New York, 1961. Un giovane Bob Dylan, chitarra a tracolla, ancora lontano dalla fama che lo avrebbe travolto. Sono undici scatti rubati dall’obiettivo attento di John Cohen, che catturano l’artista nel momento in cui il suo sogno prende forma. Da il 5 dicembre 2026, alla Vinyl Room di Roma, queste fotografie inedite tornano a raccontare quegli anni di passione e rivoluzione musicale. Un viaggio nel tempo, dentro la nascita di una leggenda del folk e della canzone d’autore.
Il legame tra Bob Dylan e Roma passa da queste foto. John Cohen, fotografo e musicista, fu tra i primi a catturare il volto di Dylan appena arrivato a New York. Scatti del 1961, oggi in tiratura limitata: stampe 30×40 centimetri su pregiata carta baritata ai sali d’argento, firmate e numerate, dieci copie per ogni immagine. Un patrimonio autentico, senza finzioni, che mostra un Dylan ancora lontano dai riflettori internazionali.
Sono istanti rubati a un ragazzo curioso e pieno di tensioni creative, proprio prima di diventare leggenda. La mostra, curata da Gerardo Martorelli, vuole offrire un’esperienza intensa, che parla tanto ai fan di lunga data quanto a chi vuole scoprire Dylan attraverso il suo passato.
John Cohen non fu solo un fotografo, ma un testimone chiave dell’epoca d’oro del folk. Nato nel 1932, visse immerso tra musica e fotografia, seguendo artisti come Roscoe Holcomb e Woody Guthrie. Fu anche un ponte tra generi diversi, avvicinando il mondo folk alle storie della Beat Generation: con la sua macchina fotografica immortalò figure come Allen Ginsberg, Jack Kerouac, Lawrence Ferlinghetti e Gregory Corso.
La sua carriera comprende esposizioni in tutta Europa, tra cui la mostra “On the Road Again” del 2007 a Brescia. Le foto di Dylan si inseriscono in questo racconto più ampio, tracce di un’epoca che ancora oggi influenza musica e letteratura.
Anche il cinema ha raccontato quegli anni: “A Complete Unknown”, con Timothée Chalamet, offre un ritratto romanzato del giovane Dylan. La mostra romana, invece, restituisce la realtà concreta di quegli anni, fissando in bianco e nero lo sguardo di un artista destinato a cambiare la canzone d’autore.
Nel 2026 Bob Dylan è ancora protagonista anche in Italia. Tre concerti in autunno confermano il suo legame con il nostro paese, un rapporto consolidato negli anni anche grazie a musicisti italiani.
Basta pensare a Francesco De Gregori, che nella sua serata romana di “Nevergreen” ha inserito uno dei brani di Dylan nel suo repertorio. Un segno chiaro di come la musica del cantautore americano continui a ispirare e a vivere nelle interpretazioni italiane.
La mostra alla Vinyl Room non è solo un tuffo nel passato, ma un ponte verso il presente, a ricordarci la forza e la vitalità di un artista che da quasi un secolo emoziona generazioni intere.
La Vinyl Room si trova in via della Frezza 53a, a due passi da piazza del Popolo, nel cuore di Roma. L’esposizione “Bob Dylan: Forever Young” apre il 5 dicembre 2026. Si può visitare dal martedì al sabato, con due turni: dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19.
La galleria non ospita solo fotografie: propone anche una selezione di vinili rari, edizioni speciali e bootleg, per arricchire l’esperienza degli appassionati di musica e collezionismo. Per informazioni, si può contattare la Vinyl Room via telefono, email o seguire i suoi canali social.
Per chi vuole andare più a fondo nel mondo di Dylan, il sito ufficiale dell’artista raccoglie materiali, notizie e aggiornamenti su uno dei protagonisti più influenti della musica contemporanea.
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