Nel silenzio antico dell’Abbazia di Valserena, a Parma, riecheggia una nuova vita fatta di arte e idee fresche. Non più solo un luogo di preghiera e storia polverosa, ma un laboratorio aperto dove la creatività si mescola con la comunità. Il progetto MON-ART, sostenuto dall’Unione Europea, vuole proprio questo: ridare vigore ai monasteri sparsi in Europa, trasformandoli in spazi vivi, pieni di incontri e collaborazioni. Qui, tra mura secolari, artisti e cittadini si confrontano, con l’obiettivo di coniugare tutela del passato e innovazione culturale. Valserena è il simbolo di una sfida che guarda avanti, coinvolgendo non solo Parma ma tanti territori, portando l’arte al centro della rinascita sociale.
Nel Medioevo, i monasteri benedettini, cluniacensi e cistercensi non erano solo luoghi di preghiera, ma veri e propri centri di cultura, sapere e organizzazione sociale. Custodivano manoscritti, promuovevano l’agricoltura e l’artigianato, e rappresentavano poli di sviluppo in tempi difficili. Oggi quei complessi sono soprattutto patrimoni storici preziosi, spesso inseriti nel tessuto urbano e rurale europeo. MON-ART però vuole andare oltre la semplice conservazione museale: l’obiettivo è trasformare questi spazi in fucine di innovazione artistica e inclusione sociale. Così nascono i “Monasteri dell’Arte”, luoghi dove il valore spirituale e artistico si ricollega alle nuove esigenze e sfide contemporanee.
Il progetto, che si svilupperà fino al 2028, coinvolge istituzioni e artisti non solo italiani, ma anche ungheresi, bulgari, albanesi e ciprioti. Attraverso residenze artistiche, mostre e attività educative, si crea una rete internazionale che connette l’eredità materiale e immateriale di questi spazi con il presente sociale. L’intento è costruire un dialogo vero tra arte contemporanea e memoria storica, favorendo coesione e inclusione nei territori coinvolti.
L’Abbazia di Valserena, nota anche come Certosa di Parma, è l’esempio più rappresentativo del progetto MON-ART in Italia. Fondata nel 1289 durante il pontificato di Bonifacio VIII, sorgeva lungo una via antica che collegava Parma al Po, assumendo una posizione strategica e religiosa di rilievo. Nel tempo ha subito molte trasformazioni architettoniche e ha cambiato funzione, soprattutto dopo la secolarizzazione napoleonica che ne ha decretato la chiusura come luogo di culto: la chiesa è stata sconsacrata e il complesso ha ospitato usi diversi, da sede militare a deposito agricolo. Solo dagli anni Ottanta, grazie a un restauro accurato, ha cominciato a ritrovare la sua dignità storica e architettonica.
Oggi l’abbazia si trova nella zona industriale di Paradigna, a pochi passi dal centro di Parma. Qui ha sede il Centro Studi e Archivio della Comunicazione , che coordina il progetto MON-ART in Italia. Il complesso diventerà spazio per una residenza artistica destinata a far rivivere questi luoghi attraverso la creatività contemporanea. Valserena incarna così l’idea di un luogo “ritrovato”, ricco di storie passate e pronto ad accoglierne di nuove.
Il bando per artisti, aperto fino al 15 maggio 2026, invita creativi italiani e stranieri a partecipare alla residenza artistica presso l’Abbazia di Valserena. Il focus è su progetti di arte pubblica e partecipata che si intreccino con il territorio e la comunità, in particolare con il quartiere San Leonardo di Parma. Questo quartiere, da tempo coinvolto nel progetto “Raccontaci San Leonardo”, è un laboratorio sociale e culturale fondamentale per radicare l’iniziativa artistica. Attraverso il coinvolgimento delle associazioni locali, i giovani artisti raccolgono testimonianze, documenti e storie, che diventano la base per le loro creazioni.
Al centro di tutto c’è la figura dell’“Artista della rigenerazione”, un professionista che unisce capacità artistiche, partecipazione civica e attenzione ai temi sociali. Le residenze non sono solo spazi di lavoro individuale, ma luoghi di collaborazione tra artisti e comunità, capaci di innescare processi di rinascita culturale e sociale. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio materiale e immateriale, sperimentando modelli sostenibili e pratiche di economia circolare, con la speranza di creare un metodo replicabile anche altrove in Europa.
MON-ART si configura come un progetto europeo che coinvolge cinque Paesi: Italia, Ungheria, Bulgaria, Albania e Cipro. Ognuno mette a disposizione un sito monastico da trasformare in spazio creativo, sviluppando percorsi che uniscono arte contemporanea, patrimonio e comunità locali. Il programma prevede residenze artistiche, mostre, workshop e momenti di confronto culturale, aperti sia agli artisti sia ai cittadini.
Una delle iniziative chiave è la creazione del MonArt Network , una piattaforma europea permanente che diffonderà le metodologie sviluppate, consolidando i risultati e favorendo l’adozione del modello Monasteri dell’Arte in altri territori. Questo network mira a mettere ordine nell’esperienza di rigenerazione culturale, puntando allo sviluppo territoriale e alla coesione sociale.
L’internazionalità del progetto favorisce lo scambio tra linguaggi artistici e realtà storiche, stimolando collaborazioni tra istituzioni culturali e società civile. MON-ART adotta un approccio multidisciplinare, dove arte pubblica, imprenditoria culturale e partecipazione attiva si intrecciano per recuperare le radici spirituali in chiave moderna e inclusiva.
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