Trent’anni fa, Judith Wade ebbe un’intuizione che ha trasformato il turismo verde in Italia. Non si tratta solo di giardini: sono spazi dove la storia, l’arte e la natura si fondono in un’unica esperienza. Oggi, Grandi Giardini Italiani raccoglie oltre 150 giardini sparsi nel Paese, diventando molto più di una semplice rete. È un vero e proprio ecosistema culturale, che cresce costantemente grazie a eventi, attività didattiche e un’accoglienza di qualità. Il pubblico? Sempre più internazionale, curioso e attento, alla ricerca di qualcosa di autentico e sostenibile.
La nascita di Grandi Giardini Italiani nel 1997 ha segnato una svolta importante nella valorizzazione del nostro patrimonio botanico e paesaggistico. È stata la prima realtà privata in Italia a promuoverlo con un approccio che coniugasse cultura e turismo. Judith Wade ha aperto una strada che ancora oggi, sotto la guida di Bianca Passera, continua a evolversi.
Il network si è allargato fino a includere 150 giardini selezionati con cura: non solo per la qualità botanica, ma anche per il valore storico e artistico, offrendo un’esperienza turistica di livello. Non si tratta solo di aree verdi, ma di spazi che uniscono conservazione e ospitalità, pubblica o privata, creando un legame forte tra comunità locale e visitatori.
Il numero di turisti interessati a questi luoghi è in costante aumento, sostenuto anche da una biglietteria online semplice e intuitiva, pensata soprattutto per chi arriva dall’estero. Al centro c’è sempre la qualità dell’esperienza, con eventi, convegni, visite guidate e corsi che ampliano l’offerta.
Come sottolinea Bianca Passera, “il turista di oggi cerca più della semplice bellezza: vuole un’esperienza che unisca natura, cultura e benessere.” Il patrimonio orto-culturale non è solo una questione estetica, ma un valore che coinvolge tutte le generazioni, un dialogo tra natura e storia che si fa sempre più importante.
La rete di Grandi Giardini Italiani offre accesso a una mappa ricca di luoghi incantevoli. Entrare a far parte del network significa rispettare standard rigorosi, dalla manutenzione all’apertura al pubblico, ma la varietà dei giardini è senza pari.
Si passa dalla Limonaia del Castel a Limone sul Garda, con i suoi agrumi affacciati sul lago, a Villa La Quiete nelle Marche, una residenza storica circondata da alberi secolari e spazi tipici della campagna italiana. A Taormina, il Parco Trevelyan, con la sua collezione esotica e i panorami sul mare, è un esempio di giardino pubblico ottocentesco.
A Venezia, l’Orto del Redentore, restaurato nel 2024 dalla Venice Gardens Foundation, è un’oasi di piante officinali e ulivi con vista sulla Laguna. In Valpolicella, il giardino settecentesco di Pojega è stato riaperto dopo un attento restauro, pronto ad accogliere i visitatori per la nuova stagione.
Non mancano i giardini a picco sul mare della Liguria, come Villa Marigola e Villa Rezzola, o le meraviglie del Lazio, dal Sacro Bosco di Bomarzo al Giardino di Ninfa, con atmosfere da fiaba. L’Umbria propone itinerari insoliti nella città ideale de La Scarzuola, mentre la Costiera Amalfitana offre Villa Cimbrone, famosa per i suoi panorami mozzafiato. Palermo e Napoli contribuiscono con i loro orti botanici, autentici gioielli della cultura e della natura.
Non solo giardini storici, ma anche orti botanici che sono veri e propri musei a cielo aperto, dove si protegge la biodiversità e si racconta la storia. In Lombardia, la rete degli orti botanici comprende sei siti dedicati alla conservazione, all’educazione e alla divulgazione.
Questi orti conservano collezioni uniche, che spiegano il rapporto tra uomo e natura. A Bergamo, l’orto di Astino mette in mostra oltre 300 piante da frutto, illustrando l’evoluzione dell’agrobiodiversità. A Milano, l’Orto di Brera si distingue per il percorso sulle piante velenose, un modo insolito e intrigante di avvicinare i visitatori.
A Pavia si approfondisce la tradizione dei giardini ornamentali, con azalee e ortensie. Le iniziative culturali e i laboratori arricchiscono ulteriormente l’offerta. In primavera, a Palermo si tengono rassegne multisensoriali, mentre a Napoli tornano le “Fiabe di primavera” nel suggestivo Real Orto Botanico.
Questi luoghi aiutano a capire il valore delle piante non solo dal punto di vista scientifico ed ecologico, ma anche simbolico e culturale, integrandosi nel più ampio patrimonio dei giardini storici italiani.
Negli ultimi tre anni il Ministero della Cultura ha messo in campo risorse importanti per il recupero di giardini e parchi storici in tutta Italia. Grazie ai fondi del PNRR, sono stati stanziati circa 300 milioni di euro per oltre 130 interventi, che riguardano luoghi di grande prestigio come la Reggia di Caserta e Villa Lante a Bagnaia.
Ma l’attenzione non si limita ai siti più conosciuti. Anche parchi meno noti, pubblici e privati, come il Parco Villa Vitali a Fermo e Villa Arconati a Bollate, sono stati coinvolti. Un ulteriore finanziamento di 3 milioni di euro è stato destinato alla catalogazione sistematica dei giardini italiani, un lavoro quasi ultimato che farà luce su un patrimonio spesso frammentato e poco conosciuto.
Questo censimento rappresenta un riconoscimento ufficiale dell’importanza dei giardini come parte integrante del nostro patrimonio culturale e segna un passo avanti verso una gestione più consapevole e valorizzata di questi spazi verdi.
Nel 2026 l’Italia conferma così il suo ruolo di custode di paesaggi unici, dove natura e cultura si fondono, offrendo a chi visita percorsi diversi che raccontano storie antiche e invitano a riflettere sul presente.
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