Firenze si prepara a vivere un’autentica festa del cinema documentario. Dal 31 ottobre all’8 novembre 2026, la città ospita la 67ª edizione del Festival dei Popoli, un evento che da decenni racconta storie vere con occhi diversi. La grande novità? Per la prima volta, sedici documentari inediti e una masterclass saranno trasmessi in diretta su MYmovies ONE, a partire dal 1° novembre. Non è uno streaming integrale, però: su 86 titoli in programma, solo una selezione sarà disponibile online. Chi ama il documentario potrà quindi immergersi nelle nuove produzioni, ma anche riscoprire gemme storiche dall’archivio e partecipare a incontri esclusivi con registi di rilievo.
Firenze e il Festival dei Popoli: date, programma e il salto nel digitale
Anche quest’anno, Firenze si trasforma in vetrina del cinema che racconta la realtà, con proiezioni distribuite in diverse sedi della città tra fine ottobre e inizio novembre. Ma la vera novità è la spinta verso il digitale, che apre le porte del Festival anche a chi non può essere in sala.
Dal 1° novembre, la piattaforma MYmovies ONE mette a disposizione sedici documentari selezionati, più una masterclass in diretta. Un modo per allargare il pubblico e far arrivare il cinema documentario a casa di molti. Il catalogo online non copre tutto il programma, ma punta su titoli rappresentativi. A completare l’offerta ci sono poi documentari d’archivio, incontri con autori e masterclass già registrate di registi come Sergei Loznitsa e Claire Simon.
MYmovies ONE diventa così non solo uno strumento per seguire il Festival in streaming, ma anche per accedere a un patrimonio di documentari che raccontano l’evoluzione del genere dal 1959 a oggi.
Il patrimonio storico del Festival: un archivio di oltre 15.000 opere
Il Festival dei Popoli è in giro dal 1959 e ha messo insieme un archivio prezioso, oggi conservato sia in digitale che su pellicola, con più di 15.000 documentari, filmati d’epoca e materiali vari.
Alessandro Stellino, direttore artistico dell’edizione 2026, sottolinea come questo archivio sia una risorsa fondamentale per capire e studiare il documentario. Grazie alla collaborazione con MYmovies ONE, alcuni titoli storici trovano nuova vita nella programmazione digitale, rendendo accessibile un patrimonio culturale anche a chi non può partecipare di persona.
Tra i documentari disponibili online ci sono “Overlook Hotel – Stanza 237” di Rodney Ascher, che indaga i misteri di The Shining, “Going Underground” di Lisa Bosi e “Genesis 2.0” di Christian Frei, che affronta temi molto attuali. Questa scelta dimostra la volontà del Festival di mettere in dialogo passato e presente, linguaggi e generazioni, creando un percorso più ampio e duraturo.
La selezione online: storie di oggi e di ieri a portata di clic
I sedici film proposti in streaming sono tutti inediti o recenti e raccontano storie di attualità e esperienze personali di rilievo. Tra questi spicca “Io sono l’assente”, che ripercorre la carriera artistica di Alessandro Benvenuti, partendo dal suo esordio nel cabaret.
Il programma include anche “The Helsinki Effect”, che torna sulla conferenza del 1975 sulla sicurezza in Europa, ricostruendo un quadro geopolitico complesso. Non mancano titoli di peso come “Techplomacy”, che indaga il rapporto tra diplomazia e nuove tecnologie, e “80 Angry Journalists”, che denuncia la pressione sulle redazioni indipendenti, con un focus su un caso ungherese.
Tra i documentari in programma ci sono anche “Hungry”, che affronta la crisi ambientale con uno sguardo critico, e “Yugo Goes to America”, un viaggio negli Stati Uniti a bordo di un’auto jugoslava, che mescola memoria e riflessione sociale.
Per le famiglie, il 4 novembre sarà proiettato “La vita segreta dei giocattoli”, pensato per i più piccoli e per accompagnare il Festival anche oltre le sale per adulti. Una programmazione che punta a coinvolgere un pubblico ampio, dai giovani agli appassionati più esperti.
Come seguire il Festival online e il futuro dello streaming
Lo streaming su MYmovies ONE apre nuove strade per seguire il Festival dei Popoli. Per accedere ai contenuti è necessario sottoscrivere un abbonamento, con tutte le informazioni su titoli disponibili e condizioni consultabili sul sito della piattaforma.
Questa iniziativa si inserisce in un panorama più ampio che vede sempre più festival e istituzioni puntare sulla digitalizzazione per portare il cinema indipendente oltre i confini delle sale tradizionali. Un esempio è il Middle East Now 2026, anch’esso disponibile in streaming.
Nel 2025, a Firenze, il Festival aveva presentato il documentario “Piero Pelù. Rumore dentro”, confermando la sua importanza nel panorama culturale italiano. Con il salto sul digitale, il Festival dei Popoli vuole diventare un punto di riferimento non solo per la Toscana, ma per un pubblico nazionale e internazionale. Il dialogo tra passato e presente, film inediti e archivi storici, eventi dal vivo e online disegnano un Festival sempre più connesso e accessibile.
