Il 5 novembre 2025 Milano si trasforma, accendendo un progetto unico nel suo genere. Allo Sbagliato apre le porte per sette settimane, fino al 19 dicembre, offrendo un’esperienza lontana dai soliti schemi. Non è solo un club, ma un laboratorio culturale e musicale dove ogni serata riserva una sorpresa diversa. Dietro tutto questo c’è Marco Mengoni, che con il suo ruolo di direttore creativo vuole rompere gli schemi e riscrivere le regole dell’intrattenimento.
Marco Mengoni: il “sbagliato” che fa da guida artistica
Non solo cantante, ma vero e proprio regista di questo progetto. Per Mengoni, “sbagliato” vuol dire uscire dai binari, evitare la prevedibilità e lasciare il pubblico a bocca aperta. Questo spirito si respira in tutto: dal palinsesto agli allestimenti, dal rapporto con chi assiste agli spettacoli.
Sul palco Mengoni salirà 26 volte, 15 a novembre e 11 a dicembre. Ogni serata sarà diversa: scalette nuove, mix di suoi brani, cover, improvvisazioni. Un esperimento che richiama l’atmosfera dei club di New York e delle capitali europee, dove l’improvvisazione è protagonista.
Ma non c’è solo musica. Il progetto si apre a comicità, DJ set, performance artistiche, con ospiti come Luca Ravenna, Mace e Benjamin Clementine. Un programma vario, pensato per chi cerca qualcosa di diverso dal solito mainstream.
Allo Sbagliato: un locale che cambia pelle
Non un semplice club, ma uno spazio che si trasforma a seconda dell’occasione. Teatro, atelier, galleria d’arte: tutto in uno. L’arredo è un mix di design contemporaneo, tocchi vintage e suggestioni underground.
Con 500 posti totali, distribuiti tra seduti e in piedi, Allo Sbagliato crea un ambiente raccolto, ideale per mettere in contatto diretto artisti e pubblico. Il design, curato da Kartell insieme a Mengoni, punta su pezzi iconici e un’estetica che valorizza l’unicità del luogo. Le luci, firmate Davide Groppi e Ingo Maurer, sono studiate per evocare l’imperfezione e l’autenticità che animano tutto il progetto.
Off-line per davvero: il pubblico senza smartphone
La vera rivoluzione è il ritorno alla presenza pura. Niente cellulari durante gli spettacoli: vengono ritirati e custoditi in apposite custodie. L’idea è chiara, si vuole che chi partecipa resti nel momento, senza distrazioni o l’ossessione di filmare e postare.
Naturalmente, in caso di emergenza, ci sono zone dedicate dove usare il telefono. L’ingresso è anche un’esperienza artistica, arricchita dalle opere delle giovani Sabrina Rosenheim e Carla Giaccio Darias, che trasformano il concetto di “sbagliato” in forza creativa.
Musica dal vivo, vera e senza filtri
Sul palco nessun trucco: tutto suonato dal vivo, senza campionamenti o basi preregistrate. La band è formata da musicisti con strumenti acustici e analogici: pianoforte verticale, organo, batteria, basso, chitarra, fiati e cori. Il suono è caldo, autentico.
I musicisti sono scelti per la loro capacità di improvvisare e adattarsi. Non accompagnano solo Mengoni, ma costruiscono insieme a lui ogni brano, creando un dialogo continuo con il pubblico. La musica diventa così un momento condiviso, senza barriere tra palco e platea.
Ospiti e appuntamenti: un calendario ricco e imprevedibile
Allo Sbagliato non è solo Mengoni. Il programma ospita artisti di vario genere, dalla comicità ai DJ set, passando per musicisti che portano nuove contaminazioni. Mengoni stesso si muove tra diversi ruoli, anche fuori dalla musica tradizionale.
Tra gli ospiti più attesi ci sono Luca Ravenna, Faccianuvola e Benjamin Clementine. Ogni serata è un capitolo a sé, frutto di scelte personali e di un gusto che abbraccia mondi lontani dalla comfort zone.
Design e atmosfera: un mix di innovazione e tradizione
L’allestimento riflette la cura maniacale per il dettaglio e l’esperienza di Mengoni nel campo del design e della performance. La collaborazione con Kartell ha creato uno spazio dove estetica e funzione si incontrano.
I mobili di Porro, storica azienda artigianale, contribuiscono a un’atmosfera che unisce rigore e libertà. Le luci di Davide Groppi e Ingo Maurer trasformano il locale in un contenitore speciale, dove ogni dettaglio esalta il senso di “sbagliato” come bellezza imperfetta e autentica.
In un’epoca dominata dai social, Allo Sbagliato punta a offrire un’esperienza unica, irregolare e irripetibile. Qui il pubblico torna a essere protagonista, non semplice spettatore. Una scommessa che promette di diventare uno degli appuntamenti più interessanti e coinvolgenti di Milano nel 2025.
