
Nel cuore pulsante di Madrid, la galleria Bowman Hal ha cambiato volto. Da giugno, un’atmosfera carica di energia e tensione avvolge questo spazio, diventato uno dei fulcri dell’arte contemporanea spagnola. Paul McCarthy, artista americano nato nel 1945, tiene lì una mostra che non si limita a mostrare: performance e disegni si fondono in un racconto vivo, spesso disturbante. Fino al 16 maggio 2026, il suo lavoro sfida lo spettatore a confrontarsi con il fascismo culturale, tra gioco e rischio, in un dialogo che taglia come un coltello, tra memoria e provocazione.
Bowman Hal e Solo Contemporary: un motore culturale nel centro di Madrid
La galleria Bowman Hal si trova in uno degli angoli più vivi della capitale spagnola, lungo la Cuesta de San Vicente, a pochi passi dal Palazzo Reale. Fa parte di SOLO CONTEMPORARY, un progetto ambizioso portato avanti da una coppia di collezionisti privati che vogliono offrire un’esperienza artistica totale, tra città, cultura pop e nuove tecnologie. Solo Contemporary si articola in due sedi distinte: SOLO Indipendencia, vicino al Parco del Retiro, dedicata soprattutto alla street art e alla pop art urbana, e SOLO CSV , che ospita Bowman Hal.
L’ex tipografia trasformata in questo ecosistema multidisciplinare unisce arti visive, musica, tecnologia e socialità. L’architettura è parte integrante dell’esperienza, con spazi diversi: dal bookshop al food truck, dalla sala cinema al club musicale che funge anche da studio di registrazione. Ogni angolo è arredato con pezzi d’arte e design che oscillano tra vintage e neo-pop, creando un’atmosfera unica. Ma la struttura non si svela tutta subito: i proprietari guidano la scoperta degli spazi seguendo le stagioni culturali e i programmi espositivi. Una scelta che invita a un’esperienza attiva e coinvolgente, più che a una semplice passeggiata.
Un progetto internazionale e una performance in divenire
La mostra di McCarthy nasce dalla collaborazione con Hauser & Wirth, storica galleria e partner dell’artista californiano. A Bowman Hal sono esposti grandi lavori su carta realizzati tra il 2020 e il 2023, affiancati da video in cui si intrecciano azione, gioco e narrazione. Il titolo A&E ha più chiavi di lettura: da Adamo ed Eva a coppie simboliche come Adolf ed Eva Braun, fino al moderno concetto di Arts & Entertainment, che sintetizza il rapporto tra performance e intimità.
Al centro del lavoro c’è Lilith Stangenberg, attrice tedesca che ha collaborato con McCarthy nella performance. I disegni raccontano i loro incontri, con movimenti fluidi che sembrano dialoghi trascritti su carta. Nei video si vede questa complicità in azione: cambi d’abito, passaggi improvvisati tra linguaggi del corpo e della voce, momenti quasi ipnotici.
Ogni foglio mette in luce la tensione tra segno ed emozione, rivelando un lavoro radicale che va oltre la semplice rappresentazione e celebra la performance come un’esperienza viva, cumulativa, quasi rituale.
Fascismo, erotismo e potere: le radici oscure della performance
McCarthy affronta senza mezzi termini il legame tra la sua opera e la psicologia di massa del fascismo, come teorizzata da Wilhelm Reich, oltre all’influsso del film Il portiere di notte di Liliana Cavani, famoso per intrecciare erotismo e potere. La performance non è una semplice citazione: si addentra in tensioni psicologiche e storiche profonde, esplorando i meccanismi di desiderio, dominazione e violenza culturale.
Le immagini e i gesti sono intensi, con caricature volutamente esagerate e un gioco di ruoli che evoca scenari inquietanti, senza mai cadere nel realismo. Per McCarthy non si tratta di ritrarre, ma di mettere in scena una drammatizzazione del potere, elemento insito nella cultura contemporanea, sempre sospeso tra consenso e coercizione.
Il riferimento al film di Cavani si arricchisce di nuovi significati in un’epoca segnata da scandali come quello di Jeffrey Epstein. Le dinamiche tra uomo maturo e donna giovane si illuminano di una luce che va oltre la finzione, richiamando rapporti sociali reali, spesso nascosti ma potenti.
Tra video, tecnologia e sperimentazione: il nuovo orizzonte di McCarthy
Pur noto per grandi installazioni e sculture, McCarthy in questa fase si concentra su forme più fluide, come il video editing e la performance combinata con il disegno. Da oltre tre anni il suo lavoro è in continua evoluzione, con un occhio di riguardo alle nuove tecnologie per ampliare il linguaggio espressivo.
L’artista mostra un interesse concreto per l’intelligenza artificiale, ancora però in una fase iniziale. Attualmente la utilizza per sperimentare modifiche su disegni e immagini, senza addentrarsi troppo nelle dinamiche algoritmiche. Una scelta che segna una via creativa aperta, dove la tecnologia entra in un processo personale e ibrido.
Il progetto A&E e la mostra a Bowman Hal non sono una semplice retrospettiva, ma una scena viva che racconta la continua ridefinizione del ruolo dell’artista, delle forme d’arte e delle tensioni sociali rappresentate. Fino al 16 maggio 2026, Madrid offre così un confronto stimolante tra passato e futuro, corpo e tecnologia, memoria storica e interpretazione contemporanea.
