Sulle colline di Civitanova Marche, dove il mare Adriatico si perde all’orizzonte, Paola Tassetti ha creato qualcosa di unico. Un laboratorio che non è solo uno spazio fisico, ma un vero crocevia di idee e sensazioni. Dietro mura medievali che sembrano custodire segreti antichi, la sua casa di famiglia è diventata un rifugio dove arte, botanica e memoria si intrecciano senza confini. Qui, il tempo sembra dilatarsi, mentre la natura avvolge ogni gesto e la storia pesa come un’ombra discreta. Ma è proprio in questo equilibrio fragile che prende vita un dialogo tra scienza, anatomia e simboli esoterici, un’esperienza che sfida la superficie per scoprire ciò che si nasconde oltre.
Un borgo sospeso tra passato medievale e natura sulle colline di Civitanova Marche
La vita di Paola Tassetti si svolge in una sorta di isolamento speciale, quasi fuori dal tempo. Il suo studio si trova in un borgo antico, circondato da mura medievali, con vista sul mare Adriatico. Questo contesto crea un’atmosfera particolare, che da un lato isola, dall’altro invita a riflettere. Paola racconta come quell’isolamento diventi un ponte tra il reale e qualcosa di più profondo, un dialogo tra le pietre e le forze invisibili del vento e del mare. Qui il tempo sembra rallentare, ma in realtà nasconde un movimento continuo: foglie che cadono, onde che si infrangono, energie nascoste. La natura non è solo sfondo, ma protagonista attiva di un’esperienza che oscilla tra memoria e innovazione.
In un piccolo centro come Civitanova Marche, dove la tradizione pesa e le nuove idee faticano a farsi strada, Paola ha deciso di restare. Ha trasformato quell’isolamento in un laboratorio artistico e umano. Libera Idea nasce proprio da questa esperienza, radicata nel luogo e nel tempo, e diventa così un progetto dal valore sia personale che collettivo.
Libera Idea: la casa-rifugio dove arte e radici familiari si incontrano
Il progetto Libera Idea affonda le sue radici in un’esperienza lontana, vissuta nel quartiere di New Cross Gate a Londra, un posto segnato da difficoltà ma anche da fermenti creativi. Quell’esperienza ha acceso in Paola il desiderio di costruire qualcosa di simile nella sua città: uno spazio dove arte e umanità potessero incontrarsi in modo autentico. Il nome non è casuale: Libera e Idea erano due donne della sua famiglia, sua nonna e sua sorella, nate in tempi difficili ma portatrici di un’eredità fatta di libertà e pensiero aperto. Da qui la decisione di “liberare” la vecchia casa di famiglia, un palazzo un tempo segnato da una convivenza forzata tra padroni e servitù, ancora visibile nei colori cupi delle stanze. Paola ha dato un nuovo volto agli spazi, dipingendo le pareti di un bianco vibrante, simbolo di apertura e energia. Libera Idea diventa così un ponte tra passato e presente, memoria e contemporaneità, un luogo dove la storia della famiglia si fonde con la ricerca artistica. Le pareti raccontano storie vive, trasformando la memoria in un laboratorio pulsante di significati nuovi.
Non è solo uno studio d’arte, ma un luogo d’accoglienza che ospita arti visive, natura, simboli esoterici e scienza. Un rifugio dove prendersi una pausa dal ritmo frenetico del mondo, per respirare, riflettere e lasciarsi ispirare. Qui l’arte è condivisione e rinascita.
Civitanova Marche tra tradizione e fermento: la sfida dell’arte contemporanea
Civitanova Marche è una città dal passato culturale ricco, oggi però segnata da un’impostazione molto aziendalista. Il profitto domina spesso le dinamiche locali, soffocando quel sottile tessuto artistico e sociale che potrebbe rinvigorire la comunità. In questo scenario, Paola Tassetti si muove con determinazione, svelando la fragilità e l’effimero di un controllo economico che pretende di dominare tutto. La sua arte mette in luce trame sensibili, invisibili a chi guarda solo in superficie. Così l’arte diventa strumento per scoprire significati nascosti, costruire consapevolezza e tessere reti umane oltre la mera apparenza.
Il rapporto di Paola con la sua città è fatto di tenacia e responsabilità. Nonostante le difficoltà e un clima poco aperto all’innovazione, resta legata al suo territorio, considerandolo casa e base di partenza. La sua opera vuole ricucire fili spezzati, riportare alla luce una bellezza dimenticata, far ritrovare un respiro autentico in mezzo ai segni della vita quotidiana.
Qui l’arte non si ferma all’oggetto ma si estende all’esperienza condivisa, alla memoria collettiva e a nuovi modi di leggere il presente.
Anatomia, botanica e esoterismo: l’arte di Paola Tassetti cerca un’unità tra corpo e spirito
Paola Tassetti esplora campi diversi: biologia, botanica, anatomia e simboli esoterici. Le sue opere cercano di fondere il sentire umano con il mondo naturale, trattando ogni forma di vita come parte di un unico organismo. La sua ricerca si spinge dalla morfologia alla genetica, dalla fisiologia alla patologia, senza dimenticare il lato simbolico e metafisico dell’esistenza. Non è un caso: Paola vuole superare una visione fredda e oggettivante della natura, restituendole voce e presenza come soggetto vivo.
La sua arte aspira a una sorta di alchimia che restituisca sacralità al rapporto tra esseri viventi, rompendo schemi rigidi e separatori. Nelle sue immagini convivono anatomie umane, vegetali e minerali, in una simbologia che affonda le radici nella tradizione ma si rinnova nel presente.
La sua passione per la biodiversità e il legame tra natura e anima apre spazi di riflessione profonda sull’esistenza e sulla capacità di percepire il sacro dentro e fuori di noi.
L’importanza del legame umano e collettivo nel laboratorio di Paola Tassetti
Per Paola Tassetti la presenza delle persone è parte essenziale del processo creativo. Ha lavorato con chi vive situazioni particolari: ragazzi autistici, malati di Alzheimer, persone con disturbi psichici. Questi incontri hanno ampliato la sua comprensione del corpo come porta verso l’interiorità e il mondo emotivo. La sua arte diventa così una forma di comunicazione non verbale, un modo per esprimere ciò che spesso resta fuori dal linguaggio.
Nel laboratorio di Libera Idea si cerca di rompere solitudini e barriere personali, creando uno spazio dove ognuno possa sentirsi parte di un organismo più grande. Le opere nascono dall’incontro tra corpo, natura e immaginazione, restituendo un senso di comunità e continuità. Trasformare organi o foglie in soggetti pittorici diventa un modo per dare forma a emozioni complesse, un gesto di cura e ascolto che coinvolge artisti e partecipanti.
Il laboratorio si fa così quasi un luogo sacro, dedicato alla nascita collettiva di nuove forme di bellezza e senso. Qui la ricerca si fa pratica sociale, un esercizio di umanità condivisa e di reciproca rigenerazione. L’opera di Paola si presenta anche come un’esperienza inclusiva, capace di ridefinire i confini tra arte, cura e comunità.
