Piero Roccasalvo Rub, siracusano classe 1974, porta dentro di sé un richiamo che non si spegne mai: la Sicilia. Non è nostalgia, ma qualcosa di più profondo, che si fa sentire nel corpo e nella mente. Dopo anni trascorsi a girare tra le grandi capitali artistiche del mondo, ha scelto di tornare a casa. Qui, tra il mare, la sabbia e quella luce unica del Sud, ha ritrovato la sua voce. Nei suoi quadri, dove realtà e immaginazione si fondono, si legge il volto di una Sicilia in bilico tra passato millenario e pulsioni moderne, un’isola che vive tra territorio e anima.
Un legame viscerale con la Sicilia
Per Roccasalvo, il desiderio di tornare non è solo un’idea astratta, ma un bisogno fisico, tangibile. Molti siciliani lo sentono così, un legame che va oltre la mente. La provincia, che fino a poco tempo fa sembrava immutabile, nascondeva invece un fermento creativo vivo. L’incontro con Mauro Aprile Zanetti, amico e artista, ha segnato una svolta: insieme hanno mescolato pittura, poesia, cinema e teatro, attraversando spazi culturali in Sicilia, in Italia e in città come Londra e New York. Quegli anni in giro hanno affinato la sensibilità di Roccasalvo, che poi ha deciso di portare tutto a casa, affrontando le sfide del suo territorio.
Ragusa e la sua eredità artistica tra passato e presente
Il ragusano, all’estremo sud-est della Sicilia, è un territorio ricco di stimoli visivi e culturali. La luce qui ha una consistenza quasi tangibile, come dimostra il lavoro del maestro Piero Guccione. Negli anni Ottanta, tra Scicli, Modica e Pozzallo, artisti come Guccione e Franco Sarnari hanno dato vita a una tradizione locale, trasformando questi luoghi in centri di produzione artistica e riflessione. Oggi, anche se le gallerie sono poche, la scena si muove: nascono spazi indipendenti, iniziative autogestite, e una comunità di artisti attivi prova a costruire una rete più solida, anche se ancora frammentata, nel cuore della provincia.
La Sicilia di Roccasalvo: luce e ombra, sogno e realtà
Parlare di Sicilia senza riconoscere la sua natura doppia è impossibile. Roccasalvo cita Gesualdo Bufalino per raccontare questa terra fatta di contrasti: la luce più accecante accanto all’oscurità più profonda. Nei suoi dipinti questa tensione è palpabile, una metafora di un luogo che è reale e onirico insieme. C’è un equilibrio tra opposti: luce e ombra, passato e presente, visibile e nascosto, splendore e ferita. È proprio in questo gioco di forze che nasce la forza del suo lavoro, che va oltre la semplice immagine per diventare evocazione. La Sicilia non è per lui un limite, ma un motore che spinge a scavare nelle profondità visive e simboliche.
Lo studio di Santa Maria del Focallo, tra terra e mare
Lo studio di Roccasalvo si trova a Santa Maria del Focallo, una frazione di Ispica dove terra e mare si incontrano in modo quasi tangibile. Qui le spiagge dorate si mescolano a una luce sempre diversa, alimentata dal vento e dal respiro del Mediterraneo. La parola dialettale “filinona” indica l’ora più calda e sospesa del giorno, un momento magico in cui il confine tra sogno e realtà si fa meno netto. Nei toni terrosi delle sue opere si riflette la memoria di questo paesaggio: non quadri paesaggistici nel senso classico, ma tele impregnate di luce e materia. Per Roccasalvo lavorare in questa zona di confine significa trasformare la pittura in un’esperienza quasi mitica, dove sabbia, acqua, terra e luce si fondono.
Confini come spazi di passaggio e trasformazione
Lo studio, situato al confine tra Pozzallo e Ispica, incarna un’idea centrale nella poetica di Roccasalvo: il confine non come barriera, ma come luogo di incontro e integrazione. Per lui i confini sono zone dove si mescolano elementi opposti, dando vita a forme fluide e in continuo cambiamento. Questo concetto si riflette anche nella sua arte, che diventa spazio di dialogo e trasformazione tra opposti. Questi luoghi vanno oltre la semplice realtà fisica, entrando nel campo del simbolico e rappresentando un’idea di continuità e mescolanza, che racconta la complessità del territorio e dell’identità.
Uno studio periferico, ma cuore pulsante della cultura siciliana
Nonostante l’isolamento geografico, lo studio immerso nella natura di Santa Maria del Focallo è un centro vivo di produzione e scambio culturale. Anche se lontano dai grandi circuiti, la rete artistica locale si mostra sorprendentemente vitale. A Modica e dintorni, Roccasalvo collabora con artisti come Giovanni Blanco, Ettore Pinelli e altri, tutti spinti dalla voglia di confronto e crescita. Progetti come Studio[2]Project trasformano l’atelier da spazio privato a luogo aperto, dove si sperimenta e si costruisce comunità. In questo senso, lo studio diventa una forma di resistenza culturale contro la marginalità, alimentando una scena artistica autonoma e dinamica.
La Sicilia che plasma la pittura di Roccasalvo
Per l’artista, il legame con il territorio è fondamentale. Lavora in Sicilia e sa che sarebbe diverso altrove. Ogni posto lascia un segno, condiziona lo sguardo e il modo di dipingere. Qui, la luce, la natura e l’isolamento danno forma a una sensibilità unica, a un dialogo intenso con la materia e la storia. La sua pittura, fatta di tecniche miste e materiali diversi, racconta questo rapporto speciale con la terra d’origine: un equilibrio tra memoria e innovazione, corpo e immaginazione, realtà e sogno.
