Quarantotto carte, né più né meno. Ma non si tratta di un semplice mazzo da gioco. Bartolomeo Pietromarchi, critico e direttore museale, ha lanciato una sfida: far uscire l’arte contemporanea dai musei e metterla in mano a tutti. Così nasce Art on Cards, un progetto che trasforma l’arte in un’esperienza ludica, accessibile e capace di accendere conversazioni nuove. Non è un gioco qualsiasi, ma uno strumento da sfogliare, leggere e interpretare. Il primo mazzo porta la firma di Francesco Clemente. L’idea è chiara: rompere le barriere delle gallerie e portare la contemporaneità fuori, tra le persone.
Art on Cards, il ponte tra gioco e arte contemporanea
Art on Cards si presenta come una novità nel mondo della cultura e del gioco. A prima vista, ricorda un po’ Dixit, con carte illustrate che evocano immagini e idee. Ma qui ogni carta nasce direttamente dalla mano di artisti di fama internazionale. Francesco Clemente dà il via alla collana, seguito da nomi diversi per provenienza e stile, come Shirin Neshat, Pascale Marthine Tayou e Tomás Saraceno. Ogni mazzo contiene 48 carte, tutte immagini piene di significato, accompagnate da una didascalia che spiega il soggetto. C’è poi un piccolo libretto di istruzioni, diverso per ogni artista, che offre uno sguardo più profondo sull’immaginario di chi ha creato le immagini. Pubblicato da Magonza, il progetto non è solo un gioco, ma anche un’opera d’arte e un mezzo per far nascere conversazioni sull’arte stessa.
Un gioco per educare e costruire relazioni attorno all’arte contemporanea
L’obiettivo non è solo il divertimento, ma creare uno strumento capace di far riflettere e interpretare. Art on Cards è pensato come uno strumento educativo, adatto sia a contesti formativi sia a laboratori e percorsi di mediazione culturale. Gli strumenti sono studiati per entrare direttamente nelle mani del pubblico, facilitando così il dialogo con un’arte che spesso sembra lontana o troppo complicata. Sono in corso collaborazioni con realtà come il dipartimento educativo del Castello di Rivoli e il Master della LUISS a Roma, segno della volontà di integrare questo gioco nelle attività didattiche ufficiali. L’approccio è semplice e immediato, ma punta a creare un rapporto più profondo con le opere e le idee degli artisti contemporanei.
Le radici del progetto: un cammino dentro e fuori i musei
Bartolomeo Pietromarchi ha messo insieme questa idea grazie a un percorso lungo, fatto di esperienze dirette con artisti e pubblico dentro i musei. La domanda di fondo da cui è nato Art on Cards è questa: come avvicinare davvero le persone all’arte contemporanea senza banalizzarla o trasformarla in uno spettacolo vuoto? Il gioco si ispira a strumenti iconici del passato, come i tarocchi e la Boîte-en-valise di Marcel Duchamp, puntando sul valore simbolico delle immagini e sul loro ruolo nel creare legami tra chi guarda e ciò che viene guardato. L’intento è chiaro: riattivare un tipo di esperienza artistica che spesso il museo non riesce a offrire, moltiplicando occasioni e modi di viverla. Ogni mazzo uscirà anche in edizioni limitate da cento pezzi, firmate dagli artisti stessi e pensate come multipli d’arte alla portata di tutti.
Lancio tra crowdfunding e appuntamenti esclusivi
Art on Cards prenderà il via con una campagna su Kickstarter, una piattaforma ormai conosciuta per sostenere giochi da tavolo originali. Qui si potranno acquistare non solo i mazzi base, ma anche le edizioni limitate e materiale extra come manifesti. La scelta del crowdfunding mette in luce il carattere indipendente e creativo del progetto, che vuole costruire fin da subito una comunità di appassionati e sostenitori. Per festeggiare l’inizio, è in programma un evento esclusivo, solo su invito, nella lobby del MAXXI a Roma. L’appuntamento è domenica 11 ottobre nel tardo pomeriggio, un’occasione unica per scoprire da vicino questa idea che unisce arte, gioco e formazione.
