Nel cuore della Sicilia, le città del Val di Noto si preparano a una trasformazione inedita. Qui, dove il barocco ha scolpito ogni pietra, la storia si fa digitale. Un progetto innovativo sta per ridisegnare il modo di vivere e raccontare questo patrimonio UNESCO, intrecciando realtà aumentata e presenza fisica. Non si tratta di una semplice visita, ma di un’immersione totale in un passato che prende vita sotto gli occhi di chi guarda. La rinascita barocca, questa volta, passa attraverso lo schermo e il cammino.
Val di Noto, un patrimonio da raccontare insieme
Le città tardo barocche del Val di Noto – da Ragusa a Noto, passando per Caltagirone, Modica e Scicli – sono un mosaico di storie nate dalla ricostruzione dopo il terremoto del 1693. Ognuna ha una sua voce, un’identità precisa, ma spesso manca un filo che le unisca in un racconto comune. Il rischio è che questa complessità venga percepita a pezzi, senza cogliere l’armonia che le lega.
Il progetto “La Via Tardo Barocca. Light, Stone and Wonder” prova a colmare questa lacuna. Con quasi 900.000 euro dal Ministero del Turismo, partito nel 2022, punta a costruire un linguaggio condiviso, capace di valorizzare sia le singole città sia il loro insieme. A guidare il lavoro è il Comune di Ragusa, affiancato da Catania, Noto, Caltagirone, Modica e Scicli, mentre l’Unità Operativa UNESCO del Distretto Turistico Sud Est coordina la gestione culturale. Un lavoro di squadra per dare ordine e senso a un patrimonio che lo merita.
Sette nuovi poli culturali per scoprire il Barocco da vicino
Il cuore dell’iniziativa sono sette nuovi Visitor Center, dislocati nei punti chiave del territorio. Non semplici punti informativi, ma hub interattivi dove il passato incontra il presente. Ragusa Superiore, Ragusa Ibla, Catania, Noto, Modica, Scicli e Caltagirone ospiteranno questi spazi, pensati per dialogare con la storia locale. Palazzolo Acreide e Militello si aggiungono come hub integrativi, ampliando la rete.
Dietro il concept c’è Pietro Galifi, direttore creativo di Altair4, che ha legato ogni centro a un tema specifico. A Caltagirone si rivive il “Teatro Barocco”, mentre a Ragusa Ibla lo “Specchio Barocco” invita a riflettere sulle architetture e le emozioni. Noto diventa un archivio della memoria civica e artistica. Modica punta sul legame tra pietra, artigianato e paesaggio, Scicli sul confronto tra storia e linguaggi moderni. A Catania si raccontano i rapporti con il territorio segnato da terremoti ed eruzioni dell’Etna.
Ogni centro sarà attrezzato con totem digitali, mappe interattive e pannelli con QR code per approfondire con contenuti multimediali. Grande attenzione anche alle tecnologie immersive: realtà virtuale per vedere dall’alto e ricostruzioni 3D di monumenti e spazi urbani. Così la visita diventa un’esperienza attiva, che stimola la curiosità e fa scoprire la bellezza barocca a più livelli.
Turismo esperienziale: la sfida del digitale phygital
A completare il quadro c’è una piattaforma digitale integrata, sviluppata sulla webapp proprietaria ArtGlass. L’idea è creare un ambiente “phygital”, dove il mondo reale e quello digitale si intrecciano. I visitatori potranno seguire itinerari interattivi, con podcast a tema, realtà aumentata e geolocalizzazione. Tutto pensato per guidarli passo dopo passo, rendendo semplice e chiaro anche ciò che è complesso.
Tra le novità spicca un assistente virtuale 2D, basato su intelligenza artificiale, che risponde in tempo reale alle domande e suggerisce percorsi personalizzati. Un supporto prezioso per orientarsi e scoprire dettagli poco noti, superando i limiti della comunicazione turistica tradizionale.
Parallelamente, il progetto punta a rafforzare la comunicazione esterna con un piano marketing mirato: nuovo portale web, profili social dedicati e un archivio multimediale aggiornato. Sono previsti anche laboratori e incontri con cittadini e operatori culturali e turistici. La partecipazione a eventi importanti come il TTG di Rimini, la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum e la RO.ME Museum Exhibition punterà a dare più visibilità internazionale alle città tardo barocche.
L’obiettivo è chiaro: far emergere il Val di Noto come meta culturale di riferimento, capace di attrarre visitatori e valorizzare la sua storia con strumenti comunicativi nuovi e incisivi.
