Nevica senza sosta sulle Montagne Rocciose. In una piccola comunità del Colorado del 1951, la sparizione improvvisa di una donna scuote tutti. È l’inizio di un dramma che Andrew Haigh, regista di Estranei e 45 anni, racconta con una tensione palpabile e un’ambientazione che resta impressa. La natura aspra e l’inverno gelido non sono solo uno sfondo, ma quasi personaggi a sé stanti, intrecciati con le dinamiche familiari e generazionali che si agitano sullo schermo. A Long Winter, con Fred Hechinger in testa al cast, arriverà nei cinema italiani il 18 febbraio 2027, distribuito da MUBI.
Nel cuore dell’inverno: scomparsa e lotta per la sopravvivenza tra le montagne del Colorado
La storia si apre nel 1951, in una zona sperduta e coperta di neve del Colorado. Mike, il giovane interpretato da Fred Hechinger, si trova a dover affrontare una rivoluzione personale quando sua madre sparisce nel gelo dell’inverno senza lasciare tracce. Qui il paesaggio non è solo uno sfondo, ma una presenza ingombrante che condiziona ogni mossa: il freddo pungente, la neve che copre tutto, la difficoltà del territorio mettono a dura prova le ricerche e obbligano la comunità a stringersi insieme per fronteggiare condizioni estreme.
Mentre la donna viene cercata fisicamente, il film scava nelle dinamiche familiari, mettendo a fuoco il rapporto tra Mike e suo padre, segnato fino a quel momento da tensioni e incomprensioni. L’assenza della madre diventa il punto di partenza per un confronto inevitabile tra due generazioni. In questo microcosmo isolato, la natura influisce in modo profondo anche sugli equilibri emotivi e affettivi. Mike non solo deve fare i conti con la perdita e la solitudine, ma cerca anche il suo posto dentro la comunità, riflettendo su radici, appartenenza e il bisogno di andare avanti nonostante il dolore.
La sceneggiatura nasce dall’omonimo racconto di Colm Tóibín, scrittore irlandese celebre per la profondità delle sue storie familiari. Haigh ha adattato il testo mantenendo intatta l’attenzione sulle emozioni delicate e sulle tensioni interne di chi si trova a vivere un’assenza che mette in crisi certezze profonde.
Un cast a più voci: Hechinger e gli altri protagonisti raccontano il dolore di diverse generazioni
A Long Winter può contare su un cast che mescola volti nuovi e attori già affermati. Fred Hechinger è il fulcro della storia con un’interpretazione intensa e complessa, già apprezzata in film come Thelma e Il gladiatore II. Al suo fianco spiccano Ebon Moss-Bachrach, noto per la serie The Bear, e Caitríona Balfe, già protagonista in Belfast e Outlander.
Kit Connor, volto conosciuto per la serie Heartstopper, porta ulteriore profondità generazionale, così come D’Pharaoh Woon-A-Tai e Martin Freeman, quest’ultimo con la sua esperienza e presenza consolidata. La scelta di un cast variegato permette al regista di raccontare il dolore e le responsabilità da più punti di vista, evitando di limitare la narrazione a un solo personaggio.
Questa molteplicità di sguardi fa di A Long Winter un racconto corale, dove la famiglia e le radici vengono viste attraverso le diverse età, ognuna con il proprio modo di affrontare lutto e difficoltà emotive. Il risultato è un film che va oltre l’indagine, trasformandosi in una riflessione sui legami familiari e sociali, con tutte le loro sfumature.
Andrew Haigh, tra relazioni intime e paesaggi imponenti
Andrew Haigh torna dietro la macchina da presa con A Long Winter, dopo aver esplorato il dolore e la memoria in Estranei, con Andrew Scott e Paul Mescal. Nel corso della sua carriera, il regista ha dimostrato un interesse costante per le relazioni intime e i sentimenti nascosti, raccontando microcosmi personali in film come Weekend e 45 anni.
Questa volta Haigh si misura con un ambiente naturale più vasto e impegnativo. Le riprese si sono svolte in Alberta, Canada, scelto per i suoi paesaggi montani che richiamano le Montagne Rocciose. La fotografia di André Turpin regala al film immagini suggestive, capaci di catturare la durezza e la bellezza della natura ghiacciata.
Il montaggio affidato a Jonathan Alberts garantisce un ritmo fluido e ben calibrato, mantenendo sempre al centro le emozioni, anche di fronte a un contesto così imponente. Questo equilibrio tra intimità e paesaggio è la sfida che Haigh affronta con precisione e coerenza.
Dal Telluride al cinema italiano: il percorso di A Long Winter
A Long Winter ha debuttato al Telluride Film Festival, uno degli appuntamenti più importanti per il lancio di film di respiro internazionale. Poi è stato selezionato anche al BFI London Film Festival, confermando l’interesse di critica e pubblico.
Il trailer ufficiale è stato appena rilasciato, in attesa dell’uscita nei cinema italiani il 18 febbraio 2027, distribuito da MUBI. La piattaforma conferma così la sua attenzione verso titoli che uniscono arte e storie profonde.
Dietro la produzione ci sono MUBI, Film4, The Bureau e Nomadic Pictures, realtà impegnate a realizzare film che colpiscono per intensità narrativa e qualità visiva. A Long Winter si presenta come un appuntamento imperdibile per chi ama il cinema drammatico e le storie di famiglia intense e coinvolgenti.
