Una fotografia che respira. È l’effetto che si prova varcando la soglia della mostra di Luca Rento alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia. Le sue opere, a prima vista immobili, si animano lentamente, come se un respiro leggero ne scuotesse la quiete. Dopo venticinque anni di videoarte, Rento ha affinato un linguaggio capace di rompere il silenzio della fissità, mostrando dettagli minimi: un battito, un tremolio, un movimento quasi impercettibile che trasforma l’immagine in qualcosa di vivo. Qui il tempo non scorre lineare, si dilata, si piega su se stesso, rivelando strati nascosti di memoria e di esistenza che sfuggono a uno sguardo superficiale.
Video che si vestono da fotografie: il movimento che non ti aspetti
Luca Rento, nato a Feltre nel 1965, ha costruito in più di venticinque anni un linguaggio visivo molto personale, dove fotografia, pittura e video si mescolano fino a confondersi. Al terzo piano della Querini Stampalia, la mostra “Prima che tutto svanisca” mette in scena questo gioco sottile tra immagini immobili e movimenti nascosti. A prima vista, le sue opere sembrano fotografie retroilluminate, con soggetti intimi e familiari. Ma guardandole più a lungo, si nota qualcosa che si muove: una foglia che vibra, nuvole che si spostano lentamente, il battito del sangue sotto una mano rugosa.
Questo gioco di movimenti quasi invisibili dà all’opera un significato più profondo. Non si tratta solo di fermare un istante, ma di prolungarlo, di ascoltare il respiro di un’immagine che si dilata in un loop video. L’immagine non è più solo traccia di un passato, ma testimonianza di un presente fragile e fugace. Come scrive Alfredo Cramerotti nella curatela, è un’“immagine in movimento, tenuta in vita”.
Affetti e memoria: il dettaglio che parla di vita e morte
La mostra si addentra nelle relazioni familiari e nella condizione umana con una tecnica semplice ma carica di significato. “Mamma”, un video che mostra la figlia di Rento, racconta la vita attraverso il movimento lieve di un piccolo arto che sfiora la pelle del ventre materno. Un gesto quasi invisibile, nascosto a uno sguardo distratto, che diventa simbolo di presenza e origine.
Dall’altra parte, “Papà” mostra la neve che si posa lenta sulla tomba del padre. Qui natura e memoria si intrecciano, restituendo un silenzio denso di attesa. La dimensione esistenziale emerge anche nell’assenza quasi totale di movimento, come nelle opere sugli ultimi giorni di vita della nonna. Il lento tremolio del volto lascia spazio a un’immobilità totale nel video che celebra la morte: un fermo immagine che si ripete all’infinito, a simboleggiare la fine dell’attesa e la permanenza dell’istante.
Questo modo di raccontare la vita e la morte come due facce della stessa medaglia si riflette nel percorso della mostra, che va dalle vibrazioni sottili della natura al ciclo emotivo più profondo dell’esistenza.
Un viaggio intimo e universale tra natura, corpo e tempo sospeso
“Prima che tutto svanisca” è una discesa nell’intimità dell’artista, che supera il privato per parlare di qualcosa che riguarda tutti noi. Il percorso è lineare: i video alternano immagini della natura in continuo cambiamento, come foglie e nuvole, a scene più personali, ritratti di famiglia e corpi.
Rento spinge chi guarda a riflettere sul confine tra assenza e presenza, immagine e realtà, vita e morte. Usa strumenti moderni come il video, ma il risultato ricorda la pittura e la fotografia tradizionale. Il suo lavoro non si limita a documentare, ma diventa un’esperienza sensibile del tempo che scorre.
La mostra si presenta come una memoria in divenire, una raccolta di istanti sospesi che evocano la fragilità della vita e il desiderio di fermare il tempo. Dal minimo movimento della natura fino al peso emotivo del lutto, l’esposizione racconta con forza la ricerca artistica di Luca Rento.
La mostra sarà aperta alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia fino al 17 gennaio 2027. Un’occasione da non perdere per chi vuole scoprire un modo poetico e originale di raccontare l’arte contemporanea e il tempo che passa.
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Nello stesso periodo, Venezia ospita molti altri eventi artistici: “Da cosa nasce cosa. Atelier 2025-2026” alla Fondazione Bevilacqua La Masa, la personale “Komorebi – Where Light Finds Form” al The St. Regis Venice, e altre mostre di rilievo con Marinella Senatore, Peter Kogler e Barbara Prenka. Il panorama culturale lagunare nel 2026-2027 si presenta ricco e variegato, con tante proposte per appassionati e addetti ai lavori.
