A Mira, lungo la Riviera del Brenta, una villa del XVI secolo ha cambiato volto. Ca’ Riviera, inaugurato nell’estate del 2026, ha subito acceso curiosità e interesse. Non è solo un luogo d’arte, ma un laboratorio vivo dove il passato si intreccia con l’innovazione digitale. Le residenze d’artista e le mostre portano in scena sculture e performance capaci di esplorare il corpo digitale e nuove percezioni. Un dialogo intenso tra storia, corpo e tecnologia, in uno scenario che sembra sospeso tra epoche diverse.
Ca’ Riviera: due ville storiche diventano un laboratorio culturale vicino a Venezia
A Mira, lungo la famosa Riviera del Brenta, due ville del Seicento sono diventate il cuore pulsante di Ca’ Riviera. L’idea nasce da Leonardo Tiezzi, esperto di comunicazione nel mondo della moda, e Riccardo Corò, designer e proprietario delle ville con la sua famiglia. Hanno trasformato questi spazi, un tempo privati, in un centro culturale aperto, con l’intento di valorizzare il territorio e il suo patrimonio artistico.
Le dimore storiche sono state adattate per ospitare mostre, installazioni e residenze artistiche. Dal maggio 2026, con l’inaugurazione, Ca’ Riviera ha proposto un calendario ricco di eventi, che mira a far dialogare la storia di questi luoghi con le ricerche artistiche più attuali. L’obiettivo è mettere in luce la cultura del territorio, unendo tradizione artigianale e arte contemporanea.
La prima mostra, “The Shape of the Self / La forma del Sé”, frutto di una collaborazione con la milanese Cassina Projects, ha portato in scena opere di artisti come Leonor Fini, Cecilia Granara e Chiara Cappellini. Un’esperienza multidisciplinare che ha posto al centro una riflessione sulla percezione di sé, sul corpo e sulla trasformazione dell’identità oggi.
Anna-Lena Krause: il corpo raccontato attraverso la tecnologia
Il primo artista ospite di Ca’ Riviera è stata Anna-Lena Krause, tedesca nata nel 1994 e formata al Royal College of Art di Londra. Tra Berlino e Londra, Krause ha costruito un percorso tra scultura e performance, esplorando come la percezione del corpo cambi nell’era digitale. Il suo lavoro nasce anche da un’esperienza personale: la malattia di Alzheimer del padre. Attraverso sculture e tecnologia, cerca di dare forma a ciò che il corpo e la memoria non riescono più a esprimere a parole.
La sua residenza si è articolata in due momenti. Il primo, a Venezia, nelle prime settimane di settembre 2026 durante la Mostra del Cinema, ha visto una performance dedicata alla “riprogrammazione” del corpo con la tecnologia digitale, evocando atmosfere distopiche da film cult come “Videodrome” di David Cronenberg. A questo si sono aggiunte due sculture realizzate con tecniche di scansione 3D, che traducono in forme materiali la sensorialità del corpo: una rappresenta un abbraccio dissolto in una superficie materica, l’altra due corpi miniaturizzati stretti in un’intimità plastica.
La fragilità del corpo raccontata attraverso il vetro
Fino a fine ottobre 2026, la seconda fase della residenza si concentra sul rapporto tra corpo e spazio, indagato attraverso il vetro. Krause usa questo materiale per restituire la fragilità e la concretezza della percezione corporea. Le opere nate in questa fase saranno esposte nelle prossime settimane a Ca’ Riviera.
Accanto alle nuove sculture, verrà presentata un’installazione multimediale legata alla performance vista a Venezia, che offrirà la possibilità di rivivere quell’esperienza immersiva in una diversa dimensione narrativa. Questo momento conferma la volontà di esplorare come il corpo umano e la tecnologia si influenzino a vicenda, trasformando materia e percezione. Krause unisce così l’elemento umano con le dinamiche digitali, riflettendo sulle nuove condizioni della corporeità.
Ca’ Riviera guarda avanti: spazio ai giovani talenti
Il viaggio di Ca’ Riviera non si fermerà con la residenza di Anna-Lena Krause. A fine 2026, il centro culturale darà il via a una nuova fase, grazie a una collaborazione con una galleria milanese, presto annunciata. Da questa partnership nascerà un bando pubblico rivolto a giovani artisti emergenti, con l’obiettivo di stimolare la sperimentazione e aprire nuove strade ai talenti in crescita.
Con questa iniziativa, Ca’ Riviera si conferma un luogo vivo e dinamico, tra tradizione e contemporaneo, arte visiva e performativa, tecnologia e memoria storica. Qui la storia delle ville, l’identità del territorio e le idee più fresche dell’arte contemporanea si intrecciano per dare vita a un progetto culturale unico.
