# Manca meno di un anno all’apertura della 20ª Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, in programma dall’8 maggio al 21 novembre 2027. Nel frattempo, i Paesi partecipanti svelano uno dopo l’altro i loro curatori e i temi scelti per l’evento. L’Italia, invece, tiene ancora il fiato sospeso: la selezione del curatore per il Padiglione nazionale è in corso e si fa sempre più serrata. Quest’anno, la nuova procedura di selezione — una open call articolata in più fasi, introdotta nel 2024 — ha raccolto ben 45 candidature. Solo dieci sono riuscite a superare il primo scoglio. Ora questi finalisti devono presentare progetti dettagliati, con piani espositivi, budget e tempistiche, per ambire alla decisione finale. Tra loro, nomi noti al pubblico veneziano, già protagonisti delle passate edizioni.
Una selezione più trasparente: ecco chi resta in gioco
Dal 2024 la selezione del curatore del Padiglione Italia segue un percorso pubblico e suddiviso in tappe, pensato per valutare con cura ogni proposta. Su 45 candidature, la commissione ne ha scelte 10 da ammettere alla fase successiva. Questi team hanno ora 45 giorni per consegnare un dossier approfondito: concept espositivo, piano finanziario e cronoprogramma dettagliato.
La lista dei finalisti è più eterogenea rispetto al passato, segno di una voglia di rinnovamento. Tra i nomi ci sono alcuni già arrivati in finale per l’edizione 2025, come Massimo Alvisi con Civico 8, che presenta una nuova struttura rispetto al suo progetto precedente, e Cherubino Gambardella, con un concept dedicato alla riqualificazione e al “Ri-abitalia”.
La commissione premia proposte concrete, innovative e sostenibili, capaci di raccontare l’architettura italiana nel contesto globale attuale. Oltre alla qualità curatoriale, si valuta la sostenibilità economica e la fattibilità pratica all’interno della Biennale.
I big in gara e le loro idee per Venezia
Tra i finalisti spiccano nomi di spicco della scena architettonica italiana. Stefano Boeri, ex presidente della Triennale di Milano e docente al Politecnico, propone “Risonanze italiane”, un progetto che vuole mettere in dialogo passato e presente, valorizzando la ricchezza culturale del nostro Paese.
Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori dello studio LABICS tornano con “Città Aperta”, già presente nella selezione del 2025 con un’altra formazione, un progetto che esplora nuove forme di convivenza urbana e spazi pubblici inclusivi.
Paolo Zermani, docente all’Università di Firenze, presenta “Il nuovo nell’antico. Italia laboratorio d’Europa”, un lavoro che riflette sulle radici storiche dell’architettura italiana e sulle possibilità di rigenerazione urbana in chiave europea.
Il team guidato da Efisio Pitzalis e Genevieve Hanssen propone “L’Italia che cammina – Italy in motion”, un progetto che unisce innovazione e tradizione per raccontare territori dinamici e percorsi culturali.
Giovani talenti e nuove energie in campo
Non mancano poi le nuove leve e i gruppi interdisciplinari, che rappresentano il futuro dell’architettura italiana. Francesca Benedetto, cofondatrice dello studio YellowOffice, con un occhio attento al paesaggio, presenta “Earthly Heaven”, un’idea che mira a mettere in connessione natura e spazi urbani.
Andrea Faraguna, premiato alla Biennale Architettura 2025 per la migliore partecipazione nazionale con il Padiglione del Bahrein, torna con “La Persuasione e la Retorica”, un progetto che indaga il ruolo simbolico e culturale dell’architettura.
Il gruppo SeBiNe, formato da Gabriele Neri, Lorenzo Bini e Francesca Serrazanetti, propone “REMIX. Practices of Reinvention”, un lavoro che esplora il riuso e la trasformazione nell’architettura contemporanea. Infine, lo studio NORMAL insieme al team APRIL, che unisce architettura, moda e digital culture, presenta “TEMPORANEA”, un progetto sulle dinamiche temporali degli spazi espositivi.
Ultimi passi prima della scelta finale
Nei primi mesi dell’autunno 2027 la commissione tecnica – composta da Lorenza Baroncelli, Paolo Desideri e Fabio Novembre – si riunirà per valutare i dossier e selezionare una terna finale. Questa shortlist sarà valutata complessivamente, tenendo conto di concretezza, originalità e capacità di realizzazione.
La scelta definitiva del curatore passerà poi attraverso il Commissario del Padiglione Italia, Costantino D’Orazio, e il presidente della commissione Giovanni Francesco Tuzzolino, prima di arrivare all’approvazione del Ministro per i beni culturali Alessandro Giuli. Un passaggio fondamentale per definire il volto dell’Italia alla Biennale Architettura 2027, un appuntamento centrale nel panorama internazionale.
La sfida è aperta: l’Italia si prepara a raccontare a Venezia un nuovo capitolo di una storia fatta di innovazione, memoria e progetto culturale.
