Bologna si prepara a vivere un ottobre all’insegna del jazz. Dal 13 ottobre all’8 novembre, la città – insieme a Ferrara, Forlì e l’intera area metropolitana – si trasformerà in un palcoscenico pulsante di suoni e emozioni. Sono oltre settanta gli appuntamenti previsti, sparsi tra teatri, jazz club, spazi insoliti e sale da concerto. Un programma ricco, che spazia dai nomi più celebri alle nuove proposte, attraversando tradizione e innovazione. Il festival, organizzato dalla Fondazione Bologna in Musica ETS, renderà omaggio a due leggende nate esattamente cento anni fa: Miles Davis e John Coltrane. Sarà un dialogo costante, un viaggio nella storia del jazz con un occhio sempre rivolto al futuro.
Quattro serate da non perdere: i protagonisti e i loro repertori
Il cuore del festival batte forte con quattro concerti di grande richiamo. Si comincia venerdì 16 ottobre, alle 21.15, all’Unipol Auditorium di Bologna con il Fabrizio Bosso Quartet. Con lui Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria. Presentano “Routes”, un album che mescola swing e bop classico con sonorità più moderne. Bosso guida il gruppo in un viaggio fatto di composizioni originali, eleganti e coinvolgenti.
Il 28 ottobre, sempre alle 21.15, al Teatro Celebrazioni, sul palco l’Al Di Meola Acoustic Trio. Il chitarrista americano, conosciuto anche per l’esperienza con i Return to Forever di Chick Corea, propone un concerto intimo, tutto acustico. La sua musica qui si fa più pura, radicata nella tradizione jazz ma sempre personale e vibrante.
Il 3 novembre, al Teatro Duse, arriva Kurt Elling insieme agli Yellowjackets con “Celebrate Weather Report”. Un omaggio alla storica band che ha segnato la fusion music. La voce improvvisativa di Elling si intreccia con la versatilità degli Yellowjackets, in un repertorio che spazia tra jazz, elettronica e ritmi articolati.
Chiude la serie il 6 novembre, di nuovo all’Unipol Auditorium, il pianista Emmet Cohen con il suo quintetto. Sul palco un tributo a due colossi nati nel 1926: Miles Davis e John Coltrane. Non solo una celebrazione, ma un incontro tra la tradizione americana e la freschezza delle nuove generazioni.
Jazz club in fermento: da Frida Bollani Magoni a Judith Hill e oltre
Il festival non vive solo nei grandi teatri. Nei jazz club più amati di Bologna, come il Bravo Caffè, si alternano artisti affermati e talenti emergenti. Si parte il 13 ottobre con Frida Bollani Magoni, seguita il giorno dopo da Jonis Bascir e Fabio Zeppetella. Il 21 ottobre sul palco Davide Pannozzo con Etienne Stadwijk e Steve Ferrone. Sarah Jane Morris arriva il 29 ottobre con la sua band diretta da Gianni Vancini. A novembre, sempre al Bravo, si esibiscono Judith Hill il primo, Steve White il 5 e Francesco Cavestri l’8.
Al Camera Jazz & Music Club la musica continua senza sosta: Vladimir Kostadinović il 15 ottobre, Claudio Fasoli il 17, Emiliano Pintori con un tributo a Gato Barbieri il 23, Rodney Whitaker il 24 e Pat Bianchi il 30. Il 31 ottobre Piero Odorici propone una rivisitazione jazz di Puccini, un incontro insolito tra due mondi. Il 7 novembre tocca al quintetto Wasted Generation.
Anche la Cantina Bentivoglio ospita concerti di qualità, dalla Doctor Dixie Jazz Band all’omaggio a Franco Cerri, fino al trio di Francesco Zampini con Jeff Ballard. Il Locomotiv Club arricchisce il cartellone con Idris Ackamoor & The Pyramids il 30 ottobre e Daykoda l’8 novembre. Ogni locale ha la sua atmosfera e il suo suono, spaziando dal jazz più classico a sperimentazioni audaci, tra strumenti acustici e contaminazioni.
Giovani protagonisti e laboratori: il festival guarda al futuro
Il futuro del jazz passa anche dai giovani. Binario69, punto di riferimento per gli under 35, ospita concerti come quello dell’Edoardo Ferri Quintet il 13 ottobre, Max Puglia il 20, Quartetto Tarot il 22 e Antonello Losacco il 27. Hania Derej suona il 17 ottobre, mentre il duo First Impulse si presenta il 29. Il 4 novembre si chiude con il laboratorio Afro-Beat diretto da Guglielmo Pagnozzi.
Lo Sghetto Club propone appuntamenti importanti: Claudio Vignali con il cantante Devon Miles il 14 ottobre, Yemen Blues il 18, Ashley Henry il 23, Zangbeto il 30 e il Trio Grande con Will Vinson, Gilad Hekselman e Nate Wood l’8 novembre.
La collaborazione con il Conservatorio “G. B. Martini”, il Liceo musicale “L. Dalla” e il Museo internazionale e biblioteca della musica permette di ampliare l’offerta con conferenze, lezioni-concerto, workshop e iniziative per studenti. Il 31 ottobre la Sala Bossi ospita la Martini Big Band, nata da un progetto dedicato a Miles Davis e diretta da Michele Corcella, con la partecipazione del solista Alex Sipiagin. Sono momenti preziosi per approfondire e incontrare chi vive di jazz ogni giorno, rafforzando il legame tra musicisti e pubblico giovane.
Nuove location e ospiti di spicco arricchiscono il festival
Il programma si amplia con due serate al MAST.Auditorium: Danilo Rea si esibisce in piano solo il 26 ottobre; il 4 novembre Miguel Zenón e Luis Perdomo portano un viaggio musicale con radici caraibiche. Fuori dai circuiti tradizionali, il jazz arriva anche al Baumhaus, che il 31 ottobre ospita Danalogue e il 7 novembre Svaneborg Kardyb. Al Dude suonano Guglielmo Pagnozzi con Paolo Prosperini il 23 ottobre e il Gipsy Lab Duo il 3 novembre.
Il festival si spinge anche in periferia e nei comuni limitrofi: dal Centro Culturale Sandro Pertini di Zola Predosa al Torrione Jazz Club di Ferrara, con un calendario dedicato a jazz contemporaneo e ricerca, fino agli appuntamenti nella provincia di Forlì. Questa distribuzione territoriale è un segno distintivo che negli anni ha consolidato una rete solida tra il festival e i protagonisti culturali locali.
L’immagine del festival firmata da Tanino Liberatore: jazz e arti visive a braccetto
L’identità visiva del Bologna Jazz Festival 2026 è affidata a Tanino Liberatore, celebre illustratore e autore di fumetti, noto per il personaggio Ranxerox. La collaborazione con Liberatore prosegue un percorso iniziato anni fa, che mette insieme musica e arti visive. Le sue opere, visibili sulle bacheche di CHEAP on Board, sui materiali del festival e sull’Autobus del Jazz, creano un ponte tra jazz e grafica.
Il 19 ottobre Liberatore sarà ospite all’Accademia di Belle Arti di Bologna per un incontro pubblico, promosso con l’associazione Hamelin. Un’occasione per avvicinare il linguaggio musicale a quello editoriale e visivo, ampliando gli orizzonti del festival. Questa attenzione all’incontro tra jazz e altre forme d’arte si unisce agli appuntamenti dedicati ai centenari di Miles Davis e John Coltrane, momenti di riflessione sull’eredità e il futuro della musica improvvisata.
Date, biglietti e organizzazione: come vivere il Bologna Jazz Festival 2026
Il festival prende il via martedì 13 ottobre con un aperitivo al WP Store e un DJ set del produttore Matteo Beccati. La programmazione va avanti fino all’8 novembre, con eventi spesso sovrapposti in diversi luoghi: consultare il calendario ufficiale è fondamentale per non perdere nulla. I biglietti per i quattro concerti principali si acquistano su Vivaticket, mentre l’ingresso agli eventi nei club segue modalità diverse, gestite da ciascuna sala.
Chi vuole seguire più serate può valutare la Bologna Jazz Card. Il sito del festival è sempre aggiornato con orari, cambi di programma e novità. Anche quest’anno, grazie all’ampia diffusione sul territorio e alla qualità del cartellone, il Bologna Jazz Festival si conferma un appuntamento di riferimento nell’autunno italiano dedicato al jazz e alla musica improvvisata.
