Dal Gianicolo, la vista su Roma è un colpo al cuore: il Tevere si snoda lento tra i tetti antichi, mentre il centro storico si stende come un quadro vivente. Chi ha camminato vicino a Trastevere conosce bene quella terrazza panoramica, affollata di turisti e romani che cercano un attimo di respiro. Ma proprio sotto quel balcone sul mondo, nascosto agli occhi distratti, c’è un angolo raro: la Fontana dell’Acqua Paola, imponente e silenziosa, e dietro, un giardino segreto che sembra fermo nel tempo. Pochi lo sanno, e ancora meno l’hanno visto al calar del sole, quando il silenzio avvolge tutto e la città cambia volto. Qui si tocca con mano un pezzo di Roma che sfugge ai percorsi più battuti, un intreccio di storia, arte e natura che aspetta solo di essere scoperto.
La Fontana dell’Acqua Paola, conosciuta dai romani semplicemente come “Fontanone”, ha origini che risalgono ai primi decenni del Seicento. Fu costruita tra il 1610 e il 1614 grazie agli architetti Giovanni Fontana e Flaminio Ponzio, con la scultura di Ippolito Buzio. Per realizzarla si riutilizzarono marmi provenienti da antichi monumenti romani come il Foro Romano e il Tempio di Minerva, trasformando materiali di recupero in uno spettacolo barocco di grande impatto. La fontana celebra l’arrivo dell’Acquedotto Traiano-Paolo, opera idrica rinnovata da papa Paolo V Borghese per portare acqua fresca dal lago di Bracciano alle zone sulla riva destra del Tevere: Borgo, Vaticano e Trastevere.
All’inizio, la fontana era composta da cinque vasche piccole, ciascuna sotto un’arco in pietra, alcune delle quali sono ancora visibili oggi. Verso la fine del Seicento, però, Carlo Fontana, nipote di Giovanni, ridisegnò la struttura creando un grande bacino a forma di emiciclo. Il risultato fu una fontana più monumentale, ricca di dettagli barocchi che ancora oggi restano impressi nell’immaginario dei romani. Sulla facciata si vedono gli stemmi della famiglia Borghese, con draghi e aquile, insieme a quelli pontifici e a un’incisione latina che ricorda papa Paolo V.
Nel tempo la fontana è stata restaurata più volte per mantenere la sua imponenza, con puliture regolari soprattutto negli ultimi vent’anni. Artisti e scrittori come Goethe l’hanno ammirata, e il cinema le ha regalato nuova fama: uno degli scorci più noti appare nel film “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino. La Fontana dell’Acqua Paola è così un ponte tra la storia di Roma e l’arte contemporanea, un simbolo senza tempo a due passi dal cuore pulsante della città.
Dietro la grande fontana si apre un luogo meno conosciuto rispetto alla terrazza e alla piazza: i Giardini dell’Acqua Paola, noti anche come il “giardino segreto”. In origine questo spazio verde si estendeva fino alle Mura Gianicolensi e dal 1660 ospitava un Orto Botanico, poi spostato vicino a Villa Corsini alla fine dell’Ottocento. Dopo quel trasferimento, l’area dietro la fontana ha subito diverse trasformazioni nel corso del Novecento, perdendo in parte la sua funzione originaria.
Nonostante un periodo di abbandono, una parte del giardino è rimasta intatta, nascosta e accessibile tramite una piccola scalinata in via Garibaldi 30. Entrandoci si scopre un punto di vista raro e meno frequentato sulla fontana. Tra il verde, tra pietre antiche e installazioni di rilievo, si trovano colonne, capitelli e un sarcofago dal disegno classico. C’è anche una piccola fontana a ninfeo datata fine Seicento, decorata con i simboli Borghese – aquile e draghi – e sormontata dallo stemma di papa Innocenzo XII Pignatelli, in carica tra il 1691 e il 1700.
Nel giardino si apre anche un ambiente loggiato vicino al Fontanone, ricco di iscrizioni ancora leggibili. Tra queste spicca una dedica all’Acquedotto Vergine e diversi stemmi papali, che confermano l’importanza storica del luogo. Una lapide murata mostra la pianta dettagliata dei condotti di questo antico acquedotto, rivelando la complessità delle opere idrauliche romane e il loro valore ancora oggi. Questo giardino non è solo una zona verde, ma un vero e proprio archivio nascosto di storia, dove ogni pietra racconta un pezzo della grande Roma barocca.
Fino al 29 settembre 2026, c’è la possibilità di scoprire questo angolo nascosto proprio nel cuore di Roma. I Giardini dell’Acqua Paola sono aperti gratis dal lunedì al venerdì, dalle 18.30 alle 20, nell’ambito del programma “Eventi a Fontana 2026”. L’iniziativa è promossa dall’Associazione Il Posto delle Fragole con il patrocinio del Comune di Roma e la direzione artistica di Gabriele Manili.
Il giardino non è solo un luogo da visitare, ma diventa teatro di eventi culturali: spettacoli teatrali, concerti, laboratori di scrittura e conferenze artistiche animano l’estate, dando nuova vita a questo spazio. Oltre alle attività a pagamento, si può entrare liberamente prima dell’inizio degli eventi, per godersi in tranquillità il verde e l’architettura storica.
Nel programma c’è anche un’area per il bookcrossing, un modo originale di scambiare libri mentre si ammira un posto poco conosciuto ma pieno di fascino. Le visite al tramonto regalano una luce calda che avvolge tutta la zona, rendendo l’esperienza ancora più suggestiva per chi vuole staccare dal caos della città. L’ingresso si trova in via Garibaldi 30; per informazioni e prenotazioni è attivo il numero 328 6692116.
Entrare in questo angolo unico di una delle città più visitate al mondo è un’occasione preziosa per scoprire la storia e la natura di Roma da un punto di vista diverso, seguendo strade meno battute ma ricche di emozioni.
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