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Milano ospita la prima mostra europea di Aki Sasamoto: l’arte giapponese tra memoria ed emozione

A Milano, al Pirelli HangarBicocca, è approdata la prima mostra personale europea di Aki Sasamoto. Raramente si incontra un’artista capace di intrecciare danza, matematica, psicologia e memoria emotiva con una leggerezza che sembra gioco, ma nasconde una profondità rara. Nata a Yokohama, Sasamoto ha trascorso oltre vent’anni a esplorare le relazioni umane attraverso installazioni, performance e sculture che sembrano esperimenti scientifici, eppure raccontano storie vive, a volte strane, altre volte silenziosamente commoventi. Dopo una carriera che ha toccato i palcoscenici di tutto il mondo, il suo lavoro arriva finalmente in Italia con “XYZ”, una mostra inaugurata il 17 settembre e aperta fino a gennaio 2027.

Quando arte, matematica e memoria si incontrano

L’arte di Sasamoto si muove su un terreno poco battuto. Da un lato sembra guidata da un approccio quasi scientifico, dall’altro celebra la stranezza e il gioco. Ma al centro di tutto c’è uno sguardo profondo sull’intimità umana: come funziona la memoria, come si costruiscono i rapporti, quali movimenti invisibili regolano la nostra vita. Il corpo prende il centro della scena, animato dalla danza, mentre la materia si trasforma in installazioni che sfidano la percezione comune. Tra sculture cinetiche, video e performance, mescolate con oggetti di uso quotidiano reinterpretati, nascono ambienti che spingono chi visita a riflettere sul proprio modo di abitare lo spazio, sul tempo che scorre, e sulle relazioni che ci segnano.

Dal Giappone agli spazi più importanti del mondo

Nata a Yokohama nel 1980, Sasamoto ha costruito la sua carriera lontano dal Giappone. Dopo aver vissuto in Galles e negli Stati Uniti, ha scelto di studiare matematica, ma si è laureata in danza alla Wesleyan University, nel Connecticut. Da questa combinazione nasce il suo stile unico, che unisce rigore e movimento. A New York ha completato un master in Arti Visive alla Columbia University, ispirandosi alle sperimentazioni sonore e gestuali di figure come John Cage e Alvin Lucier. Oggi insegna e dirige il corso di Scultura alla Yale University, affermandosi tra i protagonisti della scena contemporanea.

“XYZ”: spazio aperto tra ironia e riflessione

Il titolo della mostra non è casuale. Le ultime tre lettere dell’alfabeto richiamano le coordinate spaziali e le variabili della fisica quantistica, segnalando uno spazio aperto a molte possibilità. Ma con un sorriso, “XYZ” è anche un invito scherzoso a controllare la cerniera dei pantaloni, “eXamine Your Zipper”. Questa doppia chiave si ritrova nelle opere, tra installazioni, sculture e video che ripercorrono diverse fasi della carriera dell’artista. Tutte puntano a sondare la complessità della convivenza sociale, il peso delle regole sul corpo e sulla memoria, intrecciando matematica, esperienza quotidiana, dati e sensazioni.

Le opere da non perdere al Pirelli HangarBicocca

Tra le installazioni in mostra spiccano Sounding Lines , un meccanismo cinetico dove molle motorizzate e utensili da cucina diventano simboli di un equilibrio fragile. Catch or Be Caught presenta due strutture metalliche che si muovono alternandosi, evocando fiori o trappole per granchi, mentre Delicate Cycle mette in scena un ciclo tra lavatrici e scarabei stercorari, parlando di ciclicità e trasformazione. Secrets of My Mother’s Child , installazione-performance molto apprezzata, affronta il trauma intergenerazionale usando la metafora di una barra metallica sospesa che richiama una funzione matematica. Non mancano lavori più leggeri, come Centrifugal March e Strange Attractors , dove oggetti comuni come tavoli e bicchieri si combinano in configurazioni sospese, riflettendo su ordine e disordine.

Performance e incontri per vivere l’arte da vicino

La mostra dà spazio anche alla dimensione performativa di Sasamoto, con un fitto calendario di eventi. Nei mesi di settembre e ottobre l’artista sarà presente per attivare alcune opere che richiedono la sua interazione, come il celebre “bar disfunzionale” Wrong Happy Hour. Il 22 ottobre è in programma un incontro con Massimo Bernardi, direttore del Museo delle Scienze di Trento, per discutere la poetica e il metodo di Sasamoto. A corredo della mostra, una nuova monografia raccoglie saggi critici di studiosi internazionali, offrendo una lettura approfondita del lavoro dell’artista giapponese. Il tutto pensato per coinvolgere il pubblico in un dialogo aperto e in un’esperienza che mette in discussione i confini tra arte e vita quotidiana.

Redazione

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