Nel caldo di quell’estate del 1959, a Sperlonga, Cy Twombly trovò qualcosa che avrebbe cambiato per sempre il suo percorso artistico. Quel piccolo borgo sul Tirreno, con le sue luci e ombre, accese in lui un fuoco creativo mai domo. Fu lì, tra mare e rovine, che l’arte di Twombly prese una piega nuova, più intensa, più libera. Oggi, a Parigi, la Galerie Karsten Greve riporta in vita quei disegni, testimoni di un momento di svolta, con una mostra che dal 12 settembre al 10 novembre 2026 promette di restituire tutta la forza di quell’estate italiana.
Sperlonga: un angolo di Mediterraneo che ha parlato a Twombly
Sperlonga è un paesino fatto di case bianche, vicoli stretti e quella luce forte che lascia il segno. Qui, tra mare limpido e il calore del sole, Twombly si stabilì dopo aver scelto di vivere definitivamente in Italia. Fu subito colpito da quell’ambiente, dove la natura incontra una storia antica e palpabile. Lui stesso parlava della luce come “bianca per tre quarti del tempo”, un’immagine che si tradusse nel modo in cui iniziò a dipingere: spazi ampi, superfici che sembrano respirare, figure ridotte all’essenziale.
Ma non fu solo una questione di colori o luci. La calma sospesa di Sperlonga, la sua atmosfera quasi fuori dal tempo, hanno scavato dentro Twombly, spingendolo a un dialogo profondo con la cultura mediterranea e la sua eredità. La scelta di quel luogo non fu casuale, ma un tassello fondamentale nel percorso artistico che da allora avrebbe segnato tutta la sua produzione.
Miti e leggende a portata di mano
A pochi passi da Sperlonga c’è la villa dell’imperatore Tiberio, un sito archeologico ricco di fascino. Nel 1957, due anni prima dell’arrivo di Twombly, era tornata alla luce una serie di sculture ispirate all’Odissea, con scene di eroi e battaglie mitologiche che raccontano storie antichissime.
Per Twombly, da sempre legato ai miti e alla cultura classica, quella scoperta fu una vera rivelazione. I mosaici, gli affreschi, le statue e gli ambienti della villa gli offrirono uno sguardo nuovo sul patrimonio antico, che avrebbe attraversato tutta la sua arte futura. Nacque così un dialogo tra passato e presente, tra materia grezza e luce nitida, un incontro che diventò il cuore della sua creatività.
I Sperlonga Drawings: disegni che raccontano senza raccontare
In quella estate, Twombly realizzò circa trenta disegni, oggi noti come Sperlonga Drawings. Opere su carta che non rappresentano il paesaggio in modo tradizionale. Qui gli orizzonti spariscono, lasciando spazio a segni leggeri, campiture sfumate, numeri enigmatici, cerchi e grafismi quasi sospesi. Sono mappe astratte, costellazioni immaginarie, annotazioni che oscillano tra realtà e fantasia.
La materia pittorica cambia continuamente: a tratti densa, a tratti trasparente. Con questi disegni Twombly abbandona la rappresentazione figurativa per approdare a un linguaggio più poetico, evanescente. Lo storico dell’arte Kirk Varnedoe definì quegli anni come una tappa fondamentale nella carriera dell’artista, un momento in cui si apre uno “spazio paesaggistico” tutto nuovo, capace di aprire orizzonti inediti all’arte contemporanea.
A Parigi, la riscoperta di un capolavoro nascosto
Dal 12 settembre al 10 novembre 2026, la Galerie Karsten Greve di Parigi ospiterà la mostra “Cy Twombly. Sperlonga – 1959”, un’occasione preziosa per vedere da vicino questa serie rara e decisiva. Trenta disegni realizzati oltre sessant’anni fa, ma ancora capaci di parlare con forza e modernità.
La mostra si inserisce in un filone di riscoperta di Twombly, mettendo a fuoco quel momento chiave in cui la sua arte ha preso una piega nuova. Nel cuore di Parigi, in rue Debelleyme 5, la galleria mette in mostra come la luce, la storia e l’atmosfera di Sperlonga abbiano influenzato profondamente questo gigante dell’arte americana naturalizzato italiano.
Questa esposizione non è solo per gli appassionati di Twombly, ma per chiunque voglia seguire le tracce di un’arte contemporanea che si confronta con la cultura mediterranea e la memoria storica.
