Nei corridoi silenziosi del Real Collegio Carlo Alberto, a Moncalieri, qualcosa di insolito prende vita. Oltre quattrocento artisti si sono riuniti per la ventiduesima edizione di Paratissima, riempiendo dodicimila metri quadrati con opere che spingono i confini dell’arte contemporanea. L’edificio ottocentesco, con i suoi piani sovrapposti e l’aria storica, non solo ospita le creazioni ma le amplifica, trasformando ogni angolo in un luogo di scoperta. Tra ritratti d’epoca, teche da museo naturalistico e installazioni audaci, chi attraversa gli spazi si trova davanti a un percorso che sfida la monotonia, invitando a guardare oltre la superficie.
Il Real Collegio Carlo Alberto conferma il suo ruolo ideale per eventi di respiro artistico, ma è molto più di una semplice cornice storica. È un luogo con una personalità forte e complessa, un vero e proprio ecosistema in cui le opere contemporanee dialogano con le tracce del passato. Vecchi ritratti ottocenteschi di ex studenti convivono con bacheche di storia naturale, mentre le installazioni più innovative trovano spazio in angoli inaspettati di questo edificio quasi labirintico.
La struttura articolata e multilivello costringe il visitatore a un percorso non lineare che può disorientare, ma al tempo stesso stimola la curiosità. Questo rapporto complesso tra spazio e contenuti rende la visita più di una semplice passeggiata: diventa un’immersione reale nella storia e nell’arte di oggi. Le scelte espositive giocano proprio su questo contrasto, mettendo in risalto il dialogo fra antico e moderno in ogni angolo del Collegio.
La ventiduesima edizione di Paratissima si apre con un titolo che fa subito pensare: “Foolish”. Il “fool”, il buffone, è qui simbolo di chi rompe gli schemi, guarda oltre le categorie prestabilite e osa essere diverso. “Foolish” diventa così una provocazione e una celebrazione dell’eccentricità, un invito a riconoscere il valore di chi vede il mondo con occhi fuori dal comune. Un punto di vista da privilegiare, non da considerare una mancanza.
La scelta di spostare la fiera da Torino a Moncalieri si inserisce in questa logica di rottura e movimento. In una settimana come quella dell’Art Week torinese, piena di eventi, la decisione di puntare su una location diversa aggiunge un ulteriore livello di originalità, che si riflette nella varietà delle opere esposte. Si alternano progetti solidi, ben costruiti tecnicamente e concettualmente, ad altri che mostrano ancora un percorso di crescita, tipico di una manifestazione dedicata all’arte emergente.
Tra le installazioni più notevoli di questa edizione spicca “Crux Digitalis” di Max Magaldi, un lavoro site specific nella Cappella dei Padri Barnabiti del Real Collegio. Qui la sacralità dello spazio è trasformata da una struttura a croce fatta di stativi che reggono smartphone, tutti impegnati in uno scrolling infinito. Ne nasce un simbolo sacro rivisitato ai tempi digitali: una nuova religione tecnologica, autoreferenziale e priva di contatto umano diretto. Il contrasto tra sacro e digitale invita a riflettere sulle nuove forme di fede e ritualità collettive.
Da segnalare anche “Choreography of Impossibility” di Andrés Felipe Castaño, artista colombiano. Nel Real Collegio, l’artista costruisce un limite fisico all’ingresso di una sala principale: un corrimano che costringe i visitatori a piegarsi e fermarsi, rompendo la libertà di movimento. L’opera esplora il rapporto tra architettura e corpo, e come lo spazio influisce sulle abitudini e sulla percezione dei gesti quotidiani. Un’indagine sul confine tra libertà e costrizione, che coinvolge sia mente che corpo.
Paratissima 2026 non è solo un evento locale, ma si apre a un confronto internazionale accanto agli artisti piemontesi. Tra le presenze straniere spicca la Rangi Gallery dalla Tanzania, che porta cinque artisti con background e stili diversi. Nelle sale del Real Collegio, le opere di Amani Abed, Lazaro Samwel, Masoud Kibwana, Rose Exavery e Theresia Massawe raccontano un panorama vario della giovane arte contemporanea tanzaniana.
Le loro opere oscillano tra figurativo e astratto, con un linguaggio a volte grezzo ma ricco di energia e impegno. La selezione della galleria mette in luce la vitalità e la complessità della scena pittorica africana, sospesa tra radici culturali e influenze globali. La loro presenza rafforza l’idea di Paratissima come spazio di scambio culturale e artistico.
La sezione fotografica “Liquida Winter Edition”, spin-off invernale di Paratissima, propone due progetti molto diversi, ma entrambi capaci di raccontare storie radicate nel territorio italiano. Paolo Covino presenta “Sacrari”, un omaggio in bianco e nero al paesaggio rurale del Salento, fatto di architetture tradizionali come furniddi, lamie e pajare. Le immagini sono un richiamo alla memoria delle generazioni passate, che hanno vissuto e lavorato quei luoghi, mantenendo un legame profondo con la terra e i suoi cambiamenti.
Accanto a lui, Francesca Tilio espone “Wild Girlhood”, una serie di scatti a colori che ritraggono la figlia e due amiche che corrono nei prati di Castelluccio di Norcia. La scena richiama l’atmosfera del Midwest americano, creando un incontro originale tra identità italiane e suggestioni lontane. Questi due progetti fotografici offrono uno sguardo doppio sull’Italia, tra radici profonde e ricerca di nuove forme visive.
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Fino al primo novembre 2026, il Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri resta la casa di questa mostra intensa, che invita il pubblico a perdersi, scoprire e riflettere tra le sue stanze intricate e le opere variegate di Paratissima. Ogni anno questa rassegna conferma la sua vocazione di piattaforma per artisti emergenti, capace di trasformare un antico collegio in un laboratorio di visioni contemporanee dal respiro ampio.
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