Ottobre 2026 si fa notare subito: escono videogiochi che non passano inosservati. C’è un horror tutto italiano, capace di mettere i brividi sul serio. Poi, treni che scorrono e saltano come skateboard, un’idea così folle che sembra impossibile. Tra questi, anche una storia d’amore raccontata attraverso centinaia di piccioni — sì, avete letto bene. Non mancano i ritorni attesissimi, con grafica spettacolare e tecnologie che spingono le serie storiche verso nuovi orizzonti. Nei negozi, sia digitali sia tradizionali, arrivano esperienze che mescolano innovazione e nostalgia, mondi da esplorare e storie pronte a sorprendere. E i grandi nomi? Sono lì, a ribadire il loro ruolo da protagonisti.
Denshattack! punta tutto su un’idea decisamente originale e un po’ folle. Il gioco ci porta in un Giappone del futuro, dominato da un governo controllato da macchine, dove il protagonista guida treni usati come skateboard. Si corre in gare clandestine piene di salti e acrobazie su percorsi pieni di ostacoli. Man mano che si procede, il gioco aggiunge meccaniche sempre più stravaganti: i treni scivolano su binari sottili, si aggrappano a teleferiche, si staccano per oscillare nei tunnel, sfidano la gravità correndo a testa in giù e persino si uniscono per trasformarsi in robot giganti contro i kaiju, i mostri giganti della tradizione giapponese.
Il gioco ricorda lo spirito irriverente e sperimentale di Jet Set Radio per Dreamcast, con quell’idea di spingere il videogioco verso qualcosa di nuovo e imprevedibile. Anche se è sviluppato da uno studio spagnolo, Denshattack! cattura perfettamente l’estetica e la cultura giapponese: dai personaggi in stile manga, ai cibi tradizionali, alle onomatopee ideogrammate, fino a un’immagine di un Giappone dove natura, spiritualità e tecnologia si intrecciano in un paesaggio distopico affascinante. Lo trovate su PlayStation 5, Windows, Nintendo Switch 2 e Xbox Series S e X: un’esperienza colorata e frenetica per chi cerca sfide fuori dal comune.
FEED IT è una proposta completamente diversa: un horror italiano che affronta uno dei temi più duri e delicati, la violenza domestica. Qui il giocatore veste i panni di persone intrappolate in un ciclo di abusi, in ambienti sempre più angusti e inquietanti, che vanno da una casa a una fabbrica, passando per epoche lontane e dimensioni fuori dal tempo. Il compito è portare del cibo a un padre o marito tiranno, rappresentato come un maiale antropomorfo dal carattere imprevedibile e violento.
Il gioco traduce in regole la normalizzazione della violenza, facendo sentire come la brutalità diventi parte della routine. Ma c’è anche spazio per la ribellione: il personaggio può decidere di mangiare il cibo invece di consegnarlo, rischiando la furia del padrone ma cercando di riconquistare autonomia o anche di scappare. La grafica low poly, essenziale e poco definita, lascia molto all’immaginazione, aumentando la tensione senza mostrare tutto in modo esplicito. FEED IT è disponibile per Windows e ha i testi in italiano, dimostrando come i videogiochi possano raccontare storie sociali pesanti con un approccio nuovo e delicato.
In Pigeon: A Love Story si gioca nei panni di un piccione che vola tra città reali come Londra, Amsterdam, Parigi, New York e Tokyo, insieme a migliaia di altri uccelli. L’obiettivo è trovare un’anima gemella, riconoscibile solo dal richiamo del tubare. Ma il corteggiamento è tutt’altro che semplice: i rifiuti sono espressi con frasi che rispecchiano le incertezze e le complessità dei rapporti umani, dal “ora no” al “penso che siamo meglio come amici.”
Oltre a una ricostruzione dettagliata delle città, il gioco offre una riflessione sulle dinamiche affettive urbane: parla d’amore, certo, ma anche di solitudine diffusa, di speranze che si ripetono e di rifiuti che nel caos della metropoli sembrano quasi surreali. Algoritmi generano anche livelli in città immaginarie, ampliando le possibilità di gioco. Disponibile su Windows, Mac, Linux e dispositivi mobili, Pigeon unisce poesia, simulazione sociale e un gameplay rilassato, diventando un racconto moderno sulle relazioni di oggi.
Star Fox ha segnato un’epoca fin dal 1993, spingendo la tecnologia con il chip Super FX, un’anticipazione delle moderne schede grafiche. La serie, famosa per lo “sparatutto su binari” e le astronavi controllate dal giocatore, ha fatto passi avanti con Star Fox 64 nel 1997, introducendo bivi nei livelli e una narrazione più ricca. Il mito intorno a Star Fox 2, uscito solo nel 2017 dopo anni di attesa, è ancora vivo.
Ora arriva su Nintendo Switch 2 un nuovo capitolo. Rimane fedele all’esperienza originale del Nintendo 64, ma con grafica aggiornata e controlli ottimizzati per la nuova console. Nintendo sembra voler celebrare questa saga di nicchia, usandola come terreno di prova per innovazioni hardware e design ludico. Star Fox resta così un esempio di come il passato videoludico possa essere rivisto e portato al pubblico di oggi, mantenendo vivo un patrimonio digitale.
Sony Interactive Entertainment continua a costruire il suo universo videoludico Marvel, parallelo ma intrecciato a quello cinematografico della Disney. Dopo il successo di Marvel’s Spider-Man e del seguito su PlayStation 4 e 5, lo studio Insomniac Games si concentra ora su Wolverine, il mutante famoso per il suo potere di guarigione rapida.
Il gioco è più lineare rispetto all’open world di Spider-Man, puntando sui combattimenti e le sfide che richiedono riflessi e abilità. La difficoltà aumenta perché il “fattore di guarigione” di Wolverine è una risorsa limitata da gestire, trasformando la sua quasi immortalità in una questione di strategia. L’obiettivo è mescolare la storia del personaggio con meccaniche collaudate nello stile Sony, cercando di imporsi in un mercato che vuole storie solide e resa tecnica di alto livello. Marvel’s Wolverine è disponibile su PlayStation 5, confermando l’impegno di Sony nel creare un universo narrativo condiviso nei videogiochi.
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