«Non possiamo più aspettare». Parole di Luca Locatelli, fotografo pavese che da oltre quindici anni esplora il rapporto tra uomo e ambiente. Le sue fotografie, ora esposte alla Leica Galerie di Milano, non sono semplici scatti: raccontano una battaglia silenziosa contro il cambiamento climatico. Invece di soffermarsi solo su incendi o smog, Locatelli cerca le risposte, quelle umane e tecnologiche che spesso restano nell’ombra. Il suo lavoro invita a cambiare prospettiva, perché la vera sfida è culturale. Il progresso, che ha contribuito alla crisi, può anche essere la via d’uscita. E proprio lì, tra uomo e natura, si gioca il futuro.
Fotografare le soluzioni: un viaggio nelle pratiche che guardano avanti
Il lavoro di Locatelli non si limita a documentare. Come spiega Giada Triola, curatrice della mostra “Future Studies”, le sue foto fanno sorgere domande invece di dare risposte pronte. Dai freddi ambienti illuminati al neon in Islanda dove si coltivano alghe, alle vasche artigianali in Senegal dove si estrae il sale marino da secoli, ogni scatto invita a riflettere su tradizioni antiche e nuove strategie per gestire l’ambiente. Le immagini non si fermano all’estetica, ma raccontano storie di innovazione, ricerca e adattamento. Prendiamo ad esempio le fattorie sottomarine in Liguria o le colture idroponiche di ultima generazione in Brianza: tecnologie che potrebbero garantire un’alimentazione più sostenibile e meno invasiva. Con questo progetto fotografico, Locatelli costruisce una narrazione che incoraggia a guardare al futuro con curiosità e speranza, un atteggiamento prezioso in tempi segnati da crisi e incertezze.
Quando la fotografia diventa voce per l’ambiente
Locatelli ha scelto la fotografia per trasformare dati scientifici in immagini potenti e accessibili. La sua collaborazione con National Geographic e il premio Leica Oskar Barnack Award del 2021 sono la prova della sua capacità di tradurre studi complessi in fotografie che parlano a tutti. La domanda che lo guida è semplice e urgente: “come possiamo continuare a produrre ciò di cui abbiamo bisogno senza mettere a rischio il pianeta?” Questo interrogativo anima ogni suo scatto, che racconta di coltivazioni verticali di molluschi e alghe in laboratori universitari europei, ma anche di infrastrutture tecnologiche come server alimentati solo da energie rinnovabili in ex miniere norvegesi. Ogni fotografia apre una finestra su possibili soluzioni concrete, restituendo dignità a un rapporto più equilibrato tra uomo e natura.
Zeeland: la sfida di convivere con l’acqua
Il progetto più recente di Locatelli si concentra su Zeeland, nella provincia omonima nei Paesi Bassi, una terra sospesa tra acqua e terra. Qui si incontrano i delta di tre grandi fiumi europei: Reno, Mosa e Schelda. Da secoli questa zona è un esempio di convivenza con il mare: non si tratta di dominarlo, ma di trovare un compromesso fatto di dighe, barriere, chiuse e canali. Queste opere non solo proteggono dal rischio di allagamenti, ma mantengono un equilibrio delicato che permette di coltivare e pescare in modo sostenibile. La mostra “Future Studies” racconta questo percorso attraverso immagini che celebrano l’ingegno e la resilienza delle comunità locali nella gestione del loro territorio.
Milano, un invito a vedere oltre la crisi
Nel cuore di Milano, la Leica Galerie ospita una mostra che cerca di andare oltre la solita narrazione della crisi ambientale. Le fotografie di Locatelli mostrano luoghi, tecnologie e persone impegnate in processi di rigenerazione. Ogni immagine diventa testimone di una possibile riconnessione, mettendo a fuoco il bisogno di cura e attenzione verso il mondo che ci circonda. Aperta fino a gennaio 2027, l’esposizione è un’occasione per fermarsi e scoprire soluzioni concrete spesso nascoste dalla frenesia quotidiana e dai grandi titoli dei giornali. Dal laboratorio scientifico alla palude olandese, questa mostra racconta una storia di coraggio e innovazione, uno sforzo collettivo per costruire un futuro più equilibrato e consapevole.
