Quando ITALICS ha annunciato che Panorama si sarebbe spostata a Genova nel 2027, la città ha subito tremato di curiosità. Non è una semplice mossa geografica: qui, l’arte si fa motore di trasformazione urbana e culturale. Sessanta gallerie italiane unite in un consorzio, pronte a mettere Genova sotto i riflettori di un evento internazionale, a giugno. Un progetto che non guarda solo al presente, ma intreccia passato e futuro in una mostra diffusa, capace di parlare di identità e innovazione. A Torino, durante Artissima, sono stati svelati i primi dettagli: quello che si prospetta è un panorama artistico complesso, vibrante, tutto da scoprire.
Genova non è una scelta casuale. La città ha da sempre rappresentato un punto d’incontro tra culture, idee e sperimentazioni artistiche. Lorenzo Fiaschi, presidente di ITALICS, parla di Genova come “un luogo di opportunità”, dove l’arte si è continuamente rinnovata grazie a contaminazioni e scambi. Le radici artistiche della città affondano nel Rinascimento, nel Barocco e si estendono fino alle avanguardie del Novecento. Qui si sono forgiati linguaggi nuovi che hanno influenzato intere correnti artistiche.
L’assessore alla Cultura, Giacomo Montanari, sottolinea come Panorama sia più di una semplice mostra: è un’esperienza che coinvolge la città, reintegrando gli spazi urbani nel racconto artistico. Genova torna a essere un laboratorio di innovazione, ospitando un evento che punta a creare un legame profondo e duraturo tra arte contemporanea e città. Sarà anche l’occasione per riscoprire il carattere sperimentale di Genova, anche nelle sue forme più recenti.
La curatela affidata ad Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze, prende spunto proprio dall’identità complessa di Genova. Galansino propone una lettura non lineare della città, vista come un luogo dove tradizione e contemporaneità si incontrano e si mescolano. Il percorso espositivo si baserà sulla capacità di Genova di accogliere stimoli esterni e trasformarli in qualcosa di nuovo, aggiornando il patrimonio artistico al presente.
Genova ha attraversato diverse fasi di vivacità creativa, segnate dall’incontro di linguaggi diversi e dall’apertura a nuove idee. Questa ricchezza guiderà la scelta degli artisti e degli spazi espositivi, con l’obiettivo di valorizzare tanto il carattere storico degli ambienti quanto le forme d’arte più attuali. Il progetto curatoriale vuole far emergere connessioni inattese e stimolare una riflessione sulle continuità e le rotture nella creatività genovese.
Nel secondo dopoguerra, Genova ha avuto un ruolo da protagonista nel panorama museale italiano. L’assessore Montanari ricorda le innovazioni portate da Caterina Marcenaro e Franco Albini, che hanno segnato la nascita dei primi musei contemporanei in città. A questo fermento si sono affiancati studiosi come Eugenio Battisti e Franco Sborgi, che tra il 1963 e il 1980 hanno promosso un interesse profondo verso le nuove forme dell’arte contemporanea.
Anche le gallerie private hanno giocato un ruolo fondamentale. Dal Deposito a La Polena, fino alla Galleria La Bertesca, dove nel 1967 Germano Celant presentò Arte Povera – Im Spazio, Genova ha offerto spazi tra i più innovativi d’Italia. Senza dimenticare la Samangallery, che ha ospitato esperienze concettuali e performative decisive per l’arte nazionale. Tutto questo ha alimentato un clima vivace, fertile per nuove forme visive e performative.
La mostra non vuole offrire una narrazione lineare o cronologica della relazione tra Genova e l’arte contemporanea. Al contrario, il progetto curatoriale punta a una lettura aperta, che crea connessioni e risonanze tra opere e luoghi diversi. Si parte dal patrimonio storico per spingersi verso la sperimentazione attuale e futura.
Galansino spiega che l’obiettivo è abbandonare un approccio nostalgico e ricostruzionista, per coinvolgere direttamente il pubblico nei vari spazi della mostra. Le opere selezionate metteranno in relazione le sperimentazioni del passato con le sfide che oggi animano il mondo dell’arte. Genova, secondo il curatore, è stata spesso un’anticipatrice di tendenze che poi hanno avuto eco a livello globale. Panorama vuole riaccendere proprio quello spirito di curiosità e innovazione che da sempre caratterizza la città.
Dal 23 al 27 giugno 2027, quindi, Genova si prepara a ospitare non solo una mostra, ma un progetto culturale ambizioso, che vuole ridisegnare i confini tra storia, città e arte contemporanea.
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