A Radda in Chianti, un blu intenso avvolge le vie del borgo, catturando subito lo sguardo. Non si tratta di un caso: è la firma cromatica di Sergio Fiorentino, che nel 2026 trasforma il centro storico in una mostra a cielo aperto. Le sue opere si insinuano tra piazze e vicoli, evocando il Mediterraneo, il mare e un tempo che sembra fermarsi. Camminando, ci si immerge in questa tonalità profonda, capace di unire l’antico fascino del luogo a un presente carico di energia.
Radda Arte 2026 nasce come un’esperienza culturale che mette in dialogo l’arte contemporanea con la comunità. Grazie al supporto di Fondazione Caris e del Comune, e al lavoro della curatrice Mila Sturm e dell’associazione Radda Estate d’Arte APS, il paese si è trasformato in una galleria diffusa. Oltre alle opere di Fiorentino, sono protagonisti anche 23 studenti del Liceo Artistico Duccio di Buoninsegna di Siena, che con la serie Blue: Fiorentino and me hanno portato la loro voce sulle mura del borgo.
Coinvolgere i ragazzi è stata una scelta strategica, un modo per far crescere un confronto tra generazioni e linguaggi diversi. Attraverso workshop e incontri, hanno reinterpretato il blu, esprimendo emozioni e idee che ora si vedono sulle pareti esterne, solitamente riservate a manifesti e cartelli. Il risultato è un’energia nuova che cambia volto alla città.
A Radda Fiorentino porta una selezione delle sue opere più emblematiche, tutte unite dal blu oltremare che domina pitture, sculture e installazioni. Nato a Catania e formatosi all’Accademia di Belle Arti, vive e lavora a Noto in un ex convento. La Sicilia resta il cuore pulsante della sua arte, che ora si fa viva nel Chianti.
La sua terra si legge nelle forme e nei richiami barocchi, come nelle sculture della serie Segreti, ispirate ai reliquiari medievali. Le figure sacre, posizionate tra la chiesa di San Niccolò e Santa Maria Novella, rinnovano un senso di spiritualità, non in chiave religiosa stretta, ma come emozione e storia condivisa. Materiali, colori e forme raccontano una storia che affonda le radici nel passato ma parla al presente.
Il percorso espositivo si snoda dal sagrato della chiesa principale lungo le vie del paese, con installazioni all’aperto che guidano il visitatore in un’immersione graduale nel blu profondo di Fiorentino, mescolando natura, simboli e umanità.
Il blu oltremare è il segno distintivo di Fiorentino, un colore usato con forza e carica di significati. Per lui è “sacro ma non religioso”, un richiamo alle origini mediterranee, alla vita e al tempo infinito. Questo pigmento evoca il mare che bagna la Sicilia e la lunga storia delle culture che l’hanno attraversata.
Il blu di Fiorentino dialoga con l’arte locale e mediterranea: dal lapislazzuli degli affreschi bizantini alla decorazione del Duomo di Monreale, fino ai toni moderni dell’International Klein Blue. Le sue opere portano tracce, segni e graffi che parlano di tempo passato. La luce che si riflette su queste superfici sembra muoversi, offrendo un’energia che spinge lo sguardo oltre l’orizzonte.
Non solo pittura: anche sculture e installazioni vibrano di questo blu, creando un universo coerente dove si intrecciano memoria, spiritualità e natura. Il colore diventa metafora di un dialogo tra passato e presente, tra cultura e contemporaneità.
Le sculture di Fiorentino si concentrano sul concetto di sacralità, lavorando materiali e forme con grande essenzialità. I riferimenti ai reliquiari barocchi siciliani emergono chiaramente, mostrando un confronto tra dimensione terrena e divina. Le figure a forma di cranio, sparse per il percorso, suggeriscono un’identità sospesa fra memoria e attualità.
Questi lavori, inseriti nel tessuto urbano di Radda, invitano a riflettere su tempo e identità. Il blu oltremare delle superfici è attraversato da venature dorate, che ricordano i raggi del sole sul mare al tramonto. La luce, qui, diventa simbolo di una forza invisibile che si fa sentire attraverso la materia e il colore.
Tra le opere si avverte un dialogo ideale con artisti come Yves Klein, che ha usato il blu per rappresentare l’assoluto. Ma nel lavoro di Fiorentino il colore si carica di una spiritualità antica, legata alla cultura mediterranea. La sacralità diventa così un’esperienza estetica che coinvolge chi guarda, mettendo in relazione opera e vissuto.
Le installazioni nelle chiese e nelle piazze creano un confronto suggestivo con il paesaggio, mescolando sacro e profano, tradizione e arte contemporanea. Radda Arte 2026 si conferma così uno degli appuntamenti culturali più interessanti dell’anno.
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