
In Molise, trovare una libreria è quasi un’impresa. Più della metà della popolazione vive in comuni dove non c’è né una libreria né uno spazio adeguato per studiare o prendere in prestito un libro. Non è solo questione di tempo o di interesse: manca una rete di strutture e soprattutto di bibliotecari professionisti. Le poche biblioteche funzionanti si contano sulle dita di una mano, concentrate in pochi centri. Questo scenario racconta una storia di cultura a rischio, che spinge a chiedersi quale sarà il futuro della lettura in questa regione.
Biblioteche molisane: solo un terzo ha personale specializzato
Le biblioteche pubbliche dovrebbero essere il cuore pulsante della cultura e della lettura. In Molise, però, i numeri raccontano un’altra storia. Solo il 12% delle biblioteche regionali ha in organico bibliotecari veri, formati e preparati. Per il resto, spesso si affida a personale non specializzato, che fatica a gestire cataloghi, servizi e iniziative culturali legate al libro.
Questa mancanza di figure professionali si riflette sulla qualità del servizio e sulla capacità di organizzare eventi che attirino pubblico. Senza personale esperto, diventa difficile anche conservare e valorizzare le raccolte librarie, con il rischio di perdere pezzi importanti del patrimonio culturale. E la carenza si fa sentire anche nella gestione delle tecnologie digitali, limitando la modernizzazione delle biblioteche e la loro funzione di punto di incontro per la comunità.
Il problema non riguarda solo Campobasso o Isernia: nei piccoli comuni le biblioteche spesso esistono solo sulla carta, senza orari stabili né servizi essenziali. Così, la lettura resta un’attività per pochi, riducendo l’impatto sociale e formativo che una biblioteca pubblica ben organizzata potrebbe avere.
Librerie in Molise: appena quindici per tutta la regione
A completare il quadro c’è la scarsissima presenza di librerie. In tutta la regione si contano appena quindici negozi specializzati. Un numero esiguo, soprattutto se si pensa alla popolazione e alla conformazione territoriale del Molise, fatto di tanti piccoli centri sparsi tra le montagne.
Le librerie sono concentrate soprattutto a Campobasso e Isernia, costringendo molti a spostarsi fuori dal proprio paese per acquistare o consultare un libro. Questa mancanza di punti vendita locali limita le possibilità di scoprire nuovi autori o di ricevere consigli culturali, influenzando negativamente anche le dinamiche di mercato.
Il risultato è che i giovani, in particolare, hanno poche alternative per avvicinarsi alla lettura, se non attraverso le scuole o le biblioteche, spesso poco attrezzate. Poche librerie significano anche meno eventi, presentazioni o incontri con gli autori, occasioni preziose per mantenere viva la passione per i libri.
La sfida dei comuni molisani: cultura e lettura oltre la mancanza di spazi
Meno della metà della popolazione molisana vive in comuni dove c’è almeno una libreria o una biblioteca con servizi qualificati. Questo fa emergere un forte divario culturale, soprattutto per chi abita in zone rurali o piccoli centri. La mancanza di spazi dedicati al libro pesa anche sulle scuole, spesso senza fondi o strutture adeguate per stimolare l’interesse verso la lettura.
La distanza da questi luoghi crea un circolo vizioso: chi non ha facile accesso a libri e iniziative culturali difficilmente coltiva l’abitudine a leggere, soprattutto fuori dall’ambiente scolastico. A perdere è non solo il tempo libero, ma anche la crescita personale e le competenze linguistiche della popolazione.
Nei comuni con biblioteche ma senza personale qualificato, questi spazi non riescono a diventare veri centri culturali. Per cambiare le cose servono investimenti mirati, formazione per gli operatori e progetti che coinvolgano la cittadinanza. Solo così si potrà passare dalla semplice conservazione dei libri a luoghi vivi e dinamici, capaci di far tornare la lettura una pratica quotidiana per tutti.
