La cultura è un ponte tra passato e futuro, dice Giacomo Fornari, che dal 1° novembre 2026 prenderà le redini del Politecnico delle Arti di Bergamo. Fondato solo tre anni fa, questo istituto è già un punto di riferimento nel panorama artistico italiano, un luogo dove musica e arti visive si mescolano, respirando la vitalità di una città in continuo movimento. Bergamo non è mai stata così viva, con tradizioni che si riscoprono e sperimentazioni che aprono nuove strade. Fornari eredita un progetto ambizioso, pronto a spingersi oltre, senza perdere di vista le radici profonde che lo hanno fatto nascere.
Bergamo: un polo artistico nato dall’unione di due storiche istituzioni
Anche se giovane, il Politecnico delle Arti affonda le radici in una storia ben più lunga. Nel 2023 è nato dall’unione del Conservatorio Gaetano Donizetti, fondato nel 1806, e dell’Accademia di Belle Arti Giacomo Carrara, che risale addirittura al 1794 grazie al conte Giacomo Carrara. Fu proprio lui a creare una scuola di pittura e la celebre Pinacoteca Carrara, pietra miliare della cultura bergamasca.
Mettere insieme queste due realtà storiche ha dato vita a un modello formativo nuovo in Italia, basato su una forte interdisciplinarità. Quell’operazione, nata inizialmente per ottimizzare risorse e contenere spese, si è trasformata presto in un’occasione per alzare il livello e l’efficacia dell’offerta educativa. Il lavoro congiunto di Conservatorio e Accademia ha creato un percorso di eccellenza che spazia dalla musica alle arti visive, incoraggiando la sperimentazione e il confronto con realtà accademiche internazionali.
Le ambizioni sono grandi: nel 2028 è previsto un passo importante con il trasferimento del Conservatorio nell’ex Convento dei Celestini, che diventerà un polo moderno e all’avanguardia. Un ulteriore salto per consolidare il Politecnico come centro di riferimento artistico e culturale.
Fornari al timone: una scelta frutto di una sfida serrata
Giacomo Fornari è emerso vincitore da una selezione molto combattuta, decisa con un ballottaggio il 28 e 29 settembre 2026. Al primo turno nessuno aveva la maggioranza assoluta, ma al secondo Fornari ha ottenuto 27 voti contro i 20 di Umberto De Paola. Il presidente Giorgio Berta ha voluto sottolineare l’alto livello dei candidati, definendoli “tutti di primo piano”, a conferma della serietà del processo.
Nato nel 1963 a Brescia, Fornari ha un curriculum solido e internazionale. Laureato in musicologia a Pavia, ha proseguito gli studi in Germania, a Heidelberg e Tübingen, dove ha conseguito il dottorato con lode, concentrandosi sul declino della musica strumentale italiana nella seconda metà del Settecento.
La sua esperienza spazia tra università italiane, tedesche, giapponesi e russe. Dal 1998 al 2002 è stato responsabile scientifico dell’Associazione Mozart Italia a Rovereto, organizzando convegni annuali. Ha diretto la collana musicologica “Profili” per l’editore Libreria Musicale Italiana e pubblicato numerosi saggi e monografie su Mozart.
Negli ultimi anni ha guidato il Conservatorio Monteverdi di Bolzano per due mandati consecutivi. Nel 2023 ha fondato a Bressanone il Festival Mogarte Friends, di cui è tuttora direttore artistico. Dal 2024 siede nel consiglio direttivo del Festival pianistico internazionale di Brescia e Bergamo, mentre dal 2026 è direttore artistico dell’Orchestra Sinfonica ICO 131 di Potenza e Basilicata.
“Condividere per crescere”: il progetto culturale di Fornari e il legame con il territorio
Il programma di Fornari si riassume in un motto semplice ma efficace: “Condividere per crescere”. Il suo obiettivo è mettere al centro il dialogo e il confronto, strumenti fondamentali per far crescere l’istituto. Vuole portare il Politecnico a giocare un ruolo di primo piano nel panorama culturale, offrendo didattica e ricerca di qualità senza paragoni.
Un punto chiave della sua strategia è rafforzare i legami con il territorio e le sue realtà culturali. Fornari punta su una politica culturale che metta al centro il “benessere culturale”, sfruttando la sinergia tra musica e arti visive. Il Politecnico deve diventare un interlocutore affidabile per la comunità, capace di pensare in modo interdisciplinare e anticipare le tendenze artistiche.
Con il suo ricco patrimonio storico, l’istituto rappresenta un punto di riferimento per docenti e studenti, offrendo ampie opportunità professionali. Fornari vuole ampliare l’offerta didattica, arricchendola con progetti culturali, artistici e di ricerca che contribuiscano al benessere della comunità bergamasca.
Dietro questa visione c’è la convinzione che il Politecnico possa essere il motore culturale di Bergamo, una città dove tradizione e innovazione si incontrano e possono dare nuovi stimoli per la crescita artistica e sociale. Il cambio alla guida apre così una nuova fase per un’istituzione che continua a crescere e a ritagliarsi un posto di primo piano tra le realtà culturali più dinamiche del 2026.
