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Greta e le favole vere: la fiaba ecologista che sfida il cinema italiano con un messaggio di speranza

Greta ha solo dieci anni, ma il suo sguardo non si limita a osservare il mondo: vuole cambiarlo davvero. Ispirata dalla forza e dalla determinazione di Greta Thunberg, si lancia in un’impresa che sembra impossibile: liberare un orsetto polare catturato dai bracconieri e riportarlo sano e salvo al Polo Nord. Così nasce “Greta e le favole vere”, il nuovo film di Bernardo Carboni, che mescola realtà e fantasia con un tocco tutto italiano. Uscito il 6 agosto 2026, il film coinvolge grandi e bambini in un racconto dove ecologia e fiaba si intrecciano, grazie a un cast che unisce volti emergenti e attori già affermati del cinema italiano.

Tra animazione e realtà: un esperimento che punta in alto

Greta e le favole vere si presenta con un approccio originale, mescolando animazione 2D e computer grafica. L’orsetto polare, realizzato con tecniche digitali, si integra nel racconto per dare più spessore e verità alla sua presenza. Dietro la sceneggiatura c’è lo stesso Carboni, insieme a Fabio Di Ranno e Valeria Giasi, che costruiscono una storia fatta di sogni, ideali e un netto richiamo all’ecologia, senza però perdere la magia tipica delle fiabe.

Non sempre però il risultato è uniforme: l’idea è ambiziosa e mantiene un’anima limpida, ma in alcune scene il ritmo cala e la trama sembra scivolare su passaggi prevedibili. La fotografia è uno dei punti forti del film, con una luce soffusa e suggestiva che avvolge le immagini. Le musiche accompagnano senza mai sovrastare, contribuendo a mantenere viva l’attenzione.

Il cast: giovani promettenti e qualche ruolo adulto meno convincente

Al centro della storia c’è Sara Ciocca, che interpreta Greta con naturalezza e credibilità. Il suo personaggio è forte proprio perché riesce a mantenere intatta quell’innocenza che la spinge a lottare per ciò in cui crede. Al suo fianco Mattia Garaci, che dà vita a Sauro, l’amico fedele e complice di questa avventura. Tra i ruoli secondari si fanno notare Federico Cesari, nei panni di un cantastorie, e Demetra Bellina, dolce babysitter.

Tra gli adulti, invece, il quadro è meno brillante: Raoul Bova e Donatella Finocchiaro sono genitori distanti, poco coinvolti nella passione della figlia. Sabrina Impacciatore prova a dare una nota di leggerezza con battute umoristiche, ma spesso si rimane su un tono convenzionale. Darko Peric interpreta un personaggio più caricaturale, meno sfaccettato rispetto agli altri. Nel complesso, si percepisce un divario netto tra la freschezza dei giovani e la rigidità di alcune figure adulte.

Un racconto che osa, in un cinema italiano spesso prudente

Greta e le favole vere vuole raccontare fatti reali usando la favola come chiave d’accesso. Una scelta che, quando funziona, crea un legame emotivo forte, soprattutto con il pubblico più giovane. Il film è a tratti didascalico e qualche dialogo suona un po’ scontato, ma dietro c’è un’intenzione innovativa che merita considerazione. Bernardo Carboni si fa notare per una cifra visiva chiara e una sensibilità verso temi ecologici poco esplorati nel nostro cinema recente.

In un panorama nazionale spesso restio a mettersi in gioco, questo film si distingue per il suo equilibrio tra sogno e realtà. Pensato per le famiglie, porta avanti un messaggio ambientale diretto senza essere mai pesante, mantenendo un tono leggero e un impatto sincero. Greta e le favole vere è un’opera che unisce impegno e fantasia, con qualche limite ma con lo sguardo rivolto dritto al futuro.

Redazione

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