Cari amici vicini e lontani: bastano poche parole per evocare un pezzo di storia della radio italiana. Renzo Arbore torna in onda su Rai Storia con il suo celebre programma degli anni ’80, ora restaurato con cura dalle Teche Rai di Torino. Nove puntate, ogni domenica alle 21.10, per rivivere quell’atmosfera fatta di musica, aneddoti e personaggi che hanno segnato un’epoca. Non è semplice nostalgia: è un tuffo nel passato che racconta la passione e il talento di quegli anni. Arbore, con la sua voce unica, guida gli spettatori dentro quel mondo, svelandone il valore e il fascino.
Sessant’anni di radio in festa: il ritorno di un classico
Nel 1984, Renzo Arbore ideò “Cari amici vicini e lontani” per celebrare i sessant’anni della radio italiana. Un omaggio a un mezzo che ha fatto la storia, segnando generazioni con musica e parole. Il programma raccoglieva voci celebri — cantanti, attori, conduttori — in un intreccio di ricordi e spettacolo. Ora Rai Cultura lo ripropone in nove puntate restaurate, in onda da fine luglio a fine agosto 2024. Il restauro ha riportato a nuova vita ogni dettaglio, sonoro e visivo, con un mix di registrazioni originali e tecnologia moderna che dona freschezza a questa preziosa antologia.
Il valore del programma sta proprio nel suo cast eccezionale, una vera rappresentanza della storia radiofonica italiana. Arbore ha voluto fissare la memoria di un mezzo che ha fatto dell’intrattenimento e dell’informazione un punto fermo per milioni di ascoltatori. Non è solo un archivio, ma un tributo agli artisti che hanno dato forma e anima alla radio. Come dice lo stesso Arbore, qui si intrecciano storie e spettacolo, con artisti chiamati a raccontarsi e a esibirsi.
I Senza Vergogna e le note che non tramontano mai
Tra i protagonisti delle serate su Rai Storia spicca la formazione de I Senza Vergogna. Un gruppo vocale formato da Stefano Palatresi, Massimo Catalano, Gegè Telesforo, Alberto Botta, Michele Pavese, il “Grande Enzo” e il duo “Antonio e Marcello”. Insieme danno vita a medley che rinnovano canzonette popolari, con in testa “La famiglia canterina”, la storica sigla del programma. Accanto a loro, le Gemelle Nete, due sorelle di 75 anni che con la loro ironica e nostalgica versione di “Un bacio a mezzanotte” di Kramer, Garinei e Giovannini, portano un tocco speciale.
La musica diventa qui memoria e teatro: brani che attraversano decenni, tornati in vita con l’energia di chi ha sempre respirato il mondo del microfono. L’orchestra di Gianni Mazza rievoca la stagione d’oro della musica leggera, alternando momenti di precisione a improvvisazioni dal gusto retrò. Il dialogo tra voci storiche e strumenti richiama atmosfere di sale radio ormai lontane, ma vive nel cuore degli appassionati.
I Senza Vergogna non sono solo cantanti, ma veri custodi di un repertorio che parla a più generazioni. Le melodie degli anni ’40 e ’50 rivivono grazie a loro, restituendo al pubblico, sia nostalgico sia nuovo, il fascino di un’epoca ormai passata.
Dalla radio degli anni ’30 a quella dei ’60: un viaggio nel tempo
La prima puntata spalanca le porte agli anni ’30 e ’60, raccontando un passato concreto e ricco di sperimentazioni musicali. Il maestro Pippo Barzizza, pioniere dello swing italiano, torna a dirigere l’Orchestra Rai con quel jazz “all’italiana” che superava i rigidi controlli dell’Eiar. Barzizza incarna un’epoca in cui la musica sfidava il conformismo e guardava oltre confine.
Accanto a lui, Nunzio Filogamo, una delle prime star della radio, ricordato per aver condotto “I quattro moschettieri” e per aver inaugurato il Festival di Sanremo con la frase che ha fatto storia: “Cari amici vicini e lontani, buonasera ovunque voi siate”. Questo saluto dà il nome all’intera serie di Arbore. L’attore Enrico Montesano riporta alla memoria i personaggi di “Gran Varietà”, il programma domenicale che tra il 1966 e il 1979 portò comicità e leggerezza nelle case degli italiani.
Gli anni ’60 sono anche il periodo di Leone Piccioni, direttore della radio dal 1965 al 1969, che aprì nuove strade con programmi innovativi come “Bandiera Gialla”. In quegli anni, la coppia Arbore-Boncompagni avviò una stagione creativa nuova, in cui la comicità radiofonica trovò spazio grazie a artisti capaci di giocare con ironia e licenza, da “Batto quattro” a “Black out”, firmati da grandi nomi come Enrico Vaime, Italo Terzoli, Gino Bramieri, Guido Sacerdote, Sergio Corbucci e Luciano Salce.
La radio come palco per voci indimenticabili e pionieri del djing
Il programma rende omaggio anche ai dj, figure chiave per la diffusione della musica e dell’intrattenimento. Arbore celebra i pionieri Vittorio Zivelli, Renzo Nissim e Giancarlo Guardabassi, recentemente scomparso. Le nuove leve di Radio Rai, come Fiorella Gentile con “Popoff” e “Supersonic”, Serena Dandini e Luca De Gennaro di “Master”, portano avanti questa tradizione con approcci moderni, ma sempre legati a una solida storia.
Durante le puntate si ricorda anche Silvio Gigli, inventore del primo quiz radiofonico “Botta e risposta”, a cui è dedicato un busto in bronzo nello studio. Gigi Proietti e altri artisti reinterpretano brani popolari degli anni ’50, come “Serenata celeste”, emozionando con melodie senza tempo.
Grande rilievo ha anche il gruppo “Per voi giovani”, che nella sua seconda fase vede protagonisti Paolo Giaccio, Renato Parascandolo, Raffaele Cascone e Claudio Rocchi, ora Hare Krishna ma ancora presente nel coro degli interpreti. Il gruppo si unisce a Claudio Villa, il “reuccio” della canzone italiana anni ’50, per rievocare un’atmosfera che ancora affascina. La radio, attraverso queste voci e storie, conferma il suo ruolo di luogo di cultura viva, capace di trasmettere emozioni autentiche e melodie indimenticabili.
