Brumadinho si muove a ritmo crescente, con un fermento culturale che si sente nell’aria. Da quando nel 2006 Bernardo Paz ha dato vita a Inhotim, un museo giardino che ha rivoluzionato il rapporto tra arte contemporanea e natura, questa città nel cuore del Minas Gerais non è più la stessa. Ora Paz torna con un progetto ambizioso: un nuovo museo su 126 ettari, il Museu Bernardo Paz, che promette di ampliare quell’intreccio virtuoso tra scultura, installazioni all’aperto e paesaggi verdi.
I cantieri sono aperti e l’obiettivo è fissato: inaugurare entro settembre 2027. Non si tratta solo di un museo, ma di un polo culturale che vuole dialogare con la comunità locale, arricchendo Brumadinho dopo l’esperienza di Inhotim. Un segnale forte: qui arte e natura non solo si incontrano, ma si fanno spazio a vicenda.
Da Inhotim al Museu Bernardo Paz: l’eredità di Bernardo Paz
Nel 2006, Inhotim ha rivoluzionato il modo di vivere l’arte in Brasile, inserendo opere contemporanee in un ambiente naturale studiato per farle emergere. Bernardo Paz, collezionista e filantropo, ha immaginato un museo senza pareti strette, dove botanica e paesaggio sono protagonisti quanto le opere d’arte.
Dopo il 2022, Inhotim è passato nelle mani di un’organizzazione non profit che ne garantisce la gestione autonoma, mantenendo intatta la sua identità . Il nuovo Museu Bernardo Paz, invece, avrà una struttura gestionale a sé, con fondi propri e una programmazione tutta sua. A guidare la direzione artistica sarà Paulo Miyada, affiancato da un team di professionisti e curatori, tra cui spiccano Sofia Paz e Allan Schwartzman. Quest’ultimo, cofondatore di Inhotim, qui ricoprirà il ruolo di consulente curatoriale capo.
Il rapporto tra i due musei resterà forte: è prevista una collaborazione soprattutto su temi educativi, integrazione della comunità e sostegno allo sviluppo economico locale, con il turismo culturale al centro.
Un patrimonio di arte contemporanea in continua espansione
La collezione privata di Bernardo Paz conta circa tremila opere, un insieme ricco e variegato per generi, epoche e provenienze. Il nuovo museo offrirà una selezione curata distribuita in più di venti padiglioni, affiancati da installazioni e sculture realizzate appositamente per gli spazi all’aperto.
Tra gli artisti presenti figurano nomi noti e diversi tra loro, come Michael Heizer, Anna Maria Maiolino, Sonia Gomes e altri. L’obiettivo è costruire un mosaico artistico che rompa schemi tradizionali di tempo e luogo, mettendo a confronto creatori brasiliani, sudamericani e internazionali per ridefinire il concetto stesso di museo.
Un occhio di riguardo è riservato a Michael Heizer, protagonista della Land Art. Il museo allestirà per lui la prima installazione permanente in America Latina, con opere degli anni Novanta come Displaced Replaced Mass #3 e Negative Wall Sculpture #1.
Natura e arte: un legame indissolubile
Il Museu Bernardo Paz nasce con un’idea chiara: l’arte è al centro, ma il paesaggio è la sua cornice e la sua struttura portante. Il sito scelto si stende tra colline e valli, che presto vedranno la piantumazione di 15 mila alberi e quasi un milione di arbusti, fiori e cactus.
Questa vegetazione non sarà semplice decorazione, ma parte integrante della visita. Grande attenzione è riservata ad alberi da frutto e da fiore, con l’intento di unire esperienza culturale e natura. Accanto ai padiglioni, sono previsti una biblioteca e studi d’arte pensati per coinvolgere direttamente la comunità di Brumadinho.
Nel futuro è in programma anche un padiglione dedicato alle arti performative, con particolare attenzione a musica e danza. Così, il legame tra natura e cultura si fa dinamico e attento ai bisogni e ai desideri degli abitanti del territorio.
La sfida del museo secondo il direttore artistico Paulo Miyada
Paulo Miyada definisce il Museu Bernardo Paz come un’occasione per rinnovare l’immaginazione, in un momento storico segnato da sfide ambientali, sociali e politiche. Per lui, il museo deve essere un luogo di incontro e trasformazione, dove mettere in discussione i vecchi schemi che legano museo e paesaggio.
L’intreccio tra arti, natura e partecipazione sociale crea un terreno fertile per stimolare la creatività e riflettere su nuovi modelli culturali. Il progetto non vuole essere solo una casa per le opere, ma un catalizzatore di energie e idee rivolte al futuro della comunità e del territorio.
