Nel cuore di Spoleto, tra vicoli carichi di memoria, si respira un’arte che non si limita a guardare al passato. Qui, negli atelier un tempo abitati da Anna Mahler e Sol LeWitt, si è accesa una nuova luce. Quegli spazi, che un tempo custodivano la voce di due giganti dell’arte contemporanea, oggi pulsano di vita e idee. Dagli anni Settanta a oggi, la città umbra ha trasformato quelle stanze in un crocevia internazionale di residenze artistiche, un luogo dove l’arte si rigenera attraverso incontri e collaborazioni. Spoleto non è solo un borgo antico: è un laboratorio vivo, un ponte tra storia e innovazione, capace di attrarre e nutrire menti creative da tutto il mondo.
Anna Mahler a Spoleto e l’arrivo di Sol LeWitt negli anni Ottanta
Anna Mahler, figlia del compositore Gustav Mahler e di Alma Mahler, approdò a Spoleto nel 1968. La scelta ricadde sull’Italia e sulla città umbra per ragioni sia familiari che artistiche; fu la figlia Marina a suggerirle di stabilirsi qui, dopo un percorso iniziato a Roma sotto la guida di Giorgio de Chirico, dove si era avvicinata alla pittura prima di dedicarsi alla scultura. Qualche anno più tardi, sempre a Spoleto, arrivò Sol LeWitt, figura chiave dell’arte concettuale e minimalista americana. Invitato dalla gallerista italiana Marilena Bonomo, LeWitt trascorse qui gli anni Ottanta con la compagna Carol; i due ebbero due figlie nate proprio in città e lavorarono intensamente nel loro studio nel cuore del centro storico.
Questi due mondi così diversi – la scultura espressiva di Mahler e il minimalismo geometrico di LeWitt – hanno dato vita a un ambiente culturale ricco e variegato, che oggi è alla base della Mahler and LeWitt Studios. Gli atelier originali sono diventati una realtà no profit che mantiene vivo il dialogo tra passato e presente, aprendo le porte alle nuove generazioni di creativi. Quegli anni non sono stati solo una tappa personale per gli artisti, ma un momento decisivo per la crescita culturale di Spoleto.
Mahler & LeWitt Studios: residenze per artisti e creativi a tutto tondo
In Via Brignone, nel centro storico, la Mahler & LeWitt Studios è un progetto innovativo che raccoglie e sviluppa l’eredità di Anna Mahler e Sol LeWitt. Nato dall’Anna Mahler Association, fondata nel 2010, questo ente no profit offre residenze e laboratori a un gruppo molto ampio di creativi. Non solo artisti visivi e scultori, ma anche curatori, scrittori, musicisti, chef e studiosi d’arte trovano qui uno spazio per lavorare, confrontarsi e sperimentare.
Il programma, guidato da Marina Mahler e diretto da Eva LeWitt, offre cinque sessioni all’anno, distribuite tra inverno, primavera, estate, autunno e il periodo del Festival dei Due Mondi. Ogni ciclo ospita circa cinquanta partecipanti. L’organizzazione bilancia candidature aperte, inviti mirati e il ritorno di artisti già passati, costruendo così una rete di relazioni e idee che vanno ben oltre la semplice residenza.
Guy Robertson, curatore e co-fondatore, mette in luce l’importanza di mescolare discipline e esperienze diverse per stimolare crescita e innovazione. La residenza non è solo un luogo per produrre arte, ma un centro di apprendimento collettivo e creazione condivisa. Le attività si integrano strettamente con la realtà locale di Spoleto e le sue istituzioni culturali, favorendo uno scambio attivo tra ospiti e comunità. Essere distribuiti in edifici storici sparsi nel centro storico rafforza il senso di immersione e connessione col territorio.
La Torre Bonomo: laboratorio e spazio espositivo nel cuore di Spoleto
A pochi passi dalla sede principale, la Torre Bonomo è un altro pezzo importante di questa storia artistica. Fin dal 1976, la gallerista Marilena Bonomo ha voluto trasformare questo edificio medievale in un luogo di dialogo con l’arte contemporanea. Dopo aver aperto la prima galleria a Bari, a Spoleto inaugurò con una mostra di Sol LeWitt, che realizzò proprio nella cucina della torre alcuni importanti disegni murali.
Nel tempo, la torre ha ospitato nomi di spicco come Tullio De Gennaro, Nicola De Maria, Jannis Kounellis, Osvaldo Licini, Richard Nonas, Giulio Paolini e Richard Tuttle, confermando l’attenzione per l’arte contemporanea e il dialogo con la storia della città. Oggi, grazie all’impegno di Valentina Bonomo, la torre è uno spazio dedicato a progetti specifici che coinvolgono artisti, curatori e scrittori delle residenze. Un luogo prezioso per esposizioni, approfondimenti e sperimentazioni nel cuore di Spoleto.
Spoleto, tra arte antica, festival internazionale e arte contemporanea
Spoleto si conferma uno dei poli culturali più vivi dell’Italia centrale. Oltre alle residenze degli Studios, la città custodisce un patrimonio artistico di grande valore, come il Duomo con gli affreschi di Filippo Lippi e Pinturicchio, che raccontano secoli di storia. Il Festival dei Due Mondi, che nel 2026 si terrà dal 26 giugno al 12 luglio, arricchisce il calendario con eventi di opera, danza, teatro e musica di livello internazionale.
Non mancano poi installazioni contemporanee che segnano il paesaggio urbano, come la Spoletosfera, la cupola geodetica di Buckminster Fuller, o il Teodelapio di Alexander Calder, la più grande opera stabile dell’artista americano. La posizione di Spoleto, vicino ad Arezzo, Assisi e a centri famosi per la ceramica come Deruta e Gubbio, rafforza il suo ruolo di polo culturale. Nel corso dei secoli, la città ha attratto artisti e intellettuali di grande spessore, dal Gran Tour di Goethe e Turner fino al Novecento con Beuys, Johns, De Kooning, Chadwick, Moore, Noguchi, Smith e Twombly.
Spoleto resta così un crocevia artistico e culturale dove tradizione e innovazione si incontrano, alimentando ogni giorno la creatività di chi fa dell’arte la propria passione e professione.
