insieme alla moglie e ai loro cinque figli. Fausto guidava un’azienda specializzata nella lavorazione del ferro, un settore chiave per l’industria italiana di quegli anni.
Gli interni raccontano bene lo spirito del tempo: mobili, decorazioni e oggetti sembrano ancora respirare la vita quotidiana della famiglia Crespi. Ogni dettaglio parla di una borghesia che guardava al futuro senza dimenticare la bellezza e l’artigianato di qualità. Casa Crespi non è solo una residenza privata, ma un esempio importante della cultura abitativa milanese degli anni Trenta, dove design, lavoro e passione si intrecciavano.
Il restauro che ridà vita a un pezzo di Milano
Dopo quasi novant’anni, Casa Crespi ha raggiunto un nuovo capitolo grazie al Fondo Ambiente Italiano. L’apertura al pubblico è stata possibile grazie alla donazione di Alberto Crespi, figlio di Fausto e ultimo abitante fino al 2021. Alberto ha voluto così mantenere viva la memoria della famiglia e della città, lasciando un’eredità culturale destinata a durare nel tempo, al fianco di altre realtà milanesi come Casa Livio e la Collezione Bagutta.
Il restauro ha riguardato ogni minimo particolare: dal ciclo pittorico di Francesco Tabusso alla grande pala d’altare, tutto è stato riportato al suo splendore originale. Gli interni sono stati conservati fedelmente, mentre gli impianti sono stati modernizzati per accogliere visitatori senza stravolgere l’anima della casa. La famiglia Crespi ha partecipato attivamente, sia con un contributo economico sia con l’impegno a garantire la manutenzione futura, confermando un legame profondo con questa dimora.
Musica e storia: la nuova vita di Casa Crespi
Alberto Crespi non era solo un imprenditore, ma anche un grande appassionato di musica. Ha dedicato gran parte della vita allo studio e alla pratica musicale, dalla composizione alla direzione d’orchestra e coro, passando per pianoforte, clavicembalo e organo, strumenti che suonava con grande passione. Tra le sue testimonianze artistiche c’è anche una collezione di 41 dipinti a fondo oro, ora conservata al Museo Diocesano.
Per rendere omaggio a questa passione, il FAI ha trasformato Casa Crespi in uno spazio dove la musica può essere ascoltata, studiata e condivisa. Gli ambienti ospiteranno workshop, incontri ed eventi musicali, proseguendo così la tradizione di Alberto. Tra le curiosità, spicca un imponente organo a 1500 canne, installato al primo piano al posto di un vecchio bagno, ancora perfettamente funzionante. Un simbolo che unisce musica e storia in modo unico a Milano.
Arte e letteratura: Casa Crespi diventa un polo culturale
Casa Crespi non sarà solo un museo, ma accoglierà anche la Collezione Bagutta, un tesoro poco noto ma fondamentale per capire la Milano del Novecento. Questa raccolta, donata al FAI da Gianfelice Rocca e Martina Fiocchi Rocca, conserva i disegni originali che decoravano la storica Trattoria Bagutta, fulcro del Premio Bagutta, il più antico premio letterario italiano.
Tra gli oggetti più interessanti ci sono le “liste”, fogli firmati da artisti come Mario Vellani Marchi e da intellettuali del calibro di Montale, de Chirico e Soldati. Questi reperti raccontano non solo la storia della letteratura, ma anche l’atmosfera e le relazioni che animavano Milano nel secolo scorso. Casa Crespi si conferma così un crocevia di design, arte, musica e letteratura, una testimonianza viva delle radici culturali di una città sempre in movimento.
