Giovanni Agostino da Lodi: il maestro riscoperto del Rinascimento lombardo-veneziano
Per decenni, Giovanni Agostino da Lodi รจ rimasto un enigma. Le sue opere venivano attribuite a un fantomatico โPseudo Boccaccinoโ, un nome inventato per raggruppare quadri simili ma senza un vero autore riconosciuto. Gli storici dellโarte si affidavano a sottili dettagli stilistici, tentativi spesso incerti che lasciavano piรน domande che risposte. Poi, un colpo di scena: una tavola firmata conservata alla Pinacoteca di Brera ha sciolto ogni dubbio. Giovanni Agostino emerge cosรฌ dal passato, pittore lombardo formato nella Milano che respirava lโaria di Leonardo, prima di spostarsi a Venezia e infine tornare in patria. Ora, una mostra a Brera svela il suo percorso, fatto di colori intensi, atmosfere sospese e dialoghi serrati con i maestri del Rinascimento.
Il ritrovamento di Giovanni Agostino e la nuova identitร del pittore
Solo pochi decenni fa, le opere di questo artista erano confuse sotto il nome di Pseudo Boccaccino, una definizione nata per raggruppare dipinti con tratti simili, ma senza una precisa attribuzione. Questo nome veniva da un paragone stilistico con Boccaccio Boccaccino, senza perรฒ una corrispondenza totale. ร una pratica comune negli studi dโarte quando mancano firme o documenti certi: si cerca di identificare un autore โper manoโ.
La svolta รจ arrivata con una tavoletta firmata, custodita a Milano nella Pinacoteca di Brera, che ha permesso di dare un volto e un nome precisi: Giovanni Agostino da Lodi. La scoperta ha fatto scalpore perchรฉ ha consentito di rimettere ordine in un insieme di opere finora confuse o mal attribuite, cambiando cosรฌ la prospettiva sul panorama artistico lombardo e veneziano dei primi anni del Cinquecento.
La mostra a Brera si basa proprio su questa opera chiave. Grazie a prestiti importanti da istituzioni come il Louvre, gli Uffizi e la National Gallery di Londra, lโesposizione offre un quadro ampio e stimolante. Le Sale Napoleoniche diventano il palcoscenico dove storia e arte si incontrano attorno a un maestro riscoperto, ancora oggi al centro di dibattiti e studi.
Da Milano a Venezia: il percorso di un pittore in movimento
La vita di Giovanni Agostino si svolge tra Milano e Venezia, due poli creativi che allโepoca erano fucine di talento. Le fonti, anche se poche, indicano una formazione milanese negli ultimi anni del Quattrocento. Qui il pittore si sarebbe formato accanto a nomi come Foppa, Butinone, Zenale, Bramantino e, naturalmente, Leonardo da Vinci, la cui influenza si vede in certi dettagli della composizione e nel trattamento della luce.
La mostra mette in luce questi legami, con accostamenti precisi che mostrano come Agostino dialogasse con i suoi contemporanei. La sua partenza per Venezia, verso la fine del secolo, segna una nuova fase. Qui firma opere come la celebre Pala dei Barcaioli, commissionata per la cappella della scuola dei traghettatori sullโisola di San Cristoforo della Pace.
Questa pala ha spesso diviso la critica, attribuita a volte ad Alvise Vivarini o al Pseudo Boccaccino, fino a quando unโanalisi piรน approfondita lโha finalmente ricondotta allโofficina di Agostino. A Venezia, il pittore entra in contatto con figure di spicco come Giorgione, il giovane Dรผrer, Perugino e Andrea Solario, assorbendo e confrontandosi con le correnti piรน fresche e innovative del momento. Questo periodo si traduce in una tavolozza piรน ricca e in unโespressivitร piรน forte, caratteristiche che segnano i suoi capolavori lagunari.
Il ritorno a Milano e la maturitร artistica nel fermento del Rinascimento
Intorno al 1510, Agostino torna a Milano, dove รจ documentato nel quartiere di Santo Stefano in Brolo. Le ragioni del ritorno non sono del tutto chiare: la guerra tra la Lega di Cambrai e Venezia potrebbe aver spinto molti artisti ad abbandonare la Laguna, ma anche il vivace mercato milanese sotto la dominazione francese rappresentava un richiamo importante.
In questa cittร , il pittore si inserisce in un ambiente artistico molto vivace, con protagonisti come Luini, Boltraffio, Marco dโOggiono, Bergognone, Zenale e Bramantino. Questโultimo, oltre che pittore, era attivo anche in architettura, contribuendo a definire le forme del Rinascimento lombardo.
Agostino lavorรฒ anche in team con altri grandi, come nella Presentazione al tempio realizzata insieme a Bergognone. Questo dipinto a due mani รจ interessante perchรฉ mette a confronto due stili diversi ma complementari, uniti da un legame forte.
La mostra di Brera presenta con cura anche una serie di disegni, che testimoniano la capacitร di Agostino sia come ideatore sia come tecnico. I suoi schizzi ricordano in certi tratti lo stile leonardesco, con attenzione ai dettagli dei volti e qualche accenno di caricatura, segno di uno sguardo acuto sulla realtร e sullโessere umano.
La mostra a Brera: unโoccasione per riscoprire un talento dimenticato
Fino a settembre 2026, Milano ospita una mostra imperdibile per chi vuole scoprire o approfondire Giovanni Agostino da Lodi. Si parte proprio dalla tavoletta dei Santi Pietro e Giovanni Evangelista, lโunica opera firmata direttamente dal pittore, che ha permesso di riorganizzare e attribuire con piรน certezza molte opere.
Il percorso mette in evidenza le sfumature stilistiche e i confronti con gli artisti coevi, mostrando come Agostino abbia dialogato con la pittura di Boccaccio Boccaccino, Alvise Vivarini, Bramantino e Giorgione. Proprio con questโultimo si instaura un confronto importante sul tema delle etร dellโuomo, un soggetto molto caro agli artisti dellโepoca.
Tra le opere piรน significative in mostra ci sono la Pala dei Barcaioli, la Madonna col Bambino e san Sebastiano e lโAdorazione dei Magi, tutte segnate da richiami alle scuole veneziana e milanese. Questi lavori mostrano la doppia anima di un artista che si muove tra le suggestioni cromatiche di Venezia e la ricerca formale lombarda.
Questo viaggio tra Milano e Venezia, che ricompone unโidentitร artistica a lungo nascosta, restituisce il ritratto di un maestro versatile e raffinato, finalmente fuori dallโombra. La Pinacoteca di Brera diventa cosรฌ una vera macchina del tempo, capace di farci vedere la ricchezza e la vitalitร del Rinascimento italiano attraverso gli occhi di Giovanni Agostino da Lodi.
