Nel cuore pulsante di Venezia, Jewel ha scelto di lanciare il suo progetto più ambizioso: Matriclysm: An Archaeology of Connections Lost. Non ĆØ solo una mostra, ma un viaggio intenso che intreccia musica, arte visiva e riflessioni profonde sullāidentitĆ femminile. Qui, in un luogo carico di storia, emerge una domanda urgente: che cosa succede quando perdiamo il contatto con quella parte di noi? Non ĆØ solo un vuoto personale. Ć un lento sgretolarsi dei legami umani, delle connessioni con il mondo che ci circonda. Nel Salone Verde, tra dipinti vibranti, sculture e installazioni che catturano lo sguardo, si apre uno spazio dove ogni senso viene sollecitato, dove ogni spettatore può ritrovarsi, smarrito o ritrovato, in unāesperienza che lascia il segno.
Dalla musica alle arti visive: il percorso poliedrico di Jewel a Venezia
La Biennale Arte di Venezia ha aperto le sue porte a Jewel, cantautrice e artista visiva statunitense conosciuta a livello mondiale, ma poco nota per i suoi legami profondi con pittura e scultura. Fin da adolescente, quando frequentava lāInterlochen Arts Academy, Jewel coltivava la passione per il disegno e le forme plastiche. Matriclysm ĆØ una vera e propria sfida: la sua mostra più ampia mai realizzata, che riunisce dipinti, arazzi, sculture e installazioni sonore, frutto di un lavoro intenso e durato anni. Curata da Joe Thompson, la rassegna nasce in collaborazione con il Crystal Bridges Museum of American Art e trova nel Salone Verde lāambiente perfetto per esprimere tutta la forza delle sue diverse forme artistiche.
Ogni pezzo dellāesposizione sembra vibrare di una frequenza particolare, accompagnata da una colonna sonora creata dalla stessa Jewel, che si fonde con dati scientifici raccolti da sensori oceanografici e astronomici. Ć come se mari e stelle suggerissero melodie tradotte in musica e immagini, dando vita a unāarmonia sottile e pulsante. Le sculture e i tessuti si trasformano cosƬ in simboli di un mito antico e sempre attuale, che vede il femminile come fulcro di un equilibrio profondo tra natura e uomo.
Armonia femminile al centro: il messaggio di Matriclysm
Il cuore dellāinstallazione di Jewel non ĆØ una semplice denuncia o critica sociale, ma una riflessione profonda sullāarmonia. Lāartista tiene a precisare che non si tratta di contrapporre o demonizzare il maschile, ma di riconoscere una rete più ampia che include culture, ecosistemi e relazioni. In molte tradizioni indigene, lāarmonia ĆØ un sistema olistico che guarda allāintero organismo vivente, non alla lotta tra opposti.
Il progetto esplora con delicatezza come nella storia le donne siano state spesso venerate ma anche oppresse, sia in ambito medico che spirituale, e racconta tre figure archetipiche rimaste intatte: la First Mother, le Seven Sisters e il Heart of the Ocean. Questi simboli sono un filo rosso che attraversa tutta la mostra, collegando il personale al globale, facendo emergere pian piano ciò che è stato nascosto o dimenticato. Il mito si intreccia con dati scientifici e radici culturali antichissime, offrendo uno sguardo che presenta il femminile come fonte di saggezza e cura.
Mito e scienza: la musica e le immagini che nascono dal cielo e dal mare
La sfida di Jewel ĆØ stata unire elementi apparentemente lontani, ma in realtĆ profondamente connessi: mitologia, fisica, dati sulle onde oceaniche e radiazioni stellari. In Seven Sisters, per esempio, ha usato i pattern di radiazione luminosa della stella Maia, rilevati dal telescopio Kepler, trasformandoli in luci e suoni che fluttuano e cambiano nellāopera. Lāidea nasce dallāosservazione del cielo come ambiente vivo, dove ogni stella ha una āvoceā propria e la melodia si muove nel gruppo come un coro in continuo divenire.
Lāartista ha poi condensato in una composizione di dodici minuti il tempo e lo spazio di un viaggio immaginario verso le Pleiadi, unendo matematica e musica in parallelo alla scienza dellāuniverso. Questo intreccio di influenze dĆ vita a unāopera complessa, capace di raccontare storie antiche senza perdere la naturalezza di una narrazione che coinvolge corpo, emozioni e ragione.
FemminilitĆ da riscoprire: menopausa, maternitĆ e sessualitĆ raccontate dallāarte
Tra le immagini più forti di Matriclysm ci sono la donna che si fonde con le radici di un albero e quella seduta su una sedia in fiamme. La prima richiama il legame antichissimo con la terra, ma parla anche di un passaggio della vita femminile spesso frainteso: la menopausa. Jewel sottolinea come questa fase, unica nella specie umana, sia stata vista più come una maledizione che come un momento di saggezza e trasmissione. La donna con le radici simboleggia un legame profondo e vitale, la capacità di nutrire e insegnare.
La figura della donna in fiamme ĆØ volutamente ambigua: può richiamare la ācaccia alle stregheā contemporanea, la pressione a raggiungere la perfezione in ogni ambito, ma anche la passione e il desiderio, spesso rimossi dal discorso pubblico. Questo tema si riflette anche nelle opere sulla maternitĆ e la contraccezione, tra cui alcuni vibratori di design esposti nella mostra. Jewel ricorda la loro origine medica, usati un tempo per ācurareā lāisteria femminile, un mito legato a visioni antiche e patriarcali.
Heart of the Ocean: una scultura che vive al ritmo dei dati climatici
Lāultima creazione di Jewel, Heart of the Ocean, porta con sĆ© una forte carica attuale. Questa scultura ādada viventeā cambia continuamente aspetto e suoni, aggiornandosi ogni dodici minuti con dati su precipitazioni, temperatura e altri indicatori dellāoceano. Il gioco di colori e suoni diventa cosƬ un linguaggio diretto, dove un rosa acceso rappresenta i delfini e altri segnali richiamano il sole o la flora marina.
Il momento più toccante arriva quando lāopera sintetizza 1500 anni di riscaldamento degli oceani in pochi secondi: allora si tinge di rosso, emette un suono dāallarme e āmuoreā, per poi rigenerarsi e ricominciare il ciclo. Un messaggio chiaro e potente sulla crisi ambientale, reso tangibile e visibile attraverso lāarte.
Intelligenza artificiale e ricordi di famiglia: tra emozione e tecnologia
Jewel ha usato lāintelligenza artificiale in alcune delle sue opere più intime, dedicando un lavoro speciale alle matriarche della sua famiglia. Ha fornito allāIA fotografie di madre, nonne e zie, ottenendo un risultato che fonde tecnologia e memoria personale. Lāartista affronta questo tema con luciditĆ : lāIA ĆØ un ārodeoā inevitabile e inarrestabile, con cui dovremo imparare a convivere. La sua forza potrebbe mettere in crisi molte certezze, ma non può ancora essere dotata di cuore o coscienza.
Lāapproccio di Jewel invita a riflettere su equilibrio, responsabilitĆ ed empatia in un mondo dove scienza, mito e tecnologia si intrecciano come mai prima.
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La mostra di Jewel resterĆ aperta fino al 22 novembre 2026 al Salone Verde di Venezia. Unāoccasione da non perdere per chi vuole scoprire un dialogo originale tra arte e realtĆ contemporanea, che unisce passato ancestrale e futuro imminente.
